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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Macerata
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   Fig. 8(3. — Macerata: Furia San Domenico Fig. 87. — Macerata : Porta della chiesa di S. Maria
   (da fotografia Galassi). della Pace (da fotografia Galassi).
   già di San Giorgio, ora porta Agliana, dalla illustre famiglia maceratese; la porta delle Grazie o di San Domenico (tig. SO) e la porta del Duomo. La porta Arrigoni fu chiusa sul cominciare del secolo presente, allorché si costruì il pubblico Macello.
   Delle e regolari sono generalmente le strade principali interne della città, convergenti alla piazza maggiore denominala Vittorio Emanuele. I lati della piazza sono formati dal palazzo Comunale, da quello della R. Prefett ura (già palazzo Apostolico), da quello in cui risiedette la Rota maceratese, dal palazzo dei conti Palletta, dalla Toire, dal Teatro comunale e dalla chiesa di San Paolo.
   Un acquedotto costruito, da pochi anni, dalla Società Italiana per le condotte # acqua, porta alla città 1G00 metri cubi d'acqua al giorno. L'acqua proviene da una sorgente dell'Aponnino e dopo un percorso di 30 chilometri circa zampilla per un getto altissimo nella fontana della ricordata piazza Vittorio Emanuele. La città è pure illuminata a luce elettrica, con lampade ad incandescenza e ad arco.
   I monumenti principali di Macerata, tenendo conto, in prima, di quelli sacri, sono:
   La Cattedrali*. — E di recente, ma pur bella costruzione, essendo la vecchia chiesa stala distrutta sino dal XV secolo, tanto che, nel 1404, il vescovo Nicolò d'Asti la fece riedificare coi disegni (li Giacomo Perorai, e la tribuna venne compita nel 1410, con l'eredità di Venanzi Antonio, arcidiacono della chiesa stessa. La torre campanaria fu eretta l'anno 1418, a spese pubbliche, in onore del patrono San Giuliano. Il vescovo Galeazzo Morone abbellì ed ornò alcune cappelle. La Cattedrale attuale fu eretta sotto il poritilìcato di Clemente XIV, con l'opera del Morelli. 11 tempio è di vaste proporzioni, ornato di
   100 — 0ja Patria, voi. III.
   colonne ioniche binate, le quali sorreggono gli ampli areìii, e per questa chiesa Clemente XIV donò al cardinale Mario Compagnoni-Marefosclit il famoso musaico rappresentante San Michele Arcangelo, opera di Giambattista Calandra, su disegno del cav. d'Argino, e che già ammiravasi nella Basilica Vaticana. Nella sagrestia conservasi una magnifica tavola, rappresentante San Giuliano e San Francesco e nel mezzo la Vergine col Bambino, opera del Perugino.
   Presso la Cattedrale, ove ora sorge l'Episcopio ed il Seminario, aperto nc-1 1015, era l'antica chiesa di Sant'Agostino, in cui la traili/ione vuole