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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Comuni del Circondario di Ascoli Piceno
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immensa grotta la quale verrà adibita per i bagni a vapore. Le analisi chimiche fecero riconoscere queste acquo solforose abbondantemente saturate di iodio e di ferro, e preziose per la prerogativa di mantenersi nella costante temperatura di 85centigr. Queste acque, celebri sino dall antichità, troviamo ricordate da Livio, per la guarigione ottenuta da Lucio Piane» console, che aveva espernnentate inefficaci le toscane.
Nel medioevo il Comune di Ascoli ebbe sempre grandi cure di queste terme, e lo statuto del 1387 cosi dice, a proposito di esse: « Ordiniamo, che, acciocché la faina dellaciptà de Asculi adturno adturno se extenda, Iti Capitanti et li Anziani della ciptà, li quali sarà per lu tempii, debia fare accunciare et spianare lu bagnu de l'Acqua fatata de la dieta ciptà e tutte le prete che loco jacesse, farle rompere e trare e remondare lu dictn bagno a le spese ile lo Coltrano. Et con qualunque altro acconcime utile, ovvero necessario ad conservatione et bellezza de ipso bagno ». La rubrica l(ia di detto statuto prescriveva inoltre, che ogni anno, dal 1° agosto al 1° novembre, si inandasse uu ufficiale o notaio con due birri, per mantenere il buon ordine nella località di Acquasanta.
Vani medici scrissero sulla virtù salutare di queste acque e dei fanghi che se ne impregnano, composti nella massima parte di glerìna e gledirina. Esse giovano nei reumatismi, nella gotta, nelle artriti e sciatiche, nelle affezioni cutanee d'ogni specie, nelle affezioni linfatiche, ghiandolari, scrofolose e sifilitiche, negli ingorghi addominali, ostruzioni al fegato, alla milza, al pancreas; neutralizzano le acidità dello stomaco e sono efficacissime nelle malattie delle donne, coinè in molti casi di sterilità, ecc.
Passato lo stabilimento in proprietà del conte Giorgio Centini, siccome sopra dicemmo, furono eseguiti alcuni restauri al solo spogliatoio ed al muro perimetrale della grande vasca. Uevesi al cav. Orazio Piccoloniini Centini la costruzione di un fabbricato attiguo alla grotta e di aver ridotto a forma elegante e fornito di ogni comodità il Bagno di Acquasanta, frequentato da uumorosi bei guanti che vi accorrono dalie Marche, dagli Abruzzi e dalla provincia romana. Anche gli attuali proprietari fratelli Trucchi hanno introdotto nello stabilimento alcuni ueglioramenti; ed altri ancora se ne potrebbero aggiungere per rispondere in modo completo alle esigenze moderne.
Il territorio di Acquasanta è coltivato a viti, cereali, olivati, che producono frutti squisiti e stupendi. Nella parte montuosa abbondano ì castagni, i faggi, qualche abete, l'agrifoglio e l'acero. Nascono spontaneamente il tiglio, la camomilla, la belladonna, la genziana e la poligala virginiaua. Acquasanta inoltre è un paese assai industrioso e le sue condizioni igieniche sono addirittura splendide. E un'ottima stazione climatica.
Coli, elett e Dioc. Ascoli Piceno - P2 e T. locali, Str. ferr. ad Ascoli Piceno.
Montegallo (2595 ab.). — Cenni storici. In antico fu detto Sunta Maria in lapide o Seuil a Maria in Gallo. Mons Sanici Maria in Cullo trovasi ricordato nelle Costituzioni del cardinale Egidio Albornoz ed è classificato tra i paesi di terz'ordine nella Marca. Nell'età medioevale fu altresì feudo dei conti de Marchio, alla cui famiglia appartenne il celebre conte Chiaro de Marchio, che sotto il nome di Capitano del Tonditore combattè a favore della regina Giovanna 11 ili Napoli, nel memorando assedio di Aquila. Nel 1250 Montegallo ottenne la cittadinanza ascolana, in benemerenza ili aver accettato nello stesso anno, per castellano o podestà, un cittadino ascolano e ili offrire annualmente il pallio nella festività di Sant'Emidio patrono e protettore d'Ascoli. Nicolò IV prosciolse il Connine da questi obblighi e lo autorizzò ad eleggere il podestà tra i proprii cittadini. Nel 1378 il paese venne devastato dai Montelparesi.
Montegallo trovasi presso la valle del Fluvione, confluente del Tronto, a 846 metri di elevazione sul livello del mare. Conta pochi edilizi, con strade ripide, in pìccola 'patte selciate con p'etre arenacee. Data la natura montuosa del territorio, pochi cereali produce il suolo; attendano al contrario 1 castagni, i faggi, le quercie. Solivi anche