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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Ascoli Piceno
   ¦173
   alla chiesa dell'Allibro mille modioli di terreno, Caduto il regno longobardo, Monte-fortino fu compreso nella contea di Fermo e intorno al 1000 si eresse a libero Comune e invitò varii nobili a porre stanza entro le sue mura.
   L'ingrandimento del territorio e la accresciuta potenza, eccitarono l'invidia e le gelosie dei vicini e segnatamente di quelli di Visso, coi quali i Fortinati ebbero a sostenere molte e sanguinose lotte, etra queste la memorabile battaglia del 1066, presso il fiume Telimi, nel luogo detto Prato di Sant'Antonio, ove i Fortinati riportarono completa vittoria sui Vissani; a memoria del quale avvenimento conservasi la statua di Sant'Antonio nella chiesa di Sant'Agostino. Nel 1084 fu fatto il primo statuto, modificato poi nel 1126. Presiedeva al Comune un Consiglio generale, prima composto di ottanta persone e poscia di sole otto, scelte tra le più antiche e nobili famiglie ed il paese fu diviso nei quartieri di Santa Maria, Sant' Angelo, Sant'Agostino, San Biagio. Il Consiglio veniva intimato dal Console, magistrato annuale.
   Mentre il paese reggevasi a repubblica, Silvio Roscio, spinto dal desiderio di ingrandire sè e la famiglia, autorizzato anche da Guerriero 111 signore della Marca, fu nominato giudice e conte di Montefortino ; ma i cittadini non tollerando tale usurpazione lo cacciarono dalla città e quegli riparò nella vicina Sarnauo, pur conservando sempre il titolo di conte di Montefortino.
   Rinaldo Brunforte di Macerata si impossessò di Montefortino; ma gli abitanti, aiutati anche dai vicini castellani, lo posero in bando e Rinaldo, sebbene facollizzato da papa Alessandro IV, non potè più ottenere il comando e riavere il potere di quel feudo.
   L'invidia mosse altresì Montemonaco e Amandola ai danni di Montefortino, e ne depredarono terre e bestiame, tanto che Clemente IV, nel 1265, dovè spedirvi Tommaso di Sanseverino per comporre le differenze e conchiudere la pace, la quale fu realmente fatta ed in memoria fu eretta ima chiesa, sotto questo titolo, nel luogo ove avvenne la pace medesima.
   La nobile famiglia Uffreducci ebbe anche, la cittadinanza di Montefortino e aveva il palagio presso la cosidetta Porta reità. Questa famiglia nel 1300 si-divise in due rami, uno dei quali si chiamò dagli Uffreducci, l'altro si disse dei Buggeri il primo, signore di Falerone ed aggregato alla cittadinanza Fermana.
   Nel 1315 Montefortino, per sbarrare il passo ai Vissani e Camerinesi, acquistò il castello di Volubro, presso San Leonardo; ma non poterono i Fortinati godere la desiderata tranquillità, poiché, nel 1318, la città di Ferino tanto fece, che aggregò a sè Montefortino. Nel 1328 ì Fortinati, mancando i Fermani ai patti, domandarono il rispetto alle stipulate convenzioni ; ma fu loro risposto col mandare Mercenario di Monteverde che si impadronì della rocca e con ogni sorta di sevizie e angherie tormentò la popolazione che solo potè essere libera per I intervento di Egidio Albornoz che rivendicò alla Chiesa Montefortino, togliendolo ai Fermani.
   Nel XV secolo, Montenionaco mosse questione a Montefortino per ragione di certi contini di territorio e non si ottenne la pace sino a che. Rodolfo di Gentile, signore di Camerino, non si interpose come mediatore. Poco dopo il 1305, Antonio Aceti, cittadino di Fermo, acquistò con frode la rocca e si proclamò signore di Montefortino; ma ne fu discacciato l'anno 1405 ed allora, veduta l'impossibilità di rientrarvi, la cede a Berahlo Varano figlio di Rodolfo di Camerino, il quale vi spedì buon nerbo di milizia agli ordini di Rinaldo da Jesi e Fariccllo, i quali calati dalla regione montuosa, unitamente ai cittadini di Visso, nemici dei Fortinati, arrecarono gravi guasti alia terra, ma non poterono avere la rocca, e furono poi fugati dai Fortinati, assistiti da quelli di Amandola e di Montemonaco. Nel 1406 un tale Lodovico Migliorati marchese della Marca, scrisse al sindaco di Montefortino perchè consegnasse a Berahlo di Ridolfo di Camerino, la rocca, il paese e il territorio; il sindaco fu costretto a farne la cessione ed i Fortinati vissero poi qualche tempo con tranquillità e pace, sino a che Francesco
   151 — (.a B'oflHii, vcl. Ilt.