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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Farle Terza — Italia Centrale
   ed uccisero alcuni abitanti, altri furono fatti prigionieri. Al tempo del pontificato di Paolo III gli Altidonesi cercarono di sottrarsi alla giurisdizione di Fermo, il che avvenne poi sotto Pio V e la terra passò sotto il governo dei Chierici della Camera; ma Gregorio XIII la restituì a Fermo, con Breve del 24 luglio 1577.
   Nel 1521 si raccolsero in Altidona i banditi feruiani, onde Ferino vi mandò uomini, che entrati a forza, presero il pievano con un suo fratello, che tenevano dalla parte dei fuorusciti, e condotti a Fermo li giustiziarono. Nel 1S0S Altidona fu saccheggiata per essersi ribellata al Governo, dietro istigazione del fermano Filippo Bel Monte. Gli Altidonesi dovettero deporre le anni ed alcuni furono processati e fucilati.
   11 paese sorge a chilometri 3 '/a dall'Adriatico, all'altezza di 223 metri sul mare. Il territorio che stende! in colle e in piano, e cli'ò bagnato dal fiume Aso, è fertile di cereali, uve e ortaglie.
   Uomini illustri. — Fidi Basilio, poeta e buon oratore sacro (1540-1593); Felici Vgostino, reputatissimo chirurgo del secolo M II: Bramliniarte Antonio, Minore Conventuale e autore di un'opera su Plinio seniore.
   Coli, elett. e Dioc. Fermo — P*, T. e Str. ferr.
   Belmonte Piceno (1139 ab.). — Cenni storici. Vuoisi che il paese sia sorto nel secolo X, all'epoca delle invasioni degli Ungari nelle Marche. Godè libertà comunale sino all'anno 1203, nel quale dovè sottomettersi alla signoria fermana, come rilevasi da atto pubblico conservato nell'Archivio priorale dì Fermo ed omologato nel 1349, 1300,1376, allorché i Fermani furono governati da Gentile da Mogliano, Giovanni da Campoleggio e Rinaldo da Monteverde.
   Nel 1107 Relmonte fu assediato dal rettore della Marca, che intendeva togliere a Lodovico Migliorati la signoria di Fermo, e Carlo Malatesta, nemico del Migliorati, pure assediò la terra e la prese a viva forza. Ma il Migliorati potè ricuperarla e farsene signore e dopo di lui lo furono Francesco Sforza, Olivcrotto Fnfredncci, Cesare Borgia, l'ornò poi sotto la signoria di l 'ermo e \i rimase in pace sino al 1527, in cui patì saccheggio da parte delle mtlìjrfe francesi che andavano alla conquista del reame di Napoli. Dal 1510 al 1510 Relmonte fu in guerra con Monte Giorgio, pel le messi dei teniinonti detti la Hovuru, e i Belinontam furono costretti, dal rettore della Marca, a pagare ingenti somme alla parte avversa.
   Il paese ha buoni fabbricati cinti da mura, con borgo esterno. Sorge alla destra del fintile Tenna, su d'un colle a 310 metri sul livello del mare ed il suo nome esprime la ridente posizione. 11 territorio produce cercali, uva, ulive, pascoli. Sviluppata è l'industria dei bachi da seta.
   Uomini illustri. Marino Lucido, autore della Cronaca di Fermo; Rubei Tommaso, valoroso condottiero del XV secolo.
   Coli, elett. e Dioc. Fermo — P3 a tìrottuzzolina, T. a Fermo, Str. ferr. a Porlo San Giorgio.
   Campotìlone (1510 ab.). — Cenni storici. Ingegnosamente fu argomentato dagli scrittori derivare il nome da una fnlloniu o tintoria degli antichi Romani, trovandosi il paese ricordato, nell'età di mezzo, col nome di Campo Fidlonum. Il paese fu feudo dei monaci di Far fa. dei quali continua ancora la memoria col nome di Abbazia, che conserva ancora la chiesa matrice di San Bartolomeo, cogli annessi beni di collazione pontificia, 11 paese, dopo di essere stato in preda delle fazioni guelfe e ghibelline, fu poi da Onorio 111 ceduto ai vescovi di l'ermo, che sembra lo perdessero per l'opposizione l'atta dai monaci. Decaduta la potenza monacale, Pio V lo distaccava da Ferino, ponendolo sotto l'immediata soggezione della Santa Sede. Via nel 1573, Gregorio VIIL lo restituiva a Fermo, cogli antichi patti di protezione, onde venne ad avere un'autonomia amministrativa un po' più larga degli altri luoghi di quello Stato, del quale fece poi sempre parte.