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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni    225
   Farfa, sino dall'anno 829. Nel XIII secolo Montegranaro si costituì a libero Comune, a capo del quale era itti podestà. Nel 1341 spontaneamente si restituì a Fermo e ribellate®! poi alla Chiesa, venne ridotto all'obbedienza dal cardinale Albornoz, nel 1353. Nel 1387 insorse contro Marco Zeno, della famiglia Zeno di Venezia, feudataria di questo castello, in cui erasi stabilita sino dal 12GS. I loro beni furono acquistati dai marchesi Luciani, che si aggiunsero il nome Ranier, dal capostipite della famiglia Zeno. Nel 1394 Fermo vendè Montegranaro ad Antonio Aceti, per 7500 ducati. Nel 1443 fu posto a sacco dalle genti del Piccinino e poco dopo il paese si dette a Francesco Sforza. Rimase poi fedele alla Chiesa sino dal tempo di papa Eugenio IV.
   L'abitato sorge in colle, a 277 metri sul mare, tra la riva sinistra dell'Ete morto e la destra del Cliienti ha buoni fabbricati, strade lastricate con fognatura. La chiesa dei Ss. Filippo e Giacomo, di cui fu priore Annibal Caro, ha nel sotterraneo pregevoli affreschi della line del secolo 3EKI. La chiesa di San Francesco distinguesi per la bella porta fatta costruire da papa Sisto V. Nella chiesa dei Cappuccini conservasi un quadro del Peruzzini, rappresentante Santa Caterina e San Francesco. Un altro quadro, dovuto al pennello dell'ascolano Monti Nicola, scuoiare del Batoni, rappresenta San Lorenzo eia, Brindisi comunicato da Gesù. L'Ospedale civico fu fondato sino dall'anno 14-10 e fu riaperto nel 1882 nell'ex-convento degli Agostiniani.
   Il territorio di Montegranaro produce: cereali e uve, e vi si coltivano molto i foraggi, gli ulivi, gli alberi da frutta. Notevole è anche la produzione del baco da seta.
   Uomini illustri. — Ansovino Amoratti, poeta ed oratore del XV secolo; Bartolomeo Amoratti, giureconsulto, riformatore dei putrii statuti; Fabrizio Con ventati, detto Magnificus Ee/ues, dottore in utroque; Giulio Conventati, uno dei pruni professori di legge allo Studio di Macerata, fondato da Nicola IV nel 1240; P. M. Saverio Crociani, teologo, filosofo, poeta; Graziano Graziarli, letterato (sec.XVI); Giacomo Massi, matematico ed astronomo; Serafino da Montegranaro, santificato da papa Clemente XIII.
   Coli, elett. Monte Giorgio — Dioc. Fermo — P3 e T. locali, Str. ferr. a Sant'Elpidio.
   Monte Urano (229(5 ab.). — Cenni storici. Circa le origini nulla sappiamo. Nel 1045 trovasi annoverato tra le castella di proprietà della Chiesa fermarla, la quale nel 122G cedeva questo feudo al Comune di Fermo. L'anno appresso lo ricuperò il vescovo fermano e, nel 1258, re Manfredi ponevalo di nuovo sotto la signoria comunale di Fermo. Nel 1377, Rinaldo da Monteverde, lo pose a guasto e a ruba e fu fatto restaurare nel 1445, a spese di Fermo, dal conte Francesco Sforza.
   Trovasi Monte Urano su di amena collina, tra l'Età morto e il Tenna, a 252 metri sul mare, e conserva ancora tracce delle antiche mura e dei baluardi che lo difendevano. La chiesa parrocchiale è di costruzione moderna e ne dette il disegno l'architetto G. B. Carducci, modificato però in parte dall'architetto conte Sacconi.
   Il territorio di Monte Urano è fertile di cereali, uve, gelsi. Nell'abitato sono una fabbrica di cremore di tartaro ed altre di scarpe.
   Coli, elett. Monte Giorgio — Dioc. Fermo -— P2 locale, '1'. e Str. ferr. a Saut'Elpidìo,
   
   158 — Futi-in. voi. ili.