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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
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Farle Terza — Italia Centrale
assai forte, com'è flato arguire da varii avanzi di torri, baluardi, propugnacoli clic veg-gonsi all'intorno dell'abitato. Appartenne, sino da antico tempo, ai signori di Brnnlbrte. Nel 1 -2-2-2 Massa, unitamente agli nomini di Mugliano e Monteverde, cercò resistere contro le armi di Federico IL Nel 1299 Ferino rinnovò gli accordi coi signori di Massa che, nel 1252, si diè spontaneamente alla città stessa per non soffrire più a lungo le violenze e prepotenze di Guglielmo suo signore. Valerio, succeduto a Guglielmo, spalleggiato dalla parte ghibellina, tanto si adoperò che riuscì a rivendicare il libero ed assoluto dominio di Massa e dei vicini castelli. Ne contento di ciò, Valerio tentò anche d'impadronirsi della signoria di Fermo; ma vani tornarono i suoi tentativi. Nel 1327, tramontata ornai la potenza dei firmi forte, Massa rinnovò la propria dedizione a Fermo, dalla quale ottenne, tra altri privilegi ed onori, anche la cittadinanza perpetua.
Nel 1S08, stabilitosi nelle Marche il governo del Regno Italico, il castello di Massa fu unito ed appodiato al Comune di Montappone e solo nel 1S10, nella restaurazione del Governo pontificio, fu eretto a Connine indipendente, con propina magistratura.
L'abitato trovasi sulla vetta di nn colle, presso il quale scorre il torrente Ete morto, a 345 metri sul livello del mare. Ila buoni edilizi e nella chiesa parrocchiale aniiuì-ransi le seguenti opere d'arte: grandioso polittico, in cui sono effigiati la I ergine, San Francesco d'Assisi, San Lorenzo, San Silvestro, San Giovanni Ballista. E pregevole opera firmata: Karolus CrirMns renetus pinxil hoc opus MCCCCLjXHL. Nella chiesa della Fraternità è un'altra tavola, a fondo d'oro, con molte ligure di santi, dovuta al pennello di Vittorio Crivelli. Nella chiesa dei francescani, sul monte Stalio, presso il Comune, è una bella tela di Sebastiano Ghezzi, rappresentante l'd^St/f^fortc della Vergine. Vi si conserva pure una bella tavola rappresentante il Presepio,attribuita al Perugino.
Il territorio di Massa Kenilana è fertile di cereali, viti, ulivi e gelsi. L'industria consiste precipuamente nella lavorazione dei cappelli di paglia, clfò assai i imiineratrice.
Uomini illustri. — Francesco da Massa, arcivescovo di Corinto nel 131-9; Boffo, valente capitano di ventura; Gìo. lìatt. Guerrieri, giureconsulto; Tommaso da Massa, detto il Filosofo; Filippo Saverio Fnniceschini, teologo e poeta.
Coli, elett. Monte Giorgio — Dioc. fermo — P- e T. a Montappone, Str. ferr. a Pausula.
Montappone (2335 ab.). — Comi storici. 11 castello di Montappone ubbidì, sino dall'alto medioevo, alla potente famiglia de' Nobili, cui, nel 1291, papa Nicolò I\ concesse l'onore del marchesato. Nel secolo Nili il feudo toccò a Riccardo de' Nobili, per divisione interceduta con Folco suo fratello. Gentile da Mugliano assedio e distrusse il castello, nel secolo XIV, e la medesima sorte toccò ai vicini castelli di Montappo-nello e l'odiolo, clic sorgevano, l'uno nella località ora detta Gagliano, l'altro nella collina Sun Giorgio. Montappone si diè poi ai Formalii, clic furono larghi di concessioni e privilegi ed accordarono al castello la cittadinanza d'onore. Verso il 1350 Mìta-rella o Margherita, figliuola di Mercenario da Monteverde, ottenne dal cardinal legato Lgidio Vlbornoz ili poter riedificare il castello ili Montappone; ma si opposero i Fermali! e solo nel 1371 fu il castello rifabbricato dagli stessi paesani. Nel 11-13 fu preso e taglieggiato da Curio Malatesta, che per Gregorio XII era disceso in campo contro Lodovico Migliorati signore di Fermo. Fu quindi occupato dallo Sforza e poi ripreso dal Piccinino, e così il castello tornò all'obbedienza della Chiesa.
Le vicende di Montappone furono poscia quelle medesime della città di Fermo. Nel 1S0S furono riuniti :i Montappone Massa e Monte Vidon Corrado e nel 1S1G vi fu stabilita la sede del governatore del Distretto, trasferita poi a Falerone.
Sorge la terra su di un colle, sulla destra dell'Ete morto, alto 37U metri sul mare; ha diversi edifìzi cinti da mura, con 1111 bel borgo esterno. Nella chiesa parrocchiale \edesi 1111 bel quadro rappresentante la Vergine in atto di sorreggere il Divino suo