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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Comuni del Circondario di Ascoli Piceno
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Convento e chiesa di San Francesco. — Ricostruito nella prima metà del XIV secolo, presso l'antico convento che vuoisi eretto dallo slesso San Francesco. Nel piano terreno del campanile vedutisi pregevoli affreschi attribuiti a Gentile da Fabriano. La porta della chiesa è ornata di sculture del 1423 di ignoto scultore lombardo.
Chiesa della Trinità.— Fondata dai Benedet-
tini, nel XIII secolo. Conservasi in questo tempio un Crocifisso in legno, di squisita Iattura, eseguito da artista veneziano l'anno IMS. L'oigauo è del rinomato Callido, veneto.
Chiesa dì Sant'Agostino. — La porta fu eseguita dal celebre Marine Cedrini, veneziano. Il campanile ò opera bella ed elegante di maestro Pietro Lombardo (1404).
Notevoli sono altresì le mura castellane, con avanzi di fortilizi del secolo XIII. Nel palazzo Comunale conservasi la vecchia Campana comunale, fusa nel XIV secolo. Lo statuto comunale, codice in pergamena, conservasi ora presso la civica biblioteca ciì Fermo. L'Archivio del Comune conta ben 850 pergamene, dal 1044 in poi, e codici membranacei, contenenti sentenze dei podestà, libri ili introiti ed uscite, il catasto e varii altri documenti pregevoli per la locale istoria. Assai copioso e ricco di docu nienti importanti è l'Archivio notarile.
Vogliono altresì essere ricordate le due monumentali badie di S. Ruffino e S. Vitale, e l'altra dei Santi Vincenzo ed Anastasio, erette, a quanto dicesi, sul principio del VI secolo, dallo stesso San Benedetto. La prima trovasi sulla sponda destra della Tenna, a circa 7 chilometri da Amandola; la seconda è alle falde dell'Apennino.
Un bell'acquedotto, di circa S chilometri di percorso, fornisce la città di acqua, prendendola alla sorgente di Acquasanta, a ni. (J00 circa di altitudine. Le strade sono quasi tutte selciate ed ottimo è il sistema di fognatura. Amandola conta anche un bel teatro, la Fenice.
Istituti di credito sono : la Cassa di Risparmio, fondata sino dal 1862, la quale è andata continuamente prosperando, a tale, da meritare una menzione onorevole alla Esposizione nazionale di Torino nel 1884. Solivi due Monti frunientarii, cioè quello della città, con 1111 fondo di circa 190 ettolitri e quello di Vesciano, con ettolitri 200. È in via di formazione 1111 Monte dei pegni. La pubblica beneficenza conta l'ospedale Abbozzetti, pei malati poveri del paese, e la fondazione Vitelli, per dote a zitelle povere.
11 territorio ili Amandola produce in gran copia grano, granturco, legumi, patate, di eccellente qualità. Anche la vite dà buon prodotto. Il suolo dà pure spontaneamente molte piante per uso medico, da profumo, da tintoria. Abbondano specialmente la genziana, l'assenzio, la belladonna, il inezzerco bianco e nero, la coclearia, il giusquiamo, i licheni, lo stramonio, la ginestrella, il ribes, la melissa, la carlissa ed altre piante. Nella parte montuosa abbondano t roveri, eerri] castagni, faggi, aceri e i carpini. Gli ovini danno buona lana e formaggi I suini sono di ottima razza ed assiti ricercati. Molto esteso è l'allevamento del baco da seta. Non mancano, nell'interne della città, fabbriche di stoviglie ordinarie, ili utensili di legno, canestre ili paglia, vimini, ecc., Anche l'Osservatorio bacologico fu premiato dal Museo nazionale di sericoltura e bacologia in Torino.
Uomini illustri. — Nella carriera ecclesiastica si distinsero: Munaldi conte Rainaldo, vescovo di Fermo (XIII secolo); Antonio Migliorati (n. 1355), agostiniano, eletto beato dalla Chiesa; Pietro Guglielmucci, abate, conte Palatino, vescovo di Lavello; Sellino]spi I'. Andrea, minore conventuale (11. 1554), teologo al Concilio di Trento; Gio. Battista Righi, inquisitore generale, abate, primo ministro del duca di Mantova. — Nelle scienze: Paganelli Paganello, professore di medicina allo studio di Macerata; Picucci Nicola, giureconsulto di grande fama (n. 1423); Ciappardelli Francescano, professore di leggi noli' Università di Macerata; recentemente l'arciprete Ferranti, autore ili una diagentissima ed assai lodata kloria di Amandola. — Nelle armi si segnalarono : Brun-forti Rinalduccio, capitano di Carlo d'Angiò (n. 1275); Brunforti Villanttccio (11. 1381), capitano di Carlo III; Giberto Giberti, comandante delle milizie ascolane contro Fermo;