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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Ascoli Piceno ¦185
   Il palazzo Comunale, già residenza dei podestà mandati da Ascoli, fu costruito nel XVI secolo e restaurato, come ne insegna un'iscrizione incastrata sull'esterno della torre, nel 171G. Disgraziatamente, durante i torbidi del passato secolo, fu distrutto l'Archivio comunale e perì pure lo statuto medioevale. La chiesa di San Giovanni Battista è decorata di un elegante fregio e con cinque cherubini scolpiti in travertino. Nell'interno ammirasi 1111 pregevole quadro di Simone De Magistris di Caldarola, rappresentante la Pentecoste (1584) ed una croce processionale d'argento dorato, creduta opera del celebre orafo ascolano Pietro Bini (secolo XV).
   Il territorio di Appigliano è fertile di cereali, ulive, frutta squisite, viti, gelsi e pascoli. Vi prospera anche la bachicoltura.
   Uomini illustri. — Bernardino Cancellieri, stimato scrittore; Giovanili Rossi, astrologo e professore a Parigi; Francesco Bossi, medico di vaglia; Giovanni Massimo e Francesco Fabiani, condottieri e capitani.
   Coli, elett. San Benedetto del Tronto — Dioc. Ascoli — P2 locale, T. ad Offida, Str. ferr. ad Offida-Castel di Lama.
   Castel di Lama (1918 ab.). — Cenni storici. Ben poco si sa di questa terra, la quale nel medioevo appartenne alla nobile famiglia ascolana Odoardi, tuttora esistente. I signori dì Lama tennero sempre per la parte guelfa, onde ebbero molto a soffrire da parte dei vicini luoghi tenuti «lai Ghibellini. Pur tuttavia, nel 1538, Lama fu devastata dalle truppe pontificie condotte dal vice-legato della Marca, Nicolò Ardinghelli.
   Nel 1808 Lama faceva parte del Comune di Colli, e solo dieci anni appresso fu eretto a Connine indipendente. Esso consta di diverse frazioni, di cui le principali sono: Piattoni (200111.), Sambuco (150111.), Sant'Antonio (75111.); quest'ultima trovasi nella valle del Tronto presso la stazione ferroviaria Offida-Castel di Lama.
   Il nome alla terra deriva dal torrente Lama, confluente del Tronto, che scorre pel territorio, rendendolo oltremodo fertile. Vi abbondano infatti legnini, olio, cereali, viti, frutta eccellenti. Tra le industrie agricole deve annoverarsi quella della bachicoltura.
   Coli, elett. San Benedetto del Tronto — Dioc. Ascoli — P2, T. e Str. ferr.
   Castorano (1129 ab.). — Cenni storici. Le varie scoperte di antichità avvenute nei dintorni di questo paese hanno indotto a crederlo esistito sino dall'età romana. Ma nulla di certo sappiamo sino al secolo XV, in cui fu incendiato da Nicola Orsini conte di Pitigliano, generale della Chiesa, con le milizie che il legato della Marca conduceva contro Ascoli, essendo ricovero dei fuorusciti ascolani. Castorano molto ebbe a soffrire durante le guerre coi popoli vicini, ed in seguito a ciò si venne a restringere notevolmente l'abitato e la cerchia delle mura medioevali. Ascoli vi mandava 1111 podestà, il quale prestava giuramento innanzi a quattro massari (boni homines), scelti da otto elettori presi dal pubblico Consiglio. Alla restituzione dei castelli e delle podesterie, fatta alla città d'Ascoli da papa Gregorio XIII, Castorano fu una delle otto podesterie ascolane di secondo grado.
   il paese sorge su di 1111 colle, 111 ainenissima posizione, a 380 metri sul livello del mare e conta buoni edilizi cinti da mura che attestano la diversità dei tempi in cui furono innalzate, restaurate e poscia abbandonate. Nell'Archivio del Comune conservasi lo statuto medioevale, 111 pergamena, notevole per esservi rappresentato, in fronte, l'antico castello colle sue mura.
   Il territorio di Castorano produce vino, olio, frutta e vi si cura molto la bachicoltura e l'allevamento del bestiame ovino e bovino.
   Uomini illustri. —Carlo Grazi, missionario del secolo XVII, che per trentasei anni dimorò nella Cina e vi compose un pregevole dizionario Lutino-Italico-Sinicum. Lasciò molte opere manoscritte di storia, teologia e filosofia.
   Colf, elett San Benedetto del Tronto — Dioc. Ascoli — P2, T. e Str. ferr.