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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
AfcoIi Piceno
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Fig. 73. — Ascoli Piceno : Fortezze (da fotografia
spazio che serve di Foro boario, attiguo alla fortezza Malatesta, ora adibita a carcere giudiziario.
Torri meilioevali.— Possono vedersi duo torri gentilizie dell'età di mezzo dalla via detta appunto delle Torri, e porgono una qualche idea dell'aspetto clic doveva avere la città nel medioevo, allorché ergevansi tra i suoi palagi e viepiù di duecento torri, emblemi di fasto, di potenza e di nobiltà. La maggior parte delle torri sorsero per influenza dei vescovi ascolani, nei secoli XI e XII. L'imperatore Federico II ne, fece abbattere circa novanta, durante, il memorabile sacco dato alla città l'anno 1252. Sono di forma quadrata, con muri di notevole spessore, alte oltre 40 metri, costruite in travertino. Hanno finestre rade e strette e vi si ascendeva per mezzo di scale appoggiate ad impalcature poste di distanza in distanza.
Tealro Ventilila Masso (via del Trivio). — Fu aperto al pubblico nel 1846. Architetto ne fu Clemente Ale,and ri, ma si arrecarono modificazioni gli architetti Mazzoni, Carducci, Gabrielli e Massimi. La facciala è eostruita in travertino. La sala ha ni. 15 di corda e cinque ordini di palchi, (ricchi stucchi dorati furono eseguiti dal prof. Giorgio Paci, su disegui del Carducci. Le
i Malatesta, ora Carceri giudiziarie POLVEItlGIANl).
pitture del solfitto sono di Ferdinando Cicconi. Il maggiore sipario ha per soggetto il Trionfo di Venlidio Basso sui. Parti, pittura a guazzo del Podesti. 11 tealro è capace di 2500 spettatori.
Allro teatro è quello dei Filodrammatici, in via delle Torri, attualmente in corso di radicale ristami) e dove probabilmente verrà anche trasportata la reside,nza della Società Filarmonica che ora trovasi nei locali attinenli al tealro Sentitili Basso.
l'iam del Popolo (fig. 74). —In origine vuoisi che occupasse allretlanio spazio al di là del Corso, ove ora sorge la chiesa di San Francesco e annesso convento. Fu ristretta alle attuali proporzioni nei primi armi del XIII secolo. Vi furono innalzati tre monnineriti ai pontefici più benemeriti della città. Il più bello di essi, il monumento cioè di papa Gregorio XIII venne distrutto, e rimangono quello di Giulio II sulla porta meridionale della chiesa di San Francesco, 1'allro ili Paolo III che ora vedesi nel palazzo della Pre-fetlura.
Piazza Arringa. - Formano i lati di questa grandiosa piazza il palazzo del Comune, il Vescovado, il Duomo, il palazzo l'aniclii e quello Fonzi. Il nome deriva dagli arringhi che tene-