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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni    dei Fcrmaui, che Civitaiiova potesse liberamente edificare la torre e la rocca presso il porto, e mantenervi custodi e milizie, imponendo silenzio ai Fermani, sotto pena di 25,000 fiorini d'oro. La costruzione della rocca fu poi proseguita sotto Innocenzo Vili. Nel 1510 nacquero gravi discordie tra Civitanova e il Comune di Sant'Elpidio e si venne a battaglia; ma, per ordine del vice-legato, cessarono le ostilità. Nel 1515 fu in Civitanova Leone X e concesse a Giovali Maria Varano il governo di Civitanova con tutti gli emolumenti, e ciò per soddisfare il debito di 10,000 scudi che aveva coi Varano. Clemente VII confermò la terra alla vedova di Giovan Maria ed alla propria nipote duchessa Caterina Cibo. Ma pel mal governo dei ministri della duchessa, i Civitanovesi preferirono tornare alla dipendenza della Chiesa. Giulio III, per sgravare la Camera Apostolica di un debito di scudi 13,000 che aveva con Giuliano Cesarmi, gonfaloniere del popolo romano, con Breve dei 5 maggio 15G1, determinò di concedergli Civitanova in governo indipendente dalla Marca. Ma siccome si trovò che l'annua rendita non oltrepassava scudi 300, nel 1552 lo stesso papa vi aggiunse in compenso Montecosaro, con motu-propriò del 2G febbraio. I Cesarmi eleggevano un luogotenente, che chiamarono vice-duca. Paolo IV, nel 155G, fece sequestrare a Giuliano ambedue i feudi e solo nel 15G9, alla morte del papa, il Cesarmi ne fu reintegrato dal Sacro Collegio. Pio IV, nel 15G0, pei meriti di Giuliano verso la Santa Sede, perpetuò nella famiglia ambedue i feudi di Civitanova e Montecosaro, abilitando alla successione anche le femmine e gli illegittimi ed erigendo Civitanova in marchesato. Sisto V eresse, a favore di Giuliano II, Civitanova in ducato, nel 1585. Dai Cesarmi il feudo tornò poi alla Chiesa.
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   Civitanova siede a 28 chilometri a levante di Macerata, su di un colle alto 155 metri, distante poco meno di 4 chilometri dal mare, tra le foci del Olienti e del torrente Asola. Ha varii edilizi di nobile aspetto. L'abitato dividevasi in quattro quartieri, che presero nome dalle quattro porte, e cioè: di Sant'Angelo, del Mercato, del Girone e porta Zoppa.
   Tra gli edilizi ricordatisi: la chiesa di Santa Maria dei Conventuali, il cui convento già esisteva nel 1290; fu consacrata nel 1399 e Giulio II, nel 1512, vi incorporò la parrocchia di San Tommaso; — la chiesa di Santa Maria Apparente, eretta nel 1425 nel luogo ove è fama apparisse la Vergine a tal Vico Salimbene nel 1411. Leone X vi unì la Confraternita di Santa Maria della Misericordia e l'Ospedale. Per onorare vieppiù questo santuario, Paolo III, ai 15 aprile 1545, concesse una fiera franca; — la chiesa principale di Civitanova, sotto l'invocazione di San Paolo, è antichissima; Sisto V, ad istanza del duca Cesarmi, la dichiarò collegiata con altre dignità e privilegi. Fu ricostruita dalle fondamenta sotto l'arcivescovo monsignor Borgia, nel 173G, e donna Livia Cesarmi Sforza donò il corpo di San Principio martire.
   Bello è il palazzo ducale dei Cesarmi, ampio, maestoso e solidamente costruito e sorge dove la collina, su cui siede la città, comincia a declinare in pendìo. È ornato di ricche pitture di buono stile, con soffitti decorati di fregi e intagli. Rimasto negletto, fu fatto restaurare, nel 1812, dal duca Don Lorenzo.
   Non lungi dal capoluogo è il Porto di Civitanova, ridente e vasta borgata, assai popolata e frequentatissima durante la stagione balnearia. È attraversata dalla via provinciale Aprutina ed ha buoni fabbricati recenti, vie ampie e regolari. Prima fu chiamato Porto Ripa e castello di San Marone, per esser vicino alla chiesa di questo santo. Dista da Civitanova 4 chilometri. È capolinea della ferrovia Fabriano-Roma. Da alcuni anni venne ivi impiantata una fabbrica di bottiglie, sistema brevettato, che dà lavoro a circa 200 operai.
   Il territorio di Civitanova è fertile di cereali, vino ed olio. Notevole guadagno ritraggono gli abitanti dalla pesca, esercitata dagli uomini del Porto.