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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni    Monte San Pietro Monco (1132 abitanti, compresa la frazione di Sant'Elpidio Morico, aggregata con lì. decreto 10 febbraio 1893),Cenni storici Da un'iscrizione trovata nella chiesa di San Gregorio fu congetturato che questa terra fosse stata fondata da un certo Malugero Melo, figlio di Dragone Normanno, conte delle Puglie. Nelle fazioni guerresche dell'età di mezzo il castello ebbe una certa importanza e al tempo di papa Paolo IV respinse gli assalti delle genti condotte dal duca di Guisa, reduci dall'assedio di Civitella negli Abruzzi.
   Il paese trovasi alla destra dell'Eie vivo, su di un colle, a 2S9 metri sul mare, in forte posizione, circondato da un fossato con ponte levatoio e saracinesca. Gli edifizi sono discreti e le vie interne selciate e munite di fognatura. Nella chiesa parrocchiale è un quadro assai stimato, del Morsili, rappresentante Sant'Antonio abate e conservasi pure una croce in lamina d'argento, di pregevole lavoro.
   Il territorio ò fertile di grano, granturco, foraggi, ortaglie, vino e olio.
   Col!, elett. Monte Giorgio — Dioc. Fermo — P2 a Montoltone, T. a Santa Vittoria, Str. ferr. a Porto S. Giorgio.
   Ortezzano (870 ab.). — Cenni storici. Secondo il chiaro Giulietti il nome antico sarebbe stato Hortensianum e il paese avrebbe avuto origine sino dai tempi romani. Nel 1417 fu qui eli passaggio, con le sue milizie, il Lautrec, reduce da Napoli e lo devastò completamente. Ma da altri documenti risulterebbe che autore della devastazione sarebbe stato Carlo Malatesta.
   L'abitato trovasi poco lungi dalla riva sinistra del fiume Aso, a 301 metri di elevazione. Tra gli edifizi vuoisi ricordare la chiesa del Carmine, dì bella architettura, fatta erigere a spese della famiglia de' Papetti, tra gli anni 1715 e 1725. Vi si conserva un buon quadro all'aitar maggiore. Una bella tavola del Crivelli, rappresentante la Vergine, ammirasi nella collegiata. Nella residenza comunale è l'Archivio, le cui carte, teste riordinate, risalgono al 1400. Il territorio produce: cereali, vino, olio, frutta, legumi e gelsi.
   Uomini illustri. — Federico Giulietti, professore di lettere greche e latine nel passato secolo; Francesco Giulietti, giureconsulto ed eccellente latinista.
   Coli, elett. Monte Giorgio — Dioc. Fermo — P3 a Potritoli, T. a S. Vittoria in Matenano,
   Str. ferr. a Porto San Giorgio.
   Servigiiano (2436 ab.). — Cenni storici. L'antica terra, che da un Servilio o dalla gente Servilia, vuoisi avesse tratto il nome, più non esiste, perchè atterrata dall'acqua del fiume Tenna che s'infiltrò sotto l'abitato. Accaduto il disastro, gli abitanti in parte emigrarono e per quelli rimasti, che naturalmente erano i più poveri, fu provveduto da papa Clemente XIV, che fece costruire un recinto di case, per due terzi a spese della Camera e per un terzo a spese del Comune di Fermo. Questo nuovo abitato trovasi assai più in basso, alla sponda destra della Tenna, a 215 metri di altezza, nella contrada detta del Piano. Papa Pio VI ne fece proseguire l'edificazione. Il nomo del nuovo paese fu Castel Clementino, ma nel 1866, per determinazione del Consiglio comunale, fu sostituito il nome antico.
   Il territorio è fertilissimo di grano, granturco, vino, olio, legumi e foraggi.
   Coli, elett. Monte Giorgio — Dioc. Fermo —¦ P3 e T. locali, Str. ferr. a Porto S. Giorgio.
   Mandamento di SANT'ELPIDIO A MARE (comprende 3 Comuni, popol. 16,333 ab.).
   Sant'Elpidic a Mare (9751 ab.). —Cenni storici. Vuole la tradizione che Sant'Elpidio sia succeduto all'antichissima città picena di Chiana; ma storicamente ciò non regge. Nel secolo IX pare che qui avesse dimorato alcun tempo l'imperatore Carlo il Grosso, il quale, nelle pianure del Chieiiti fece edificare un tempio di forma basilicale, intitolato alla Santa Croce. Sant'Elpidio patì frequenti molestie da parte dei Ghibellini di Fermo e specialmente per opera di Mercenario e Rinaldo da Monteverde. Questo