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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Farle Terza — Italia Centrale
   Sforza, venuto alla conquista della Marca, non occupò anche Montefortino, nel 1439, nel quale anno ebbe a sostenere una battaglia con Niccolò Piccinino, presso il torrente Loia, tra i contini di Montefortino, Amandola e Sarnano. 11 Piccinino fu battuto e Montefortino tornò sotto la dominazione di Fermo. Sotto Paolo 111 (Farnese) Monte-fortino passò sotto la dipendenza della Chiesa.
   Nel 1539, la terra fu minacciata di saccheggio da un capitano di ventura che
   pretendeva del danaro; ma il pericolo fu scongiurato da Desiderio dei Conti Leopardi.
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   Siede Montefortino su di ameno colle (G39 m.), alla destra del fiume Traina, di fronte agli Apennini, e componesi di buoni edifizi, divisi da strade discrete, selciate, con pietre squadrate, di buona qualità. E da notarsi, nell'interno del paese, una chiesa, avanzo dell'antico monastero degli Agostiniani, nella quale conservasi una bella tavola del Perugino, rappresentante V Adorazione dei Magi, evi si ammira pure una figura di SanC Antonio, in legno, di grande pregio. Altri buoni quadri conservassi presso il Municipio, al quale furono donati dal concittadino Fortunato Duranti.
   L'archivio del Comune rimonta all'aprile del 12G1 e possiede importantissime pergamene e documenti storici ed amministrativi. L'archivio notarile possiede gli atti dall'anno 118'J. Gli istituti di credito e di previdenza sono i Monti fruiuentarii Crocoiti e il Comunale. Un lascito Rocchi-Spagnoli è destinato a sovvenire la classe indigente.
   Nei dintorni sono da visitare: la chiesa abbazia le di Sant'Angelo in Monte Spino (Sfil in.), distante circa 4 chilometri da Montefortino: In costruita dai Longobardi e sino ai tempi di Bonifacio Vili fu abbaziale monastica di San Benedetto. —- La chiesa o santuario dell'Allibro, presso la foce del fiume omonimo nel Tonila : in essa si conservano pitture di molto pregio. La famiglia dei fratelli Antonio e Filippo Serafini, ricchi possidenti nati nel Coni ime, contribuisce largamente al mantenimenti del santuario ed alla conservazione delle memorie del luogo, meritevole di essere osservato per la pittoresca veduta che offre. — Presso le falde di Monteverro vedonsi i resti dell'antichissimo monastero di Sant'Antonio aliate, diroccato nel secolo XI; intorno al quale fu combattuta la sanguinosa battaglia del loGU, tra quei di \ isso e di Montefortino. — Presso il diruto castello Volubro è l'antica chiesa di San Leonardo, fondata nel 1131 dalla contessa Bruschina, della famiglia Uffivdui ci. — Presso la pianura del Temia, l'altra antica chiesa di Santa Maria in Monte, fondata, secondo la tradizione, da Marta nobil donna della gente Itosela e dal suo nipote Sihio.
   11 territorio (li Montefortino produce grano, granturco e legumi di ottima qualità. La parte montuosa è fertile di faggi, corri, quercie. In qualedie punto iucontransi indizi di lignite, in altri depositi ili travertino, sabbie pozzolan    Uomini illustri. — Lodovico UHVedueci, discendente dal conte Alberto di Monte-fortino (secolo X\ ); Fulvio Fortauiio, insigne teologo del cardinale Felice Contini di Ascoli; Antonio Amaretti, governatore di l'orli nel I32G i di altre città; (ìiovaniii dei Fedeli, poti està ili Foligno nel 1307; Federico di Cola dei Leopardi, podestà di Faenza nel 1450, di Norcia nel 1153, buon oratore e sostenitore dei diritti di Monte-fortino a Fermo, Ascoli e Roma; Ippolito Aurispa, giureconsulto assai rinomato, poeta latino; Enea Aurispa, sommo latinista; Pirro Seniore Aurispa, fondatore, in Macerata, della celebre Accademia dei Catenati; Giovanni, lettore di giure nella Università maceratese Iti 1 1557 e Narciso colonnello delle armi dei Veneziani ed altri di questa antica e nobile famiglia ili Montefortino; Giacomo dei Nobili di 1 usino (secolo XV), dotto giureconsulto, difensore della sua terra contro i Vissani, nel 1450; Cesare Roscio, cavaliere gerosolimitano; Giovanni Battista Fedeli, che ebbe parte nelle riforme delle costituzioni Egidìane, emanate dal legato cardinale Albornoz; $e:l'Iorio Pruni, clic