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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   2-20 Parte Terza — Italia Centrale
   ultimo pose a ferro e fuoco la terra nell'anno 1877. Fu poi dominato da Francesco Sforza, dal quale passò sotto la dipendenza della Chiesa. Varii pontefici furono larghi nell'accordare privilegi al paese, tra cui quello di avere la giudicatura e di essere dichiarato capoluogo dei vicini Comuni. Ascoli, nel 1720, associava alla sua cittadinanza gli uomini di S. Elpidio e papa Leone XII, nel 1828, elevava d paese al grado di città.
   L'abitato sorge su di un colle alto 251 metri sul mare, a nord-ovest di Fermo, da cui dista 14 chilometri. Ma in questi ultimi tempi, notevole sviluppo ha preso il porto di Sant'Elpidio, distante 8 chilometri e frequentato da considerevole numero di bagnanti. Il paese è ragguardevole per le antichità ed i monumenti che possiede, tra i quali ricorderemo : la chiesa collegiata, nel cui fianco orientale scorgonsi tracce di stile gotico, con finestre decorate di terrecotte ornamentali. La chiesa della Misericordia, il cui soffitto ha affreschi del Pomaranoio e vi si conserva un quadro del Lilli; anconitano. La chiesa di Sant'Agostino, di graziosa ed elegante architettura del XVIII secolo (anno 1762) è fondata nel fianco meridionale, su di un'antica costruzione gotica. Nella porta è uno stipite di finissimo lavoro del XVI secolo. Nella chiesa di San Francesco si contengono pitture di Gerolamo discepolo del Tiziano e (leU'Frnesti. La chiesa di San Filippo ha quadri a tempra, nel soffitto, dipinti dal Gavardini, discepolo del Minardi. Nella chiesa dei Minori Osservanti esiste il fianco settentrionale dell'antico tempio di San Benedetto, nello stile del XII secolo. Nell'interno sonvi dei dipinti del Crivelli e del Garofalo. Ove ora ha sede il Collegio-convitto fu la villa del cardinale Montalto, nipote di Sisto V, della quale vedesi ancora 1111 portico, nel lato settentrionale del fabbricato moderilo. 11 palazzo Comunale rammenta, nelle linee architettoniche, lo stile del Palladio. L'archivio parrocchiale conserva i registri a partire dall'anno 1500. L'archivio comunale è invece ricco di documénti storici e le pergamene risalgono sino all'anno 886.
   L'istruzione pubblica conta in Sant'Elpidio un Collegio-convitto femminile ; l'Educandato delle Benedettine; la Scuola tecnica comunale; le Scuole comunali maschile e femminile e varie scuole rurali nelle frazioni del Comune. Numerose sono le Opere pie, prima tra le quali quella della Misericordia, fondata nel 1467 e che mantiene anche l'Ospedale; il Ricovero di mendicità; l'Orfanotrofio femminile ed altre minori.
   Il territorio di Sant'Elpidio è assai fertile di cereali, vino, olio, frutta, foraggi. Sviluppata è l'industria della bachicoltura. Rilevante importanza ha conseguito l'industria delle scarpe dette eh iodi i ere, che producono 1111 reddito di circa lire 300,000. Solivi anche fabbriche di stoviglie d'argilla, di botti e tini.
   l'omini illustn. — II beato Clemente Briotti, riformatore delle Pegole dell'Ordine degli Agostiniani (XIII secolo); (ìlierardo Oherardini, nominato da Roberto d'Angiò viceré della Terra d'Otranto (XIV sllolo); Camillo Medaglia, che scrisse in latino la patria istoria; Andrea Pucci, archiatro di papa Sisto V; Belisario Spiriti e Filauro Cer-quozzi,.Capitani insigni per valore e scienza militare: Natale Medaglia, autore d'una storia, 111 volgare, di Sant'Elpidio (1602); Luigi Cicconi, poeta tragico estemporaneo, autore dì pregiate opere storiche e filosofiche.
   Bibliografia. — A. Bacci, Xotizir dell'antica Chiana, oggi Sani' Elpidio e di molte altre cittì) c luoghi drlV antico Piceno, Macerata 1710. — M. Mallio, Cenni storici su! Municipio di Sant'Elpidio. Ferino 1S-2S. — Medaglia C., Memorie i il ori eh e dello città di Chiana, detta oggi volgarmente Terra di Sunt'Elpidio, ecc. Macerata 10;>2.
   Coli, elett. Monte Giorgio — Dioc. Fermo — I'2, T., Str. ferr. e Scalo marittimo.
   Montegranaro (42S6 ab.). — Cenni storici. L'erigine di Moiitegranaro vuoisi fare derivare dai depositi di grano tenuti dai Romani in questa località, per fornire l'esercito. Trovasi ricordata, la prima volta, nella cronaca di Farfa, iti un privilegio di Lotario imperatore, dal quale rilevasi che tre cinese della terra dipendevano dall'abbazia di