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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni ilei Circondario dì Macerala
   201
   San Francesco sono da vedersi alcune pitture pregevoli di Marco ralinezzano da Forlì e di Eusebio di San Giorgio. Una piccola raccolta ammirasi nel palazzo Piersanti.
   L'ampia valle matelicana, chiusa intorno da alti monti, è tìorentissinia e produce vini assai rinomati e cereali. La parte montuosa del territorio fornisce legname da bruciare e da costruzione. Sino da remota epoca Matelìca andò rinomata per importanti opifici di lana ed 1 suoi panni hanno circolato, con molto credito, in varie provincie.
   Uomini illustri. — Giacobuzio, ambasciatore a Gregorio X; Francesco Nuzi, reputato giureconsulto; Angelo di Ser Francesco di Angelo, valente medico; Camillo Acqua-cotta, scrittore di cose storiche matelicane; Accursio, vescovo di Pesaro nel 1285; Calisto Ainadei, uditore della Camera, ben accetto a Leone X e a Clemente VII; Giambattista Amadei, rinomato fisico; Venanzio Piersanti, maestro delle cerimonie sotto Benedetto XIV, autore di varie opero liturgiche. Sono anche da ricordare varii dei celebri e potenti Ottoni, signori della terra.
   bibliografia. — Francesco Grifoni, Compendia e ristretto della nobilissima terrei dì 3fateliea. Foligno 1695. — G. Colucci, Delle Antichità 31 Matelica, in Antichità Picene, tomo VI, 1789. — Cannilo Aci[uacotta, Memorie (lì Matclica, raeeoltc ed ordinate, ecc. Ancona 1838-1839.
   Coli, elett. Camerino — Dioc. Matelìca — P3, T. e Str. ferr.
   Esanatoglia (2355 ab.). — Cenni storici. I)i questo Comune si hanno scarse notizie e circa la sua origine alcuni scrittori di cose marchigiane pretesero che fosse la città umbra di Tiora. La terra un tempo si governò in forma di repubblica, per togliersi dalla soggezione di Matelica e il Compagnoni (Reggia Picena) aggiunge che Santa Anatolia, nel 1201, era in guerra con Camerino e Matelica, per cui papa Innocenzo III procurò di pacificarli. Nel 1293, unitamente a Serra, Sarnn.no ed altri castelli, infestò di nuovo Matelica. Nel 1328 n'era podestà Berardo, figlio di Gentile da Varano, sotto del quale furono riformati gli statuti. Nel 1351 Esanatoglia si collegò col Visconti, signore di Milano. Nel 1443 si arrese a Francesco Sforza e poco dopo si elette ai Varano ducili di Camerino, sino a che, sotto Paolo III, tornò nella soggezione della Chiesa.
   L'abitato sorge a 566 metri d'altitudine, su d'una collina, presso la confluenza del fiume Sant'Angelo nell'Esilio. Sonvi discreti fabbricati, cinti ila mura, tra i quali vuol essere ricordata la collegiata di San Martino, in cui venerasi il corpo di S. Anatolia, che dicesi appartenesse alla gente Anicia e che fosse martirizzata sotto l'imperatore Pecio.
   11 territorio è fertile di cereali, vini, olio, fieno e legnami. Le industrie principali sono la concia delle pelli, la fabbricazione della carta, i lavori in legno.
   Coli, elett. e Dioc. Camerino — P2 e T. locali, Str. ferr. a Matelica.
   Fiuminata (2932 ab.). — Di questo luogo nulla sappiamo senoncliè fu feudo dei Varano. Trovasi a 479 metri sul mare, in regione alquanto montuosa, presso le falde orientali degli Apennini, sulle rive del fiume Potenza. Prodotti: pascoli, cereali e vino.
   Coli, elett.. e Dioc. Camerino — P3 locale, T. a Pioraco, Str. ferr. a Castel Raimondo.
   Gagliole (1372 ab.). — Cenni storici. 11 nome della terra, come quelli di Gagliano, Gallano, Gallazzano, vuoisi ripetere dai Galli che occuparono un tempo tutto il Piceno. La postura di Gagliole, tra Matelica e San Severino, nella valle del Potenza, lo rese, insieme ad Aria, poscia Castel San Venanzo ed a Pelino, oggetto di dispute e lotte sanguinose tra gli uomini di quelle città ed i Camerinesi. Questi lo riacquistarono con l'aiuto di Fabriano e San Ginesio nel 1274 e molto lo fortificarono secondo l'arte militare di quell'età. I Sanseverinati lo ripresero e riperderono alla lor volta e sempre con spargimento di sangue. Sisto IV ne investì Giulio Cesare Varano per sè e suoi figli naturali e nipoti (1478); ma Alessandro \7I lo occupò insieme a tutto lo Stato.
   L'abitato è cinto di mura con borghi e trovasi a 484 metri sul mare, con territorio parte situato in monte e parte in colle. Prodotti sono il grano, il vino ed i pascoli.
   Coli, elett. e Dioc. Camerino — P e Str. ferr. locali, T. a Castel Raimondo,