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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Ferino
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guerra tra Ancona e i Ferinam aiutati dai Veneziani Continuarono le inimicizie ; quando i Fermani, stanchi del mal governo di Rinaldo da Mouteverde, ne scossero il giogo ai 25 agosto del 1379. Rinaldo, colto alla sprovvista, fuggì lasciando la famiglia nella rocca detta del Girone, rimasto in potere delle sue genti. Raccolse tremila uomini e venne a liberare i suoi, ma fu respinto ed i suoi congiunti, arresisi, ottennero di raggiungerlo a Monte Giorgio. Infine, perseguitato dai Fermani, si rinchiuse a Monte-falcone, ove però tradito da Buonaccorso da Montesanto e da Egidio da Monturano, il maggio del 13S0 venne preso colla moglie Lucliina Visconti, coi figli Mercenario e Luchino ed altri. Introdotti a Fermo, a cavallo di un giumento a ritroso, e portando una corona di spine in capo, furono decapitati nella piazza di San Martino, eccetto Luchina che, a richiesta del conte Virtù, fu rimandata libera alla sua famiglia. Le teste di Rinaldo e dei suoi figliuoli furono scolpire in pietra e poste su di una colonna infame, in cui leggevansi i versi seguenti :
Tiranno foe pessimo e crudele
Sol pel mal far di ine e di Lucliina Cari figli pateste disciplina.
Questa colonna fu tolta dalla piazza il 1G maggio del 1414, essendo uno dei Priori Angelo di Nicola Sabbioni, marito di una Monteverde. La testa di Rinaldo credesi da alcuni sia quella rappresentata sotto la rozza statua di San Bartolomeo, nel muro esterno della chiesa della Pietà.
Tornata Fermo in libertà, fece restaurare il Girone, riformò gli Statuti e a Marco e ad Andrea Zen fece regolare il proprio governo su quello di Venezia. Sulla fine del XIV secolo, Antonio Aceti, valente capitano, dotto giureconsulto, essendo gonfaloniere di giustizia, destramente si impadronì di Fermo e nel 1395, a sua difesa, il conte di Carrara combattè contro Biordo da Perugia venuto con undicimila cavalli per torgli la signoria.
Nel 1406 fu nominato rettore della Marca e signore di Fermo Ludovico Migliorati, dallo zio Innocenzo ATI, e condusse un esercito di Fermani in aiuto dei Fiorentini contro i Pisani con felicissimo esito.
Nel 1433 Fermo si diede, con buoni patti, a Francesco Sforza, già padrone di Jesi, Osino, Recanati e Monte dell'Olino e vi pose a governatore il fratello Alessandro. Nella rocca del Girone o Gìrofalco, da Francesco e da Bianca Visconti sua moglie, nacque, dal 11- al 15 gennaio del 144-4, Galeazzo Maria che fu poi duca di Milano. A togliere le città marchigiane allo Sforza, venne dapprima il Piccinino, e l'anno dipoi venne Alfonso di Aragona con diecimila uomini. Alessandro fratello di Francesco, rimasto al governo di Ferino, aveva fortificata la città e fatta una sortita co' cittadini e col presidio, riuscì a mettere in fuga i nemici. Questo fatto rialzò l'animo dello Sforza che con duemila Fermani, tremila venturieri e quattromila tra Fiorentini e Veneziani battè le milizie aragonesi, presso Fermo. Rivoltatesi allo Sforza varie città marchigiane, anche Fermo alla fine si ribellò nel 1415, costringendo Alessandro a chiudersi nel Girone che abbandonò ranno seguente, mediante il pagamento di 10,000 fiorini.
Liberatasi Fermo dalla dominazione sforzesca, tornò al papa e per togliere occasione a male signorie, abbattè la rocca o cittadella del Girone. I Bermani aiutarono validamente la Chiesa nelle guerre contro ì Turchi, dandole 3500 soldi d'oro, il mantenimento di una nave per mesi sei, e buona quantità di provvigioni.
Durante il secolo XV Fermo fu flagellata dalla peste per ben otto volte, cioè nel 1400, 1420, 1427, 1446, 1477, 1478 e 1496; si narra che nella pestilenza del 1400 perissero oltre undicimila cittadini!
11 secolo XVI entrava con la minaccia di avvenimenti luttuosissimi per Fermo. Alessandro VI, che erasi piegato a restituire ai Fermani Monsanipietro, castello occupato nel 1497 dai fuorusciti Ascolani, esigeva 25,000 scudi, e poscia cresciuto in