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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
•198
Farle Terza — Italia Centrale
Graffigna, Morroni, Assalti, Montani, per sovvenire fanciulle povere, istituti floridissimi tutti dipendenti dalla locale Congregazione di carità.
Il territorio di Fermo, eccetto piccoli tratti, è assai fertile e le coltivazioni principali sono quelle del grano, granturco, della vite, dell'ulivo e dei foraggi. L'allevamento del baco da seta è molto esteso, ed in città sonvi gli stabilimenti bacologici Iluggieri, annesso al Regio Osservatorio Sericolo; del marchese G. I. Trevisani è la filanda Mori, presso il fiume Ete vivo.
Le industrie che hanno attinenza con l'agricoltura, come l'allevamento del bestiame, la bachicoltura, l'apicoltura, la preparazione dei vini e degli olii, hanno un notevole sviluppo nel territorio fermano e progrediscono ognora più. Giova molto all'agricoltura ed al commercio l'Accademia agraria, alla quale è unito il Comizio agrario.
Il bilancio preventivo del Comune di Fermo, pel 1897, presentava le seguenti cifre:
Attivo
Entrate ordinarie. ..... L. 301,iGt.r>2 Id. straordinarie . . . . > J2.727.S7 Movimento di capitali , . . . > 13,200.— l'urtile di giro e contabiliti speciali » S2,732.2S
Totale L. 170.124-.G7
Passivo
Spese obbligatoria ordinarie . L. 23S.970.SS
IJ. straordinarie. » 215I6.S3
Movimento di capitali . . . . > 2(i,263.0S
Partite di giro e contabilità speciali » Sì,732.28
Spese facoltative . . » 99,631.60
Totale L. 470,124.67
Uomini illustri. — Nelle armi: oltre ad alcuni Permani. di citi abbiamo ricordo nei monumenti epigrafici di età romana, Adami Pietro, che ottenne da Federico II il privilegio di aggiungere al suo stemma l'aquila imperiale. — Sabbioni Nicola, generale di Pertoldo Orsini conte di Romagna, nel secolo XIIL — Mercenario da Monte-verde della famigli» di Prunfort, capo dei Ghibellini di Fermo, vincitore dell'esercito della Chiesa. — Rinaldo suo tìglio, anch'esso valoroso capitano e condottiero. — Gentile da Mugliano, fatto signore di Fermo da Lodovico il l'avaro, combattè contro gli Ascolani ed il Malatesta da Rimini. — Villainrccio di Prunfort, chiamato a Napoli nel 1.581, da Carlo III, presso il (piale fu capo di prodi cavalieri. •— Raccamadoro Lorenzo, tenente a Famagosta, nel lti5. — Morici Gregorio, servì la Repubblica veneta e re Ladislao contro A uni rat li, nel 1113. — Morici Maurizio, che prese parte alla battaglia di Otranto nel 1150, ove soccombè. — Guerrieri Ciò. Filippo, aiutò i Fermani a liberarsi dalla dominazione sforzesca. —Francesco Guerrieri, tenente generale della Chiesa, ebbe lo stesso grado nel 1535, in Napoli, per Filippa 11 dì Spagini. Si segnalò alla presa della Goletta di limisi. -— Assalti Giacomo, imo dei capi-truppe nella guerra contro Ascoli e si segnalò nell'espugiiaziono di A equa v iva Picena. — Azzolino Troilo, combattè a Spoleto contro il Piccinino e restituì a Pio II la fortezza di quella.città.— Sigismondo, che per la Repubblica di Venezia militò a Carniia, contro il Turco. — Eufreducci Tommaso, che perì in un fatto d'armi a Monte San Pietrangeli. — Oliverotto o Liverotto, di cui già diremmo liei cenni storici. — Prancadoro (•irolanio, capitano della città e della Chiesa, devastò Falerone e battè gli Ascolani a Monte San Pietrangeli. — Orazio, generale ili Carlo V. — Giovanni e Pietro Prancadoro. — Matteucci Saporoso, militò pei Veneti in Dalmazia ed a Corfù ; fece la guerra di Savoia pel granduca di Toscana. Fu ferito alla battaglia della Mirandola, ove combattè per papa Giulio 11, e nuovamente a quella di Siena. Pio V lo spedì alla difesa d'Ancona minacciata dal Turco, e di là passò in Francia contro gli Ugonotti. Mori in Avignone nel 1578. — Concetto, Asdrubale e Giacomo Vinci, valorosi capitani, — Girolamo e Tobia Mancini. — Federico, Pietro, Alessandro e Vincenzo Pacearone. —Marchetto Morrone. — Leopardo Montani. — Carlo Costantini. — Claudio Martello.
Nelle scienze e nelle lettere: Lucio Celio Lattanzio, clic fiorì nel III secolo dell'era nostra, studiò in Roma le lettere e l'oratoria. In Sicca, città dell' Urica, ascoltò le dotte