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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Farle Terza — Italia Centrale
   capiparte, che avvenne infatti il giorno del Corpus Domini del 1533, nel palazzo del Comune. Ma, per l'intemperanza dei Boldrini, da ambe le parti si ricorse alle anni e ne segui sì furiosa guerra, che il Baroncelli a stento potè fuggire nel regno di Napoli.
   Nel 1556, una compagnia di cavalli del duca di Guisa irruppe in Offiila e pose a ferro e fuoco il palazzo del Comune e già eominciavasi resterminio della città, allorquando un nucleo di coraggiosi cittadini piombò sopra i nemici che dovettero abbandonare l'impresa. Offida fu quindi soggetta alla dominazione pontificia.
   L'abitato, che sorge su di un colle a 293 metri ili altitudine, poco lungi dalla riva destra del Tesino, trovasi a 22 chilometri ed a nord-ovest di Ascoli; esso è assai vasto, con molti e buoni edilizi e con strade discrete, parte selciate a pietra concia e parte a mattoni. Il palazzo del Comune corrisponde su ili una bella piazza ed è munito di torre medioevale. Nell'interno v'ha altresì un discreto Teatro. L'antica collegiata di Santa Maria fu danneggiata da un terremoto nel 1702, e trovasi incontro al ricordato palazzo Comunale. La chiesa moderna, prossima all'antica, è di elegante disegno e adorna di ricchi fregi. Notevole è altresì il fortilizio, attribuito al Sangallo. Vi è in Offida anche un'interessante raccolta di antichità preistòriche, con ricche collezioni di armi ed altri oggetti litici.
   La beneficenza conta un Ospedale civile della SS. Trinità, un Ricovero di mendicità, l'Asilo d'infanzia, l'Opera pia .Mancini, l'Opera pia Valorani.
   11 territorio è coltivato, in gran parte, a cereali e prati artificiali. Vi abbonda la vite, che produce vini di ottima qualità. Esteso è l'allevamento dei bovini, dei suini e dei lanuti. L'agricoltura e la bachicoltura sono pure grandemente esercitate. Tra le industrie va ricordata la fabbricazione dei piccoli merletti, assai ricercali.
   l'omini illustri. — Nelle scienze e nelle lettere si segnalarono : il 1'. Maria Gabrielli l'erotti, monsignor Riancoinli, il I*. Nicola ila Offida, A iiicenzo Valorani, — Nelle armi: Carlo Baroncelli, Eliodoro lazi, Cesare Grifoncolli, — Teologi ed oratori sacri furono: monsignor Luca, agostiniano; 1', Andrea Rosini, P. Francesco Raroncclli, Andrea Rosini, Francesco Jacobini Francesco Biondi ed nitrii — Nel giure menarono vanto: Gasparo Valorani, Grifone Boldrini, Camillo Vitali, Luigi Oipolletti. — Nelle arti: Ferdinando Fabiani, Pasquale Magini, Gio. liatt. Bernardi, Giuseppe Syeber. — Recentemente moriva Guglielmo Allievi, poeta gentile, autore di scritti pregiatissimi di paletnologia.
   Hibuografia. — Affittisi Carlo, Memorie isteriche detta città di Of/ida. Pernio IMI. — Antonio Marchkmni, Cenni storici deijli Istituti di henefìern~ii in Of/ida, 1SS7. — Allevi prof. Guglielmo, Ofjìdu preistorica, Indaghti e pensieri. Ascoli ISSI).
   Coli, elett. San Benedetto del Tronto — Dioc. Ascoli — Ps. T. e Str. ferr.
   Appigliano del Tronto (1775 ab.). — Cenni storici. Come d'altri castelli dell'Ascolano, anche questo vuoisi da alcuni scrittori di cose locali fondato al tempo romano; ma trattasi di pura invenzione. Cresciuto presto in potenza, il paese fu, nei secolo IX, saccheggiato e distrutto dalle orde dei Saraceni. Dal conte. Maginardo 1 fu dato in feudo ai vescovi di Ascoli, che lo riedificarono, e nel \11 secolo tornò sotto la signoria degli Ascolani. Per la posizione assai forte del luogo e per le opere di fortificazione aggiuntevi, venne giudicato sentinella avanzata e il propugnacolo più valido nelle frequenti scorrerie delle milizie di Fermo e di Offida contro quelle di Ascoli. Prova ne sia la memoranda disfatta toccata a Vincenzo Capozucchi, maestro di campo pontificio, allorché con parecchie migliaia di Svizzeri tentò di snidare i fuorusciti Vscolani insieme al loro condottiero Mariano Parisani.
   Appigliano siede a 191 metri di altezza sul mare, presso la riva destra del Chifente, ha buoni fabbricati, cinti ancora in parte dalle mura medioevali. Queste lo circondavano interamente nell'età di mezzo ed erano munite di torrioni e ad oriente era un ampio ponte levatoio ed una maestosa porta a ponente, con lo stemma d'Ascoli e di \ppignauo inquartato con due croci.