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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Macerata
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spegnere la parte guelfa, strinse lega con molti Comuni della Toscana e della Marca ; e uno dei suoi capi più autorevoli fu Fedo de' Malucci, che nel 1351 erasi fatto acclamare signore di Macerata.
Altri disordini arrecava in questo tempo nella Marca la compagnia di ventura capitanata da Fra Morreale, la quale espugnò castella, predò il territorio marchigiano e giunse sin quasi a Macerata.
A sedare le turbolenze ed a ricomporre le cose, Innocenzo VI inviò il celebre cardinal-legato Egidio Albornoz, cui subito si dichiararono fedeli e devoti molti luoghi della Marca. L'Albornoz rivolse le armi contro 1 Malatesta e fu in ciò aiutato da Carlo IV, che mandò al cardinale cinquecento barbute. L'esercito ecclesiastico, comandato da Rodolfo Varano e diretto da Blasco Fernando, incontrò i Ghibellini dei Mala-testa e dell'Qrdelaffi, sotto Paterno, tra Macerata ed Ancona e nella grande battaglia che vi seguì, la vittoria rimase ai pontificii ed il cardinale si impadronì di tutte le castella e fortezze più importanti da Macerata a Rimili. Macerata si rese a condizione che il vicario fosse sempre un patrizio maceratese; fu convenuto anche di pagare alla Camera Apostolica 5000 fiorini d'oro e di stabilire la sode del governo, pel legato preside della Marca, in Macerata, col titolo di correttore della Marca. Nel 1358 Macerata ricevette la rinnovazione delle fiere di maggio, dette di San Claudio, che cele-bravansi nei giorni dell'Ascensione. Nel 13G3, tornato in Italia l'Albornoz, mandatovi da papa Urbano V, provvide alla quiete, delle città e dei paesi della Marca e con diploma, dato a Macerata, riformò la Curia generale con residenza stabile in Macerata stessa. Eresse inoltre il Collegio degli avvocati e procuratori della Curia, ai quali concesse la facoltà di conferire laurea di dottore, compì le fortificazioni e ridusse la cinta delle mura comprendendovi la sommità del colle e lasciandone escluso il ponte Maggiore nonché la Pietà Vecchia, Torresiana, Santa Maria Maddalena, San Lorenzo ed altri luoghi. Così la città, prima assai più vasta ed estesa, fu ridotta allo stato presente e fortificata con le belle e solide mura che ancor oggi sussistono.
Nel 1371 fu tenuto in Macerata un Parlamento generale di tutta la provincia e fu in esso deciso di inviare ili Avignone, a papa Gregorio XI, uno straordinario ambasciatore per congratularsi col papa della sua ascensione al trono e per pregarlo di restituire a Macerata la Curia generale, ch'era stata trasferita a Fermo. L'ambasciatore fu Vanni Ferro, che rappresentava ventiquattro Comuni marchigiani. Il papa accordò tutto (1374) ed allora il Consiglio di Credenza decretò di costruire il portico o loggia del Mercato, nella piazza grande, di cui pare facesse il disegno uno scolaro del Brunellesco. Le forti contribuzioni, le tasse che pagavansi alla Camera avevano messo il malumore in molti cittadini, ed in tutta la Marca sorse un partito che aspirava a reggimento repubblicano aristocratico, sotto il governo degli ottimati.
1 novatori si rivolsero a Ridolfo Varano, signore di Camerino, uno dei capi della lega italica, detta della Libertà, e il Varano fu ricevuto con molto onore a Macerata, con l'assenso del rettore e della Curia. Il vescovo tardi si avvide dell'artifizio dei Maceratesi e, fuggito col giudice del presidiato di Camerino, il podestà di Macerata ed altri, furono messe a sacco ed a fuoco le robe del rettore, e il palazzo della residenza. Macerata si costituì in istato libero e Ridolfo Varano ebbe il supremo comando della città e suo distretto. Altre città della Marca seguirono l'esempio di Macerata; ma papa Gregorio XI, sdegnato per raffronto fatto al rettore, mandò in Italia il legato cardinale Roberto di Ginevra con 4000 fanti e G000 cavalli, confermò rettore Pietro vescovo di Cuenca e gli ordinò di trasferire la Curia da Macerata in Ancona. Tornata la sede pontifìcia in Roma, nel 1377, il papa potè far uscire il Varano dalla lega, nominandolo generale della Chiesa.
Macerata fu assediata dalle milizie della Chiesa, agli ordini del conte Lucido Alemanno e di Rinaldo da Monteverdo. Ma ai G di novembre fu tolto l'assedio e quel