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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Ascoli Piceno
   ¦175
   ricorderemo il conte Giuseppe Sacconi, architetto di gran fama, autore del monumento nazionale al re Vittorio Emanuele in Roma, direttore dei lavori di restauro dell'insigne basilica Loretana.
   Coli, elett. S.Bened.del Tronto — Dioc. Montalto — P2 e T. locali, Str. ferr, a Grottammare.
   Carassai (1951 ab.). — Cenni storici. Esisteva questo paese sin dal secolo X, trovandosi menzionato in pubblici istrumenti, ed a quel secolo rimonta anche la vecchia pieve di Sant'Eusebio, posta fuori delle mura. Nei suoi primi tempi il castello cliia-niossi Guardia, castrimi Guardiae, e l'attuale denominazione pare cominciasse verso il secolo XIV, trovandosi già nei documenti Carnassole o Carnasciale. In principio del secolo XIII era feudo dei Iirunforte, signori di Massa, che lo possedevano col diritto di mero e misto impero. Nel 1252 passò in proprietà di Matteo di Acquaviva, il quale ne concedè tre parti in dote a sua figlia Donna Mattia, sposa di Giorgio di Monte Passili®
   Nel 1321 Lino di Guglielmo da Massa vendè la terra al Comune di Fermo, con atto del 2-i agosto, da cui rilevasi che tra le condizioni poste eravi pure quella che gli uomini di Carassai dovessero ottenere la cittadinanza ferniana e potessero eleggersi il podestà a loro talento. Nel 1294 il paese fu ingrandito e fortificato con una cerchia di mura, abbattute poi nel 1373 (la Petrolio da Massa e furono poi riedificate dai Fermani sotto il pontificato di Gregorio XI. Sorte questioni di confini tra Carassai e liipatransone durarono lungo tempo, sino a che, nel 1452, fu chiamato a comporre le cose Giacomo da Visso, giudice sub-delegato. Verso II 1375 la terra cadde in mano del famoso capitano di ventura Bofì'o da Massa, della famiglia dei Tibaldeschi. Egli, a capo di migliaia di cavalieri, liberò Ascoli dai Bretoni, che fece tagliare a pezzi.
   Il 1° di ottobre del 1443, muovendo contro Petritoli Alfonso I d'Aragona, per porre a sacco quel castello, quegli abitanti rifugiaronsi, con tutte le loro robe, a Carassai, ove trovarono ospitalità e si trattennero sino a che non si furono partite dalle Marche le genti dell'Aragonese, condotte dal conncstabile Perbruccari. Con la medesima terra di Petritoli sorsero differenze sulla fine del XV secolo; ma furono composte dai Fermani. Continuò ad essere assai forte e nei secoli XV e XVI ne furono munite le mura di grossa artiglieria dell'epoca.
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   Carassai trovasi a 370 metri di elevazione, presso la riva destra dell'Aso. conta vani e buoni edilizi, ha strade selciate, parte con mattoni, parte con pietra squadrata e munite di fognatura. Nell'antica chiesa di San Lorenzo conservasi una tavola con l'effigie del santo titolare, creduta opera del celebre Crivelli, veneto.
   11 territorio di Carassai è rinomato per la sua grande fertilità. Il terreno ò tutto a coltura, tranne alcune parti lungo le rive del fiume Aso, ricoperte da boschi cedui. Prodotti principali sono i cereali, l'uva e le olive. Anche la bachicoltura è largamente esercitata e dà buoni prodotti. Attivo è ti commercio della canapa, delle frutta, della carne salata. Tra le industrie primeggia quella dei tessuti di lana.
   Uomini illustri. — Cesare Macchiati, medico particolare di Cristina regina di Svezia. Nel 1664 fu nominato lettore di filosofia nella Sapienza di Roma e sei anni dopo lettore di medicina pratica. Nel 1G74 divenne protomedico generale dello Stato pontificio. — Benedetto Salvini, nominato, per la sua grande dottrina, da Paolo IV, vescovo di Veroli. Prese parte al Concilio di Trento e tornatone, tenne un Sinodo diocesano assai memorabile. — Gianpietro Zaccarelli, rinomato giurista, e Pancrazio Gartilli, condottiero e buon capitano (secolo XVI). — Mariano Pichelli, eremita camaldolese, godè l'amicizia dei pontefici Gregorio XVI e Pio IX. Spesse volte andò in missione politica alla Corte del re di Napoli, di cui pure godeva la stima. — Salvo Maria Sagretti, delegato apostolico di Ascoli, presidente della Sacra Consulta e poscia uditore santissimo, — Paolini