Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino', Gustavo Strafforello
Pagina (253/423) Pagina
Pagina (253/423)
La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Comuni
249
giureconsulto, rinomato pel suo trattato De contractihus ; Pompeo Compagnoni seniore; Mario Crescimbeni, restauratore delle lettere e fondatore dell'Arcadia in Roma; Antonio Costantini; il P. Asclepi, successore al Boscovich nella cattedra romana di matematiche; Giuseppe Alaleona, professore di leggi allo Studio ili Padova, ove coprì la prima cattedra di giure cesareo; Paolo Spadoni, naturalista; Stefano Gambini, canonico e rettore dell'Università, dettò varie iscrizioni latine ed italiane in istile elettissimo; Carlo He reo 1 ani, traduttore della Cristiade del Vida. — Furono architetti militari di rinomanza: Giuseppe Aniballi, Narciso Aurispa, Pompeo e Pietro Fio nani. Il Floriani fortificò Malta e le sue fortificazioni riuscirono sì perfette ed eccellenti, che furono denominate Floriana» Gregorio XIII, Sisto V, Clemente Vili, Filippo II lo colmarono d'onori. — Nelle arti salirono in rinomanza: Pompeo Pittori, che alcuni vogliono seno-laro del Perugino; il Gasparini, il Bastiani, il Compagnoni Sforza, che fu tra i valenti discepoli di Guido Peni; Giuseppe Sebastiani Mancini, detto Giuseppina, imitatore del Caracci; il Gobbi ed il Bonfaddi, anch'essi della scuola caraccesca; Fedele Bianchini, allievo del Canova, e di cui sono molto lodati i cenotafii del vescovo Vincenzo Strambi e del marchese Bourbon del Monte, nella Cattedrale; Matteo Cruciam, eccellente mosaicista; Vincenzo Giovanni Calauianzia, coniatore di medaglie; Polonio e Taddeo Girolamo Ilicciano, fonditori di metalii; Lauro Rossi, rinomato maestro e compositore di musica, direttore del Conservatorio di Napoli, al cui nome fu intitolato il Teatro Comunale.
Buìliogkafia. — G. Colucci, Iil Antichità Picene, torno XXV. — Girolamo Maria Vico, Descrizione istoriea dell'origine ed erezione del tempio di Santa Maria delle Veri/ini di Macerata, 1790. — Domenico Traili* Dissertazione dell'antica città di liecina. Macerata 1790. — Giacomo Lauro, Macerata illustrata con memorie pia ciliare della eittà. Roma 164-2. — Giovanni Andrea Massei, De Macerata urbe in Piceno. Elegia, 171G. — Pompeo Compagnoni, Notizia della zecca di Macerata. — Filippo Bruti Liberati, Inedito clcneo dei podestà di Maccruta. Ripatransone 1813. — Moroni, in Dizionario di Erudizione, torno XLI, pagg. 5-92. — Conventati, Della natura e qualità delle diverse terre del territorio maceratese. Macerata 1781. — R. Foglietti, Cenni storici sull' Università di Macerata. Macerata 1S78. — C. Corradetti, Guida stor ieo-ilhist rat iva di Macerata. Sanseverino 1878.
Coli, elett. e Dioc. Macerata — P\ T. e Str. ferr.
Montecassiano (4381 ab.). — Cenni storici. Comunemente gli storici di cose marchigiane fanno derivare l'origine di Montecassiano da alcuni della gente Cassia, scampati alla distruzione di Hehna lììcina. Nel secolo XII n'era signore un conte Pietro, tiglio del conte Cassiano, il quale nelle vicende o guerre di Enrico IV e di Enrico V si appropriò le rendite dei beni ecclesiastici disponendone liberamente. Il conte Pietro fu levato dal possesso di Montecassiano da Lotario II imperatore, e quel feudo fu restituito alla Chiesa. La chiesa di Santa Maria che ivi sorgeva, con tutte le sue giurisdizioni, fu ceduta ai monaci Cistercensi dell'abbazia di Cliìaravalle, dopo il 1137, Questi monaci, verso il 1165, concessero in enfiteusi alcune giurisdizioni anche a favore degli antichi signori, cioè ad un conte Cassiano, tìglio o nipote del conte Pietro. Estinta la prole dei Cassiani la giurisdizione e le tenute furono dai monaci trasferite al Comune, sino a che, nel 1355, convenuto in giudizio il Comune medesimo, forse per mancanza di corrisposte, o per altre ragioni, ritornò la Chiesa padrona di tutto. Il cardinale Egidio Albornoz ricuperò Montecassiano, occupato da fra Morreale, o dal Malatesta di Rimisi, secondo altri. Sotto il pontificato di Bonifacio IX, Andrea Tomaeelli, fratello del papa e marchese della Marca, ricompensò la fedeltà dei Montecassianesi, accordando loro privilegi e, nel 1393, die facoltà al Comune di eleggersi il podestà.
Durante i torbidi per lo scisma, che continuarono anche sotto Gregorio XII, quei di Montecassiano seguirono le parti di questo pontefice, tranne poco tempo in cui abbracciarono la causa di Alessandro V. Carlo Malatesta, generale delle armi della Chiesa, s'impadronì di Montecassiano l'anno 1413 e vi ordinò alcune fortificazioni, pelisi — li» Patri», voi. III.