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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Fermo i g?
duumviri, detti alle volte quinquennali, gli edili, i questori. Tra i sacerdoti troviamo ricordati gii auguri, i flamini. Firmum appartenne alla tribù Velina, come ne fanno fede gii stessi monumenti epigrafici (cf. Corpus Inscriptionuni Latinarum, voi. ìx, pag. 50S segg.).
Cinque miglia lungi da Fermo, alla foce del fuunicello Ete, era il porto dei Fermani, chiamato Castellimi o Castrimi Firmanum, che dal Mela viene confuso con la stessa città di Fermo. Corrisponde al luogo ora detto Porto di Fermo o Porto San Giorgio (I'un., ni, 13, 111 ; Mela, 4, 6; Strab., n, p. 241) (1). Il porto è situato dagli Itinerarii a 24 miglia dalla foce del Tronto, e 22 da quella del Potenza (Itin. Anton., pp. 101, 313; Tab. Peuting.).
Nell'anno 408 fu assediata e spogliata da Alarico e cinque anni dopo da Ataulfo suo successore. Nel 476, partecipando alla sorte del romano impero, divenne città del regno d'Italia fondato da Odoacre. Passò quindi sotto la dominazione dei Goti, a danno dei quali disceso in Italia Belisario, tenne in questa città un congresso con Narsete e vi lasciò un forte esercito a difesa contro i barbari.
Nel 545, assediata da Potila, dovette arrendersi all'invasore, e nel 553 tornò sotto la signoria degli imperatori d'Oriente. Nel 580 i Longobardi invasero il territorio Fermano e vi fecero prigioni Demetriano, Valeriano e Passivo, chierici Fermani. Essi furono riscattati da Fabio, vescovo di Ferino, mediante undici libbre di argenti della sua chiesa. Passivo nel 598 fu poi vescovo al posto di Fabio.
Nuove scorrerie vi fecero negli anni 601 e 602, ma solo tra il 740 e il 763 Fermo fu da loro stabilmente occupata ed unita al ducato di Spoleto, ed ebbe poi un duca particolare, che nel 770 era un certo Tasbimo. Sceso in Italia Carlo Magno, gli abitanti del territorio di Fermo giurarono fedeltà al pontefice ed in segno di sottomissione alla Chiesa si tosarono alla romana. Ma il governo ne rimase ai duchi di Spoleto, sotto l'alta sovranità del papa. In seguito, si resse da se, per mezzo di conti e marchesi e sotto la condotta ili questi i Fermani aiutarono i duchi di Spoleto e di Benevento nella guerra contro Costantino VI imperatore.
Nel secolo IX i Fermani che avevano militato sotto Carlo Magno, furono da questo gratificati con titolo di baroni, e Pipino venendo a Fermo condusse seco molti dei cittadini, contro Grimo-aldo duca di Benevento. Nell'anno 896 la duchessa di Spoleto, Agiltrnde, moglie di Guido ITI, sostenne nella rocca fermana un lungo assedio da parte di Arnolfo imperatore di Germania, finché corrotto un valletto, lo indusse ad apprestargli una bevanda narcotica, onde cadde in letargo e non potò proseguire l'impresa ed i suoi capitani levarono l'assedio.
Nella prima metà del secolo X, troviamo già costituita la Marchia Firmano, così denominata, perchè Fermo ne era la sede principale. Nel 962 soggiornò a Fermo i imperatore Ottone lì, con l'esercito che conduce va in Puglia a danno dei Greci. Nel 1050 moltissimi Ferniani combatterono nell'esercito di papa Leone IX contro i Normanni. Questi invasero poi la Marca fermana, ma fu loro ritolta da papa Alessandro II, e indi a poco di nuovo rioccupata da Roberto Guiscardo, che nel 1080 ne restituì parte a Gregorio VII e parte ritenne per sè, il territorio cioè dal Tronto in giù. Nel 1095 Urbano II predicò in Fermo la prima crociata.
Sorte dipoi le terribili fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, Fermo parteggiò per quelli contro f impero e nel 1176 Cristiano arcivescovo di Magonza prese d'assalto la città, colle milizie imperiali e la pose a ferro ed a fuoco, e poiché l'ebbe acquistata cercò ingraziarsi i cittadini con diplomi, privilegi e concessioni. Allora la città fu
(1) È da ritenersi esatta l'interpretazione del Mela, poiché Plinio nel suo testo dice: Castrum finnanoritm et supra id Asculum Picenum colonia nobilissima, mentre se il Castrum fionanorum fosba stato l'attuale Purto Sau Giorgio avrebbe detto et supra id Firmum.