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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
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•146 Farle Terza — Italia Centrale
Arrigo VI, disceso in Italia contro l'infelice Tancredi, fu ricevuto e festeggiato in Ascoli. Nel 1215 vi giunse S. Francesco che vi costituì il suo ordine. Federico li nel 1212 occupò e saccheggiò Ascoli e la ritornò all'obbedienza dell'impero, e poco dopo, l'imperatore medesimo, contento degli Ascolani, concedè loro di costruire un porto fortificato alla foce del Tronto, che edificato nel termine di tre anni, fu poi cagione di lunga e funesta inimicizia tra Ascolani e Ferinani 1 quali, per concessione di Ottone IV, possedevano l'esclusivo dominio della spiaggia adriatica, dal fiume Potenza al Tronto.
La prima giornata tra le milizie di Ascoli e di Fermo fu presso il Tronto, e i Fermaui rimasero vincitori. Tre anni dopo, la vittoria rimase agli Ascolani e la battaglia ebbe luogo nella pianura di Iìiocelle. La guerra durò dal 1280 al 1286, poi cessò per ricominciare nel secolo seguente. Nel 1347 gli Ascolani offrirono il coniando delle loro milizie a Galeotto Malastesta signore di 1!imini, ed il Malatesta procacciò ad Ascoli il trionfo; ma acaro prezzo, imperocché Malatesta ambiva di farsi signore della città e vi sarebbe riuscito, se gli Ascolani, preso migliore consiglio, non avessero fatta pace con Fermo e riscattata quindi la repubblica dalla tirannia del signore di niiuiui. Liberatisi dal Malatesta, ebbero a soffrire le vessazioni del conte Francesco Sforza, il quale eletto dal I'iatefice vicario della Marca, venne a fermare la sua sede in Ascoli e per sospetto di congiure riempì la città di patiboli. Nel 1182, da Sisto IV la città rìottenue il reggimento di libera repubblica col mero e misto impero, et cani potestute giada. .sborsando però poi privilegio, alla Santa Sede, 3000 scudi di annuo tributo e questa novella libertà resse sino all'anno 1502. Intanto perturbarono la città le fazioni interne. Primeggiavano m Ascoli i Gtlideroechi, i quali andavano ogni giorno acquistando sulla repubblica autorità padronale. Cominciò quindi una serie di v icende che finì con l'incendio del palazzo comunale e del suo prezioso archivio, nel 1535. Vi Guiderocchi si aggiunsero i Malaspina, e dopo inceudii e stragi cittadine, cacciati da Vscali, v i ritornarono, sborsando 3000 scudi e le discordie © i tumulti ricominciarono, onde, per porvi tonnine, papa Paolo III mandò in Ascoli un commissario e fece erigere la fortezza di porta Maggiore.
Nel 1555 venne ucciso il governatore della città, nious. Sisto Hezio, e le fazioni ripullularono. Pio IV fece restaurare la vecchia fortezza e tolse alla città la giurisdizione sui castelli, giurisdizione che riebbe poi da Gregorio XIII, nel 1573. Vuoisi che noiI epoca della sua libertà Ascoli contenesse nelle sue mura 50,000 abitanti e la sua importanza militare ed economica era tale, clic la di lei alleanza era ricercata dalle più potenti repubbliche italiane, quali Venezia e Firenze.
Carlo V, col pretesto che la citta aveva fornito truppe ni soccorso (li Firenze, cominciò a spogliarla dei suoi possedimenti nell'Abruzzo.
Durante la rivoluzione francese Ascoli ebbe connine, con le altre città italiane, l'invasione delle armi straniere, tumulti, sciagure e fili orrori del brigantaggio che non mancò di suscitarsi nella parte montuosa (L'Ila provincia.
Napoleone 1 fece di Ascoli, Fermo e Camerino una sola provincia, chiamata, nel primo regno italico. Dipartimento del Tronto. Le sorti rinnovate d'Italia restituirono ad Ascoli, nel 1860, la sua prima importanza e fu creata capoluogo di nuova e più vasta provincia.
LA CITTA
La città trovasi situata alla confluenza del Tronto col Castellano che stringono Ascoli in tal modo, che In sue mura di cinta sorgono in parte sul ciglio estremo delle dirupate rive di (pici fiumi stessi. Il monte Pelasgico (271 ni. sul mare), a ponente, ne chiude Fistino e domina la città, quasi tutta, in perfetto piano (110 lu. circa), distesa alle sue falde. L'ampio piano è chiuso tutto attorno da una corona di colline, e ili esso scorre maestoso il Tronto, che scaricasi in mare a 28 chilometri dalla città.