Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino', Gustavo Strafforello

   

Pagina (213/423)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (213/423)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti e Comuni del Circondario ili Fermo
   209
   figlio, circondata da cherubini, ed in basso sono rappresentati i Ss. Antonio da Padova e Francesco, le Sante Apollonia e Lucici. Autore è Nicolò Circignani delle Poniarance. Nel l'aitar maggiore è un affresco con la Vergine assisa col Figlio tra i Ss. Già. Battista e Giorgio, rappresentato in abito di guerriero. In capo al borgo è il resto d'un piccolo edilizio sacro, assai antico, in laterizi, con due colonne nella fronte.
   Il territorio è fertile di viti, ulivi, cereali, frutta e gelsi. Sviluppatissinia è l'industria dei cappelli di paglia, di cui si fa grande commercio.
   Coli, elett. Monte Giorgio — Dioc. Fermo — P3 e T. locali, Str. ferr. a Pausula.
   Monte ¥idon Corrado (1340 ab.). — Ben poco sappiamo circa l'origine e la storia di questa terra, la quale seguì sempre le parti del vicino Comune di Monte Giorgio.
   Trovasi su di un colle a 428 metri d'elevazione, sulla sinistra del fiume Tenna. 11 paese conta un discreto numero di abitazioni circondate da mura e con vie interne selciate, a secco, con pietre.
   Il suolo produce: grano, granturco, foraggi, legumi, vino e olio. Havvi uno stabilimento pel confezionamento dei cappelli di paglia, dei quali si fa grande smercio nell'interno, nella Grecia e sulle coste dalmate.
   Coli, elett. Monte Giorgio — Dioc. Fermo — P3 e T. locali, Str. ferr, a Porto S. Giorgio.
   Mandamento di MONTE RUBBIANO (comprende 6 Comuni, popol. 12,881 abitanti)
   Monte RubMano (3723 ab.). — Cenni storici. Gli scrittori di cose marchigiane pretesero che il nome della terra sia derivato da Urbs Urbana, da una colonia romana di tal nome, che nel secolo XI avrebbe poi ricevuta la denominazione di Urbi ano od Orsianno e più tardi Monte Bubbiano, dalla robbia che nasce spontanea in questo territorio. Nel secolo Y fu quasi interamente distrutto dai Goti. Nel 1182, sotto Federico imperatore, gli uomini di Monte Subbiano, desiderosi di pace, promisero solennemente ai Fermani di abbattere e distruggere tutto il castello ed ogni cosa nuova in esso fatta, e ciò col consenso altresì dei cittadini di Conaro e di Monte Otto. Nel 1308 papa Clemente V interdisse, da Avignone, Monte Bubbiano per aver seguita la parte ghibellina e per aver sconfitti gli Anconitani, sotto il comando di Federico da Montefeltro. Nel 1334 Monte Itubbiano sostenne il poderoso assedio datogli da Mercenario da Monteverde. Ritornato alla fine sotto il governo della Chiesa, Sisto Y lo aggregò al presidiato dì Montalto.
   Il paese sorge 13 chilometri a sud di Fermo, su d'un colle, presso la riva sinistra dell'Aso, a 463 metri sul livello del mare; componesi di molti e buoni fabbricati cinti da mura, che unitamente alle porte di San Basso e della Valle, furono rifabbricati sotto Francesco Sforza.
   Meritano di essere ricordati: la chiosa della Badia, la Pieve, le chiese di San Giovanni e di San Francesco, il palazzo del Comune e la casa Onesti. Nella chiesa collegiata di Santa Maria dei Letterati ammirasi, all'aitar maggiore, un quadro rappresentante pregevole dipinto di Vincenzo Pagani; e nella sagrestia tre tavole di molto valore. Nella prima cappella, a sinistra, è un quadro di Cristo, rinomato lavoro di Lattanzio Pagani, figlio di Vincenzo. L'organo fu costruito dal celebre Callido, veneziano.
   Tra gli edilizi moderni vuoisi altresì rammentare : il Cimitero pubblico, costruito sui disegni di Luca Galli, ed il Teatro comunale. Il pubblico passeggio è fatto ove sorse l'antica chiesa di San Rocco e vi si gode uno stupendo panorama. Nel palazzo del Comune è. l'Archivio, fondato nel 1531, m cui conservasi lo statuto in pergamena, che fu poi stampato, la prima volta, nell'anno 1574.
   Sulla porta di San Basso leggevasi in passato il seguente distico, di cui l'esametro è ancora scritto nell'attuale stemma del Comune :
   Urbs urbana vocor, mea gens urbana vocatur.
   Arma inimica potens, fulmine pelle Jovis,
   iuG — Patria, voi. III.