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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
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Farle Terza — Italia Centrale
darei]i Niccolò, valoroso condottiero agli stipendii della Repubblica di Siena; Maliardi Nunzio (11. 15S2), capitano di diversi signori e comandante il forte di Civitavecchia; Capocci Fabio, capitano di squadra navale, al servizio di Venezia. — Nelle arti : Vergari Giulio e Vergari Vitruccio (n. 150 e 1541), rinomati pittori.
Culi, elett. Ascoli Piceno — Dioc. Ferino — P2 e T. locali, Str. ferr. ad Ascoli.
Comunanza (LtOiG ab.). — Cenni storici. Questa bella borgata, posta sulla riva destra del fiume Aso, a in. 44S di elevazione sul livello del mare, si chiamò prima Connotali di Ascoli, perchè fabbricata da vtuii Ascolani che riuiiironsi in questi luoghi. Secondo altri scrittori, sarebbe invece stata fabbricata dagli uomini di Amandola, stanchi di soffrire le vessazioni di Rinaldo di Urunforte e di Guglielmo da Massa. Questa ipotesi si fonda sul decreto di Simone del titolo di San Martino, prete cardinale, legato della Marca Anconitana, in data 1° giugno del 12GG, col quale venne concesso agli Amandolesi fedeli alla Chiesa, di eleggere un ricettacolo, entro i contini della diocesi, per istabilire, di comune accordo, la perpetua loro dimora. Ma pare che i profughi, invece di fabbricare un nuovo castello, si stabilissero nei Comunali di Ascoli, luogo assai forte. Unitisi gli Amandolesi ai primitivi abitanti sostennero assalti e patirono scorrerie ed invasioni da parte dei vicini e specialmente di un discendente ilei nobili di Monte Pusillo, allorquando combattè per riconquistare il castello di Santa Vittoria. l)i queste già aveva hi signoria un nobile di \scolf, che nel 1249 lo aggregò a questa città. (ìli Amandolesi danneggiarono quel feudo, riconquistato poi dagli Ascolani che lo restaurarono nel 1293 e più tardi strinsero una convenzione con Amandola perla difesa e conservazione dello stesso castello il (piale governossi poi con leggi e statuti proprii, sebbene la fidila \scoli vi tenesse un podestà per decidere le controversie e provenire reati, l'oche vestigia esistono ora del castello di Monte Pusillo, e rimangono alcuni avanzi creduti appartenere ad antiche termo, dai quali teglie la (leiiiiiiiinazione quella contrada.
L'abitato ha molti e buoni edilizi, con discrete strade interne, selciate con pietra squadrata. Nella chiesa di Santa Caterina sono da vedere due quadri, rappresentanti l'uno hi 1 Indonna di Loreto, Mitro Santa Giuliana, opere del Cbezzi di Comunanza.
La buieficenza conta in questo Comune l'Opera pia Travaglia, istituita sino dal l(i',5ì> e il legato pio Travaglia, per fornire doti a zitelle povere.
Prodotti principali del territorio sono il grano ed il granturco. Nella parte montuosa crescono il castagno, il faggio, la quercia. Solivi anche buoni pascoli, donde la produzione di eccellenti formaggi. Tra le industrie primeggia la coltivazione dei bachi da seta, lu città sono due stabilimenti bacologici, un molino da cereali, mosso dall'acqua del fiume. Ricorderemo anche le squisite trote che pescatisi ìicll'Aso. 11 paese è, in autunno, il ritrovo dei cacciatori di questi luoghi.
l'omini illustri. — Ilario Migni, vescovo, da Leopoldi d'Austria creato conte; Sinibahh) Antonini, rinomato scrittore ed oratore; (Un zzi Giuseppe, pittore e scultore, fu segretario dell'Accademia romana di San Luca, sotto il pontificato di Clemente NI; Francesco Amorosi, pittore di fama; Gabriele Terrani,giureconsulto, e Angelo Ciuaglia, numisma tiro, lodato illustratore di monete e medaglie pontificie.
Colt, elett. Ascoli Piceno — Dioc. Montalto — I'2 locale, T. ad Amandola, Str. ferr. ad Ascoli.
Moutefortiuo (2021- ab.). — Cenni storici. Antica terra chiamata dallo storico forlivese Flavio Biondo, nobile terra del l'iceno, e annoverata dal cardinale legato Kgidio Alboino/, nelle sue celebri costituzioni, tra le principali città marchigiane, 11 Palmieri preteso che l'origine della terra risalisse all'epoca romana a che quivi avesse vaste possessioni Lucio floscio. Quiv i i ifugiaronsi molti abitanti dei vicini luoghi, a tempo della invasione dei Goti. Calati in Italia i Longobardi, occuparono anche Montefortino, ove costruirono la chiesa di San Michele Arcangelo e donarono