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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario ili Fermo 205
   Biondo, Decalampio, Senaraga, Volterrano, Alberti, Ortelio, Baudraud, Paintìlo, Peranzoni, Andreantonelli, Bonifacio, Compagnoni, Giacinto Alaleona fino al Colucci, ci ebbero a perder sopra il capo a clu più potesse allontanarsi dal verosìmile. Del Tigno, denominazione di genti preistoriche, le quali dovettero fermare lor sede precipua nella zona del territorio elle è intermedio dal mare ai monti lungo il percorso del limile Tcnna e dovettero stabilire il principia lor centro e rm'nM Bell'isolato ed alto colle di Monte Giorgio, attestano i molteplici oggetti antichissimi, specie dell'età del bronzo, qui di continuo rinvenutisi, che in parte passarono al Museo Preistorico ed Etnografico di Roma cedutigli dal cav. G. B. Compagnoni; in parte furono venduti, ed in considerevole quantità se ne conservano tuttora presso il qui nominato cultore di paletnologia
   Scarse sono per altro le notizie di questa terra, poiché un formidabile incendio distrusse, l'anno 17G0, il ricco Archivio comunale. Da un diploma del 1074, dell'imperatore Enrico IV rilevasi che l'abbazia di Farfa vi possedeva vaste possessioni con giurisdizione feudale. Xel 10S0 gli uomini della terra seguirono la fazione di un tal Guarnieri, che erasi reso padrone della Marca-. In forza di un privilegio, rilasciato da Rinaldo duca di Spoleto, generale e legato dell'imperatore Federico II nel gennaio del 1229, furono assoggettati varii castelli, fra i quali Francavilla, Maglia,11.0 e Monte San Pietraiigeli, in premio della costante fedeltà osservata verso gli anteriori imperatori di Germania. Fu il Comune tenace partigiano dei Ghibellini e dichiarò cittadini onorari Mercenario e Rinaldo signori di Monteverde, il secondo dei quali vi tenne anche dominio, mentre i conti Corrado e Lucio, con tremila fanti e cavalli, da Monte Giorgio erano partiti per una scorreria nel territorio fermano. Ebbero dessi valido aiuto dai castellani contro Fermo, pei primi moti di libertà in lega cogli Ascolani e cogli uomini di Monte Ilubbiano, ì quali, in una delle porte del loro paese, posero l'iscrizione: Tigno tantum datur ingressus, cioè che solo agli uomini di Monte Giorgio (che credevasi succeduta all'antica Tignimi) concedevasi libero ingresso. Nel 1407 gli Alaleona vi facevano mettere a morte varii concittadini perchè volevano cedere la terra a Braccio ila, Montone. 1 pontefici Clemente V e Bonifacio IX ed altri papi inflissero la scomunica a Monte
   Giorgio, a cagione di ribellioni e di invasioni.
   * *
   Il paese è a ponente di Ferino, da cui dista 21 chilometri: trovasi a 415 metri sul livello del mare, su di un colle tra il fiume Tettila e il torrente Ete morto e conipo-nesi di molti e buoni fabbricati. 11 grandioso palazzo del Comune, opera: di costruttori lombardi, è in parte innalzato sulle fondamenta della rocca medioevale; ha una grande e magnifica scala decorata di pitture del Punitili.
   Nella chiesa di San Francesco ammirausi, in una cappella, traccie di vasto affresco del secolo XIV, rappresentante Varii episodi dell'invenzione della Croce. Sulla facciata ovest della, stessa chiesa è una bella porta, ad altorilievo, in travertino, costruita l'anno 1325. Nel muro posteriore della piccola chiesa della Madonna degli Angeli è un'altra magnifica porta, di stile gotico, e nell'interno vedesi un affresco rappresentante la Vergine, eseguito nel XV secolo. Nella chiesa di Sant'Andrea si conserva un pregevole quadro a fondo d'oro, rappresentante la cosidetta Madonna della Luna, di F'rancescuccio Olissi o Francesco di Cecco da Fabriano (1474).
   Bella a vedersi è la villa detta di Fontebella, di proprietà del marchese Passaci ove esistono un grandioso ed antico serbatoio d'acqua, musaici e scolture romane ed una sontuosa chiesa, fatta costruire di recente, sullo stile del XV secolo, con artistiche e ricche vetriate a colori: il tutto su disegni del valente architetto senese Giuseppe Partini. 11 Teatro comunale, eseguito su progetto e disegni delPing. Giuseppe Sabba-tini, con bassorilievi del prof; Salamoili e pitture e scenografia dell'ascolano prof. Picca, è ricchissimo di dorature e per intero opera di artisti paesani.