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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Fermo
   195
   della Marca, sotto il pontificato di Bonifacio IX, ordinò fosse edificata una nuova residenza che fu condotta a termine il 25 luglio del 1301. Molli restauri si fecero in seguito e particolarmente dal 1425 al 1484. In una sala furono dipinti, da Emilia Tarquini, i ritratti, coi rispettivi stemmi, di tutti i vescovi ed arcivescovi che hanno retto la Chiesa fermarla, a partire dall'anno 241.
   Teatro dell'Aquila. — Sorse sul declinare del passato secolo e fu eretto con disegni del cav. Cosimo Morelli fu inaugurato nell'agosto del 1791. Fu gravemente danneggiato da un incendio del 21 gennaio 182G e fu restaurato nelle parti interne; esegui nuovi dipinti il romano Luigi Coghetti, allievo del Minardi, elle vi rappresentò, nella vòlta, la Curie di Giove intenta al canto di Apollo, e nel sipario VArmonia che consegna la cetra al genio fermano. Le scene sono del valente scenografo milanese Sanquirico.
   Monumenti. — Nella piazza suddetta hanno il loro monumento, collocato uno di fronte all'altro, due eminenti scrittori delle .Marche: Annibal Caro, il prosatore elegante, il poeta dei gigli d'oro, il fiero polemista del Cinquecento, nato a Civitanova ; e Giacomo Leopardi, il grande e melanconico poeta del nostro secolo, nato a Ilecanati Le due statue, iti pietra di Viggiù alto metri 1.75, sono opera dello.xseultore Óduarilo Tabacchi.
   Il Caro è scolpilo levato sulla persona, vestito all'uso ilei cavalieri Gerosolimitani, con la mano
   destra appoggiata al fianco e l'altra distesa clic stringe un libro, il sinistro piede avanti, l'altro quasi camminasse molto posatamente; dignitosa e meditabonda è l'aria del volto (lig. 81).
   Il Leopardi è rappresentato sostenentesi ad un truneo di pilastro, m atto di leggere un libro che semiaperto sostiene con ambo le inani, con la gamba destra accavallata sull'altra. Melanconico,
   Fig. SO. — Fermo: Antico palazzo dell Università (da fotografa).
   attento è il volto nel quale sembra di scorgere le tracce dei mali inorali e fisici, che non dovevano terminare se non colla vita. La posizione e il panneggiamento di questa statua sono animi l'abili (fig. 82).
   Non pochi sono i privati edilìzi e i palazzi di Fermo, bene architettati e grandiosi, se non che molti di essi 11011 trovalisi in giacitura favorevole. Citeremo fra gli altri;
   Palazzo Eu t'rcil ucci. — Questo edifizio, di storica celebrità, passò poi ai Gesuiti ed ò quello ove sono ora le pubbliche scuole. In un angolo vedesi tuttora lo stemma gentilizio degli Eui're-ducci. Quivi ebbero luogo i tragici avvenimenti ili cui parlammo nei cenni storici.
   l'alai/,0 ili Giovanni Foyliaui, zio ili Liverolto (ora Guidi in Campoleggio). — Trovasi davanti
   la chiesa di San Zenone ed ha una elegante porta, con ornamenti scolpiti 111 pietra, dello scorcio del XVI secolo.
   Palazzo Asolino. — E assai vasto e fu archi tettato dal Tikildi.
   Belle sono puro le case già Raccamadori, ora dei Vitali, architettate, ma 11011 compiute, dal Vanvitelli.
   Dalla piazza maggiore, volgendo a destra, si ascende per magnifico sentiero alla
   lìocca del Girone. — La vasta piattaforma che corona la vetta del colle intorno .il quale digradando è costruita la città cinta e chiusa da mura, delle quali restano molti avanzi a mezzogiorno e gli archi di due ingressi a nord, vien detta Girone 0 Girfuko c Girifalco. Quivi- era la Bocca. Ad
   est la chiesa di Santa Maria in Castello, ora Cattedrale, della quale è già detto; alligna, la Canonica ; indi, pia verso il mezzodì, l'antico palazzo Morale ora distrutto; a ponente la cittadella 0 fortezza ove poi sorse il cenobio de' Cappuccini ed ora la bellissima villa Vinci già Paccarone.