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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario ili Fermo
   203
   (li Migliorati, che vi fu assediato, nel 1415, da Malatesta signore di Cesena. Passò poi successivamente in potestà del rettore della Marca e del conte Francesco Sforza. Pier-Luigi Farnese, nipote di papa Paolo IH, tolto il governo a Fermo, lo pose a Montottone e solo dieci anni dopo i Fermani riebbero il governo.
   fi paese trovasi su di una collina, a 977 metri di altezza, nella zona fra l'Aso e il Teuna; ha discreti fabbricati, cinti di mura, con una collegiata intitolata dai Santi Pietro e Paolo.
   Il suolo del territorio coltivasi metà a grano, metà a granturco; poca è la parte boschiva e le piante forestali sono le querce e gli ontani. Rinomato è il vino di Montottone. Quanto alle industrie vogliono ricordarsi la bachicoltura eia fabbricazione delle stoviglie comuni.
   Uomini illustri. — Girolamo Amici, oratore e uomo politico del XVI secolo; Paolo Antici, maestro di eloquenza (secolo XVII); Alessandro Montani, cameriere segreto e intimo di papa Innocenzo X (Panfili) ; Stefano Interleaghi, rinomato scultore in plastica.
   Coli, elett. e Dioc. Fermo — P3 locale, T. a Ferino, Str. ferr. a l'edaso.
   Pedaso (755 ab.). — Cenni storici. — E un piccolo Connine presso la spiaggia dell'Adriatico, detto anticamente Castro. Era prima un castelletto sn di un monte a picco rasente (piasi le acque del mare. Fu opinione che venisse fabbricato, e gli si desse il nome del proprio paese, da una colonia di Pedasei, emigrati, al tempo di Achille, dalla Grecia, in seguito alla distruzione della patria loro. Certo però si è che nel secolo XI, in cut si trovava sotto la giurisdizione dei vescovi di Fermo, chiama-vasi Castro e lo si diceva vecchio, Castrimi Vefnlum. Gli durò il nome di Castro fino al secolo XIV, cioè tino a quando, già diruto, venne riedificato. Gli fu allora sostituito quello di Pedaso, o perchè gli si volle rivendicato il nome di origine, o perchè posto ai piedi del fiume Aso che gli si trova poco distante. Nel 1235, dal papa Gregorio IX fu riconfermato al vescovo di Ferino e, nel 1248, ceduto alla città stessa di Fermo, che lo tenne fino ai rivolgimenti del secolo passato. Sul finire di questo rovinando e minacciando completa rovina, col formarsi in due lati profondi burroni, venne rifabbricato nella maniera ove ora trovasi. Contava allora 300 abitanti e, sotto il primo Regno Italico, che sul monte aveva eretta una Stazione semaforica, fu unito al vicino Comune di Canipofilone, riacquistando però la sua autonomia amministrativa, appena restaurato il Governo pontificio.
   Molto laboriosi, industri e dediti al commercio ne sono gli abitanti. Quasi tutte le famiglie coltivano il baco da seta. Estesissimo commercio per l'interno e per l'estero con cereali, vino, ortaglie, frutta, polli, uova, cacciagione e carne, salata. Territorio fertile per detti prodotti agricoli, massime nella valle dell'Aso.
   Coli, elett. e Dioc. Fermo — P2, T, Str. ferr. e Scalo marittimo.
   Porto San Giorgio (4007 ab.). — Cenni storici. Alcuni storici vollero qui porre la sede del Castello o Navale di Fermo, da Mela confuso con la stessa città di Fermo. Il porto è situato, dagli Itinerari, a 24 miglia dalla foce del Tronto e a 22 da quella del Potenza. Il Colucci pone il Castrimi o Navale al di là del fiume Ete, prèsso il fosso Cognòlo. Quanto all'origine di Porto San Giorgio, essa devesialla costruzione di varie capanne ed abituri di pescatori e pare che nei tem'pi medioevali il luogo fosse detto Castel San Giorgio, che nel 1164 passò in proprietà del Capitolo di Fermo, da cui, nel 1267, fu ceduto al Municipio fermano. Nelle vicinanze del paese, sulla fine dello scorso secolo, avvenne uno scontro tra Napoletani e Francesi, tra i colli che dividono Porto San Giorgio da Pedaso.
   Il paese sta a pochi metri di altezza, sulla riva dell'Adriatico; ha grandi e bei fabbricati, ampie vie rettilinee. La spiaggia è alquanto sottile, di guisa che anche innanzi al paese stesso i navigli non possono dare fondo se non alla distanza di oltro