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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   2-20
   Parte Terza — Italia Centrale
   prese le parti della Chiesa contro i Ghibellini, Pacificatosi l'imperatore col papa, concesse ai Matelicani, nel 1185, amplissimo diploma, ricevendo la città e gli abitanti sotto la sua protezione. Nel 1191 la città fece alleanza con Fabriano e poi con San Severino, Tolentino e Montemilone.
   In seguito, Matetica fu distrutta da lotte provocate dai discendenti del conte Attorie e profittarono ili queste lotte i Camerinesi, che mossero contro Matelica, ne saccheggiarono il territorio e, con l'aiuto del duca diPrieniia, lnogotenente di Enrico VI, sorpresero il paese, lo rovinarono, disperdendone gli aiutanti. I fuggiaschi ricorsero ad Innocenzo III ed il papa scrisse al podestà e popolo di Fabriano e di Santa Anatolia perchè soccorressero i Matelicani, Ma questi nulla ottennero e vissero raminghi sino all'anno 1209, in cui trovarono protezione e difesa presso Ottone IV, che, dopo la sua coronazione in Poma, accordò loro amplissimi privilegi, con permesso di rifabbricare la città, risarcire le fortificazioni, ripristinare : consoli. lì li Ottoni si vendicarono vendendo ai Fabrianesi Cerreto e Albacina, onde la guerra, come si è detto, fu seguita da solenne concordia e da una pie e durevole. Nel 1213 Attoue fece la sua sottomissione e quindi troviamo Matelica in lega, nel 1217, con Montemilone, Camerino t- San Severino, pacificandosi anche con Cingoli. Nel 1241, rimasto padrone della Marca Federico II, Matelica aderì alla parte imperiale, il che dispiacque al pontefice. In queste contingenze i .Matelicani elessero un capitano, magistrato straordinario che soleva crearsi ili twmpo di guerra, nella persona di Alberto figlio dì Vttone, cui successe 1 Sarto lo di dentile degli Ottoni.
   Combatterono i Matelicani in favore ili Federica II e trovarono alla battaglia di Osimo, in cui i Ghibellini sbaragliarono le milìzie ecclesiastiche. Però, nel 1247, diminuito il prestigio dell imperatore, il cardinale Capocci ricuperò tutta la Marca e Matelica gli prestò aiuto e giurò fedeltà alla Chiesa, entrando nella Lega guelfa contro Federico II Innocenzo IV spedì, nel 1250, una Polla ai Matelicani, confermando loro giurisdizioni e diritti.
   Nel 1255 Matelica acquistò Castel Rotondo e la montagna le 'brocche, ampliando così il suo territorio. Tre anni dopo! ebbero luogo delle scorrerie dei Camerinesi su Matelica e questa, bisognosi di aiuti, li ebbe da San Severino, alla quale corrispose 25 lire ravennati, per la festa del patrono, e ciò sino all'anno 1271.
   Indispettiti i Matelicani por una sentenza del rettore pontificio Annibaldeschi, si diedero di nuovo al partito imperiale e con Percivalle Doria. vicario e capitano di re Manfredi, assalirono Camerino, che fu saccheggiata e distrutta. Manfredi ricompensò Matelica cedendole il castello di Santa Maria dei Galli, con facoltà di demolirlo, siccome poi avvenne; confermò ancora i privilegi concessi ila Percivalle Ma vinto Manfredi da Carlo d'Angiò, e ripreso il sopravvento la causa guelfa il Comune di Matelica fu tassato dal cardinali l'alturieri di 0000 lire ravennati; ridotte poi alla metà dal papa Clemente 1\ Per aver Matelica, nel 1292, ritolto il castello di Santa Maria ai Camerinesi, questi ne arsero di sdegno e decretarono di distruggere la città, e si unirono, a questo intento, a quelli di San Ginesio e ad altri Marchigiani I Camerinesi ripresero difatti il castello, edificarono una rocca sul colle di Torraiiuuni e manomisero a ferro e fuoco la valle. ìnatelicana e strinsero la città di formidabile assedio, Francesco (T Vssisi. giudice generale della provincia, .si mosse alla sventura di Matelica, condannò i Camerinesi a distruggere il forte, a restituire l'occupato, al pagamento di 5000 marche d'argento, multando pure podestà, capitani e consiglieri. I Camerinesi non ascoltarono il giudice e proseguirono l'assedio: ma quei di Matelica, aiutati da Tolentino e San Severino e spalleggiati da una compagnia di ventura, assalirono i Camerinesi e i loro castelli, li rettore della Marca, Raimondo, scomunicò i Camerinesi, sottoponendo la città all'interdetto e, nel 1291, le ostilità ebbero fine per opera del rettore Gentile da Sangro.