Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino', Gustavo Strafforello
Pagina (234/423) Pagina
Pagina (234/423)
La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
2-20
Parte Terza — Italia Centrale
insieme alla non lontana Uròs Salvia, nell'anno 408, per opera dei Goti condotti da Alarico ; ma circa la sua distruzione non sono concordi gli storici, poiché il Peranzoni l'attribuisce ad Attila, verso la metà del V secolo; altri riportano l'avvenimento al secolo YI, ed il Lancellotti la vuole fatta dai Longobardi dopo il 50S. 11 Compagnoni poi, seguito dal Troill la dico avvenuta sul cominciare del V secolo.
Caduta Ricina, 1 suoi abitanti si sbandarono, e pare che colle rovine della loro città edificassero Macerata e Recanati. Questa mantenne la denominazione della città romana, quella sarebbe stata così denominata perchè, sorta dalle macerie di Ricina. Secondo il Compagnoni però, il nome di Macerata sarebbe derivato da un tal Marzio Macro, patrizio romano, e lo stesso reputato scrittore riporta varie altre congetture emesse circa l'origine di tal nome. Il dotto conte Monaldo Leopardi riporta la fondazione di Macerata e l'istituzione del suo vescovato ad epoca assai più recente. Il lettore che avesse desiderio di conoscere più distesamente tutto ciò che alle origini di Maceratasi riferisce, potrà consultare il bello studio sintetico, pubblicato dal Moroni nel suo Dizionario di Erudizione, ecc., voi. xli, pag. 30 e seguenti, dal quale studio sono desunti anche i cenni storici della Guida di Macerala del Corradetti. Difficile è però, senza dubbio, il dire delle origini maceratesi, a cagione dei frequenti dissensi tra gli scrittori che a Macerata, o a Recanati — secondochò l'amore del natio loco li punge — attribuiscono la continuazione dell'antica Ricina. Ed infatti, mentre il Compagnoni attribuisce a Macerata l'assedio di' Teja ultimo re dei Goti, il Leopardi invece opina che il castello dai Goti espugnato, sia stato quello che divenne, inseguito, la città di Recanati.
Desiderio, ultimo re dei Longobardi, impadronitoti di molti domimi della Chiesa, occupò, ài dire del Compagnoni, anche Macerata, che unitamente, alle altre città conquistate dal re longobardo, fu restituita a papa Adriano da Carlo Magno.
Nel seguito Macerata dipese ora dagli imperatori, ora dai papi, ora dai re d'Italia. Eli devastata sotto i l'orengarii ed Arnolfo re di (ìerm.inia la incendiò e distrusse l'anno 898. Nel secolo XI sembra che la città fosse signoreggiata da mi proprio conte, sebbene gli abitanti fossero immuni da imposte e liberi da qualunque superiorità dei \ic.ini popoli. Nel 1108 Macerata si ampliò notevolmente. ( alato nel 1105 E uri co IV, con poderoso esercito, occupò il Piceno, dandone l'investitura a W arnerio o Gnarnerio, che sottomise tutta la Marca al dominio imperiale. Nel 1130 la Marca fn dominata dal conte. Ruggiero.
Alla morte di Knrico VI, avvenuta nel 1197, aspirarono all'impero il suo fratello Filippo di Svcvia e Ottone IV di Sassonia. Macerata segni le parti di Filippo. Nel 1198, appena salito al pontificato Innocenzo III, volle ricuperare alla Chiesa le terre marchigiane. ed a tal fine vi spedì, alla testa di numerose milizie, il cardinale Vidoni di Santa Maria in Trastevere in qualità di legato, ottenendo almeno in parto lo scopo prefìsso. Nel 1202 lo stesso Innocenzo 111 pacificò i partiti e gli aderenti di Filippo lo Svevo e di Ottone di Sassonia ; ma nella celebre pace, stipulatasi a Polverigi, non trovansi compresi i Maceratesi ed altri aderenti alla causa sveva.
Nel 1203, abolitosi il comando dei Consoli, fattasi strada l'autonomìa comunale, ogni città istituì ed elesse un podestà, e Macerata prescelse a tale carica Uainaldo dei signori di Mon te verde, mettendo alla sua dipendenza anche il poggio di San Giuliano, ì cui abitanti andarono a stabilirsi in Macerata annientandone cosi la popolazione.
Morto Filippo di Svevia, nel 1208, successegli Ottone IV, il quale occupati di Subito le terre e città della Chiesa, ai 20 di gennaio del 1210 conferì, in Chiusi, il marchesato di Ancona ad Azzo d'Estc suo parente, che pose in Macerata un giudice della sua Curia. Ottone IV, dopo parecchie amorevoli esortazioni da parte, del pontefice, fu scomunicato unitamente ai suoi fautori e gli fn sostituito nell'impero Federico II, figlio di Enrico VI. Ad Azzo VI, morto l'anno 1212, successe, nel marchesato di Ancona Aldobrandino II d'Estc, il quale fu confermato da Innocenzo III, che gli commise di