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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni    45
   Morrovalle trovasi a 246 metri sul mare, su di ameno colle, alle cui falde, a mezzodì, scorre il fiume Chienti, a circa IO chilometri da Civitanova. Il paese ha molti e buoni fabbricati cinti da mura, tra i quali primeggia il bel palazzo Lazzarini, di stile gotico.
   II territorio, popolato di coloni, produce ili abbondanza cereali, viti e ulivi. Vi si allevano bachi da seta e siccome una parte del terreno è tenuto a pascolo, vi si alimenta un eccellente e reputato bestiame.
   Uomini illustri. — Maestro Giovanni Minio, che per la sua dottrina meritò d'essere creato cardinale da Bonifacio Vili, nel 1302; Nicola Lazzarini, fondatore della chiesa di Santa Caterina di Morro ; Nicolò, buon letterato alla Corte dei duchi di Ferrara ed amicissimo del Bessarione; Cesare, familiarissinio di Pio III, donò una bella croce stazionale d'argento alla chiesa di San Bartolomeo; Alessandro, visse alle corti di Leone X e di Paolo III; Dario, uno dei fondatori dell'Accademia maceratese dei Catenati; ed altri di questa illustre e nobile famiglia.
   Coti, elett. Recanati — Dioc. Fermo — P3, T. e Str. ferr.
   Mandamento di MATELICA (comprende 4 Comuni, popol. 13,052 ab.). — Questo mandamento, pur facendo amministrativamente parte del circondario di Macerata, è — per gli effetti giudiziari — dipendente dal Tribunale civile e penale di Camerino.
   Matelica (6993 ab.). — Cenni storici. Matilica fu antica città umbra, situata tra gli Apennini e il gruppo del Sanvicino, non lungi dalle sorgenti del fiume /lesis (Esino), quasi al confine del Piceno. Trovasene menzione solo in Plinio e nel Libro delle Colonie ed in questo è anzi annoverata 11011 più tra le città umbre, ma tra quelle del Piceno. Alla caduta dell'Impero romano sembra che Matilica già fosse stata insignita della cattedra episcopale e questa sede vescovile fece parte del Piceno sulnirbicario. Favolose sono le origini di Matelica secondo i moderni scrittori, quali la pretesa fondazione di Cocco, figlio di Roso re di Rosella, e la fondazione per opera d'alcuni Siculi. Pare che Matilica divenisse municipio romano circa l'anno 664 di Roma.
   Nel secolo Vii Matelicani provarono ì funesti effetti della fame che spopolò l'Italia, e nelle stesse vicinanze di Matelica, nel 552, avvenne la vittoria di Narsete sui Goti. Lo scrittore Acquacotta pretese anzi che Potila morisse nei pressi di Matelica e che vi fosse sepolto. Estinta la sede vescovile per le incursioni dei Longobardi, Matelica cominciò a decadere e scarse sono le memorie che si hanno della terra sino al secolo XI.
   Circa l'anno 1160 la. città era già retta dai consoli ed un Collegio di nobili presiedeva all'amministrazione della giustizia e della polizia. Ma si riconosceva però l'autorità dei conti, quali furono a quell'epoca Attone ed il conte Gualtiero. Questi possedeva anche i castelli di Cerreto e di Albacina. Enrico VI, guadagnato dal conte Attone, fece marciare contro Matelica un nerbo di truppe, che la minarono e distrussero a tal segno, da farne disperdere tutti gli abitanti. I conti finirono poi per assoggettarsi al Comune. A cagione dei castelli di Cerreto e di Albacina scoppiò crudele guerra, nel 1211, tra Matelica e Fabriano; ma fu di corta durata. Nel secolo XIII i castelli spettanti a Matelica erano : Rocca Santa Maria, le due Ci vitelle, Colleferraio, Castiglioiii, Rotundo, Campaniauti, il castello del Piro, Torre di Aimone e Santa Maria dei Galli. La rinascente città, alla fine di detto secolo, fu detta Castrum novum Sancii Adriani, dalla pieve a lui sacra, e tale cambiamento di nome derivò forse da un castigo o dal desiderio di far perire la memoria dell'indipendenza che aveva spinto i Matelicani a ribellarsi all'imperatore. Sul principio la città fu ristretta; ma poi riacquistò la sua estensione coi quartieri di Santa Maria e di Civitella; furono poscia aggiunti anche i borghi di Santa Maria Maddalena, di San Eutizio e di Campamanti Le antiche porte nomavansi : Cuoio, Vecchia, Santa Maria, Donorio, Città e Valle.
   Dobbiamo ricordare anche come Matelica fosse distrutta, tra il 1174 e il 1176, da Cristiano, arcivescovo di Magonza, capitano di Federico I, per avere quei cittadini
   162 — Sia IPata-ia, vut. Ili,