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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Farle Terza — Italia Centrale
   potestà infernale, si era sempre guardato dal mettere piede stando a Roma, sulla piazza delta Campo dei Fiori, e, dovunque, dall'useire di casa, quando spirasse il vento Africo. Ala, per opportune interrogazioni fatte, seppe che li presso appunto scorreva il torrente Africo ; sicché avve-ravasi la profezia della sua morte tra Africo e Campo dei Fiori, cioè Firenze; si tenne morto ed esclamò; Aclum iam est de me!
   « Seguendo la triste leggenda, l'Orcagna dipinse in un affresco a Santa Croce l'illustre ascolano fra i dannali dell'inferno, forse a giustili-eaziouc della chiesa e dei frati, oud'era uscita l'iniqua sentenza.
   « Appartiene forse alla favola quel clic si narra averlo papa Giovanni Wll, mosso dalla grande faina del maestro, chiamalo in Avignone per farlo medico di corte; ed avere il pontefice esclamalo con ira, ali annunzio della sua morte : Cuculiati minores recenliorem jienpatclirornm yriucipem jicnlidenini Leggendaria cerio è la storiella dell'oroscopo da Cecco rivelato alla duchessa .Maria di Valois, Consorte al duca di Calabria, ch'essa e la figliuoli Giovanna, a quanto iudicavan listelli, si sarebbero macchiale del vizio della scostimi,itc/.za.
   è Alle leggende si aggiunsero le calunnie, perfino di alcuni scritturi che sognarono le più slraue cagioni della sveiilura onde venne colpito l'uomo, ch'ebbe l'ardimento di competer con Dante, inni per le dolci rime, ina per il fonte» jenia.
   « Così meravigliosa tela di favole e di leggende, iiitessuta per scirenlo anni dalla coui-unissa immaginazione popolare ha soltanto il valore ili ima prova di più per dimostrare che la fama di Ccccn lii granile e niiivci'sale, e dite la vita e le opere sue furono tali da esercitare non lieve influenza sul movimento scientifico del secolo ed anclu sulla vita dei ermlcuipnnuw'i e dei posteri,
   « Duciiniciili più sodi e. durevoli della l'ama universale di Cecco, nel secolo \l\ e nei prossimi seguenti, sarebbero giudizi di slmil i e di sciillori ili scienza clic n'esaminarono le opere, c ne ricercai imo le notizie negli archivi pubblici e. privati. Ma anche, il mezzo a si grilli mole di materiali, appena la critica si ponga a vagliarli accuratamente. I'011 lIOC0 p'iò cavare, che abbia i caratteri della ccrlezza, (piando si eccellili la serie di notizie e di giudizi che possono essere dedotti dalle opere sii . e di ('ecco e dalle osservazióni dei l'Olitcìiipurauci Dubbia pertanto deve sembrarci la milizia, onde saremmo indolii a credere che Cecco, recatosi una prima volta a I i-rciize verso il 1290, entrasse nel sinedrio dei poeti e degli scienziati dell' Au«ucd'ilalia e divenisse quivi, prima amico e uiaeslro, poi emulo e nemico di Dante, e clic si erigesse ad acerbo critico Mia canzone ili Guido Cavalcanti :
   1),mi il,) mi ]ii l'i'rcliù io voglia dire.
   « Sicché ricevuto prima con grandi onoranze, come si conveniva verso un maestro, che le pia reputate Università si disputavano, fu poi fallo segno all'ira e alla vendeita di potenti famiglie fiorentine, alla cui testa erano gli Alighieri, i Cavalcanti e ì loro consorti.
   « Certa invece è la notizia, che verso il 1322 Cecco, salilo già a grande rinomanza, fu eletto dall' Università di Bologna a leggere astrologia nel famoso Ateneo ed ivi professò la detta scienza lino al 1324, commentando la sfera di Sacrobosco cioè il trattato dell'inglese John Halifax di Uolvwood (1250).
       (i A liidogna,che fu il lenirò più fulgido della gloria di Cecco, cominriaroiio le persecuzioni implacabili, clic lo spinsero al patibolo. Il plauso ile-di scolari e dei dotti, che abbondavano in quel mitro luminoso di cnllnra, esasperavano ) invidia degli cimili ed acuivano la loro malizia Km questi era Tommaso del Garbo, pur esso Icltore india medesima università: il quale, appena furono pubblicati e divulgali i roifliiioulari alla Sfera, si ilitjde a riprovarli aspramente ni pubblico ed in privato. F pare, che nuli contenti» d cosi sleale guerra contro mi ridirgli, denunziasse l'autore a frate Lamberto da Cingoli, inquisitore tirila eretica pravità, e lo inducesse a procedere emitro il laulo plaiidiló professore.
   « La sentenza dell'inquisirli re, emanala il I li dicembre del 1321, condannava Cecco a pendenze asceliche, in riparazione ile'suoi errori e peccali ili materia di lede ; lo spogliava di tulli i libri di astrologia, e gli vietava d'insegnare pili olire, in llobigna o altrove, lino a sua nuova per-ìiiissimic, sospendendolo dal magistero e dal dol-torato: perdi più lo imultava in danaro Ed oro il nostro sincero e coraggioso scienziata, vittima didla invidia di perfidi rivali e della intolleranza fratesca, balzalo dalla cattedra,ch'egli aveva illu-sirata col suo sapere davanti ad ima di lle più numerose e fervide scolaresche del inondo. QmbnIu primo ed amaro disinganno In costrinse a ramingare per I Italia, in cerca di un quieto asilo ni
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