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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Terza — Italia Centrale
   pratiche fatte dagli uomini di Acquaviva per averla di sorpresa. Dopo varie vicende Ferino, al 14 dicembre 144-7, prese Acquaviva per mezzo di un tale Narduccio, che segretamente introdusse i nemici nelle mura. L'anno seguente fu dato sesto ai rapporti tra Acquaviva e Fermo, mediante una convenzione fra loro stipulata il 2 giugno e mediante una Bolla di papi Nicolò V, la quale rimetteva alla città di Fermo tutte le sentenze e pene ecclesiastiche in cui era incorsa coll'invadere e distruggere il castello di Acquaviva. Nel I486 Fermo fece ricostruire le mura e la rocca d1 Acquaviva, sotto il commissariato di Brancadoro dei Brancailori, Nel 1487 Acquaviva fu assaltata da cinquecento Ascolani armati, nottetempo, per tradimento. Nel 1493 Ferino fece edificare il castel nuovo di Acquaviva e vi pose un presidio. Passata la Marca nel dominio della Chiesa, nulla più offre di notevole la storia di Acquaviva.
   Sulla fine del passato secolo, durante la rivoluzione francese, accadde in Acqua-viva un luttuoso saccheggio (6 luglio 1799), provocato da uomini del paese uniti ad altri di Ripatransone e di altri luoghi del partito repubblicano. Rimasero incendiati l'Archivio, la sala del palazzo pubblico ed il saccheggio si estese a tutto il territorio. Circa quaranta Giacobini (cosi li chiamavano) che difesero Acquaviva furono fatti prigionieri nella rocca. Capo delle genti assalitrici era certo Sciabolane, nomo di vile condizione, nativo di Lisciano, villa presso Ascoli. Capi della difesa furono Filippo \ ulpiani di Acquaviva, Vincenzo Roccabiaiica sacerdote e Pacifico suo fratello, di Ripatransone.
   Acquaviva trovasi in Milena collina, a 3(17 metri sul livello del mare, ila cui dista 6 chilometri. Conta buoni e numerosi edilizi ed ha strade discrete, selciate con pietre silicee. Sono da notarsi nell'abitato: la chiesa prcposit tirale di San Nicolò, costruita ai tempi di San Carlo Borromeo, che contribuì alla fabbrica di essa con (5U0 scudi, mosso dalle preghiere degli abitanti di Vcqnaviva, i quali non avevano danaro per terminare la fabbrica, come rilevasi da una lettera conservata nell'Archivio comunale prima che che fosse incendiato nel 1799, siccome dicemmo nella parte storica. La chiesa di San Rocco è la più antica, risalendo al secolo XII: ma nell'interno fu modernamente ricostruita. Solo nell'esterno conserva tracce della sua alta antichità.
   Ad una estremità del paese sorge la rocca, importante monumento dell'età di mezzo, dal cui maschio godesi una stupenda vista dell'Apenuiiio, del mare e delle circostanti campagne. Presso l'abitato è il convento degli Agostiniani Scalzi, che furono chiamati dalla Coni unità nel 1(513: la chiesa ricorda, mila disposizione architettonica, la bella chiesa del Gesù in Roma.
   Il territorio è coltivato a grano, granturco, vigneti e pascoli I vini di Acquaviva sono assai ricercati e stimati. Abbondanti prodotti dànno pure i gelsi, gli olivi, i peri, i meli, ì mandorli, i fichi. Tra le industrie fiorisce quella dei cesti di paglia, esercitata da uomini e da donne; industria speciale femminile è quella della tessitura.
   Uomini illustri. — Acquaviva conta fra i suoi conterranei il prof. Amedeo Crivellucci, insegnante nell Università di Pisa, letterato e scienziato di grandissimo valore.
   G>11. elett. S. lìened. del Tronto — Dine. Ripatransone — I'3 e T. locali, Str. ferr. a S. Bencd.
   Montepraiidoiie (159li ab.). — Cenni storici. È opinione del chiarissimo prof. Castelli (la Via Consolare Su In ria-, ecc., p. 27), che Moiiteprandoue e Acquaviva sorgessero per opera delle popolazioni scampate dall'eccidio di Truentum. Pel medioevo, la storia di Mo n top rami oh e è collegata a quella di Ascoli, a partire dall'anno 1292, in cui fu da questa assoggettalo, ma con patti vantaggiosi. Aveva diritto dì proporre, ogni semestre, una terna di cittadini ascolani agli Anziani ili Ascoli, i quali sceglievano il giudice civile di Montepremioiie. Le cause criminali erano poi riservate ai magistrati d'Ascoli.
   Monteprandone sorge su d'un colle, presso la riva sinistra del Tronto a 273 metri di elevazione. 1 suoi fabbricati sono discreti. Meritano menzione la chiesa collegiata di San Nicola di Bari e la chiesa gotica di San Leonardo, appartenuta agli abati di