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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
2-20
Parte Terza — Italia Centrale
Pittoresco è l'aspetto che la città presenta, con uno sfondo di monti, parte dei quali rivestiti di selve. Ampio è il fabbricato, tra cui annoveratisi non pochi edifizi d importanza storica ed artistica.
Merita d'essere visitata la chiesa collegiata, per le seguenti opere d'arte: un busto argenteo cesellato, eseguito l'anno 1469; polittico rappresentante la Vergine in irono, i Santi Stefano, Lorenzo, Esupera mio, l'ier J)aini(uii. Nella sagrestia altro polittico, con la Vergine, i Santi Pietro, Caterina, Esnperanzio, Panfìlio, la Croccfìssione, i quattro Dottori delta Chiesa; una croce stazionale, smaltata e niellata; lo Sposalizio della Vergine, tavola di scuola umbra ; Cristo flagellato alla colonna, tela di Sebastiano del Piombo, che vuoisi il bozzetto del grande quadro esistente nella chiesa di San Pietro a Roma.
Nella chiesa di San Giacomo è il bel monumento sepolcrale, ad alto e bassorilievo, del XV secolo, del vescovo di Lucca Stefano dei Trenti, legato della Marca e morto a Cingoli l'anno 1177. Fu eseguito per commissione di Diego I ranceschini, di cui vedesi scolpita l amie. Nella chiesa di San Domenico «' una India tavola di Lorenzo Lotto, firmata e con la data del 1j39, rappresentante la Vergine del Posario co>i Santi.
La chiesa collegiata è sacra a Sant'Ksupcranzio, è d'ampia struttura, di stile gotico primitivo e viene particolarmente ricordata dal Ricci nelle Mi morie delle belle arti del Piceno. La chiesa cattedrale, dedicata alla Vergine Assunta, fu eretta nel X\ll secolo e \i furono processionalmente trasportate, dalla vecchia collegiata, le reliquie ed il corpo ili San Candido, donati dal cardinal-vescovo Verospi.
11 Comune possiede una discreta biblioteca, arricchita da pregevoli documenti in pergamena che appartennero già alle monache di Santa Caterina dell'Ordine Cistercense.
Assai rinomata fu 1 \ceadeniia cingolana degli Incotti, ripristinata l'anno 1S2Ì e che aveva ampia e degna sede in bei locali, ove davansi annuali saggi di letteratura, musica e recitazione.
Il territorio di Cingoli produce grano, granturco, vino, olio. I selvosi monti somministrano molta copta di legname da lavoro e di carbone, di cui si fa grande smercio nelle Marche. In questi monti trovansi anche vene metallifere; v'ha dell'alabastro, del gesso, del travertino.
l'omini illustri. — Gentile da Cingoli, che professò filosofia nello Studio di Rologna, nel \ill secolo; Renuttino Cima, o dei Cini, da Pxuiifacio 1\ eletto senatore di Roma l'anno 1100; il cardinale Raniero Siinonetti; lìenedetto da Cingoli, poeta del XV secolo; Francesco Saverio Castiglioni, da Pio \ Il fatto vescovo di Montalto e poi di Cesena, assunto alla cattedra di San Pietro, nel ISfi, col nome di l'io X III.
Di Ut, 10 fì HA FI A. — 1). Avicenna, Memorie (ìelln cillò iti Cingoli, lesi (414. — li 1). Cliristiann,uilus, De S. i;.rnperi>ntio CUrgiilaimraui cjiisctijio, ecc. Romite 17/1 - - I,uca aitale Fanciulli, Os&wmzioni r riliehe su/ìm le antichità r riti in ne ili (U)rjnìi. ( >-iino 170!). - (ì. Col ucci, Dell'triti icn e iti il di Cingoli. — Francesco Maria Raffaeli!, Lettere siiH'mitìcn città di (Ungali, inserite nelle Sorelle Mtcnirir fiorentine, pubblicate da Giovanni Rami. — Raffaelli, /ielle memorie ecelcsiusliche intorno alia gloria e al culto ili S. ifsnpeniiizio antico rescoro e /iritfci/mlprotettore di Cingoli. Pesaro 17G2. — Memorie dei l'escori e della chiesa di Cingoli, ecc. Pesaro 1702.
Coli, elett. S.Severino Marche — Dioc. Cingoli — P2 e T. locali, Str. ferr. a Jesi.
Apiro (3179 ab.). — Cenni storici. Apiro fu in origine celebre e forte castello nella vallo detta di San Clemente e che sino dal XII o XIII secolo fu sempre esente da ogni vassallaggio, essendo dapprima regolato dai suoi consoli e poscia dai podestà. Nel 1227 Apiro godeva l'alleanza di Sansevermo e di Fabriano La nobiltà degli uomini della valle di San Clemente non la cedette a qualunque città della provincia, a cagione della posiziono quasi nascosta e, nella quale trovarono sicuro ricovero le popolazioni, durante le incursioni barbariche Tutti i signori «Iella valle formarono il loro Comune in Apro c cosi fn, che nel Xfiì secolo \ potè risiedere un vicario imperiale, destinatovi dall'imperatore, e furono compilate leggi e statuti. Nel 1236 Apiro dirocco il fendo di