Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino', Gustavo Strafforello

   

Pagina (260/423)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (260/423)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   2-20
   Parte Terza — Italia Centrale
   Uomini illustri. — Civitanova lia il vanto ili aver dato i natali ad Annibal Caro, relegante scrittore e traduttore doll'iTne/t/c, che fu e sarà prediletto in ogni età da quanti amano la grazia dell'italiana favella.
   Bibliografia. — G. Gaetani, Istoria di deità nota nel Pieeno. Macerata 17Ì0. — G. Marangoni, Delle memorie sacre e citili, dell'antica città dì Xovuiia, oytji Civitanova, nella provincia del Piceno. Roma 1743. — Jacopo Lauro, Ciritatis novae in Piceno, delineaìio etdeserijitio. Roinae 1630. — Colucci, Antichità Picene, tomo IV.
   Coli, elett. lieeanali — Dioc. Fermo — P2 e T. locali. Str. ferr. e Scalo marittimo nella fraz. Porto Civitanova.
   Montecosaro (3108 alt.). — Cenni, storici. Ignota è l'origine di questa terra, detta pure Monte Cossuro e anticamente Monte Fedele. Montecosaro ebbe gravi questioni con Civitanova per ragioni di confini e Innocenzo III, con Breve diretto al vescovo, clero, podestà e popolo di Osmio, del 17 aprilo 1-0:2, prescrisse la forma secondo la quale dovevano comporsì le vertenze. Nel 1172 si rinnovarono le discordie e le violenze tra gli nomini e Comuni di Civitanova e Montecosaro, e di nuovo ripullularono nel 1481, sempre per cagione dei contini, e solo ebbero termine nel 1187 e fu stipulato speciale istrumento nella contrada di Monte Sant' Vndrea, posta nei contini dei due luoghi. Nel 1107 la terra fu stretta d'assedio per non aver voluto riconoscere, in marchese e rettore della Marca, il Migliorati, nipote d'Innocenzo VII. Giulio III investì di questo feudo il duca Giuliano Cesarmi, gonfaloniere del Senato e del popolo romano, con titolo di marchesato, il che fu confermato da papa Pio IV.
   11 paese sorge su di una collina, a 252 metri sul mare, ed ha molti e buoni edifizi cinti da mura. La collegiata e sacra a San Lorenzo. Notevole è la chiesa ili Santa Maria, a piò del Olienti, ohe il Lilii (Storto    11 territorio è fertile di cereali, vii® e vi si fa granile allevamento di bachi da seta.
   Coli, elett. decanati — Dioc. Penno — P'J, T. e Str. ferr.
   Morrovalle (5017 ab.). Cenni storici. La tradizione vuole edificata questa terra da Carlo Magno e quindi ampliata e restaurata circuii 1100 dal marchese Giiarnerio o Varuorio. l'u detta anche .1forra di l'alle. L'anno 1421 fu edificato in Morrovalle mi fortilizio, che dopo di avere sostenuto lunghissimo assedio fu fatto demolire da Vlfouso d'Aragona nel 1113, per ordine di papa Kugouio IN 11 Compagnoni fa poi sapere che Morrò fu compreso, nel 12n2, nella pace tra i Kenilani ed altri popoli della Marca. Nel 1248 il cardinale Panieri, legato, deplorò l'Università di Morrà, per gli aggravi e i danni fattigli dai Civitanovesi, fomentati da Riccardo conte di Civita di Cliieti, liglio di Federico II, che aveva sbaragliato l'esercito pontificio nel 1240. Essendo rettore Aiinibablo, .Mono si sollevò, per cui fu spedito, per suo sindaco, Domodeo, perdonandosi il passato. Nel 1204 \i alloggiò il vicario regio Giordano signore d'Agitano, siccome in luogo fortificato, ma nel 1288 mandò nomini in aiuto al rettore Agapito Colonna. Aderendo poi ai Ghibellini, Clemente V lo sottopose, a varie pene. Tuttavia, nel 132S, Raimondo Gattofono, Niccoluccio di Giovanni ed altri capi ghibellini tentarono dare la terra ai Permani. Nel 1403 fu intimato al Comune di mandare un balio alla Curia generale e, nel 1135, fu costretto a pagare le taglie al conte Francesco bi'orza e più tardi ad alloggiare vani dei suoi nomini d'arnie.