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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Ascoli Piceno -j',5
Fig. G2. — Ascoli Piceno : Antico ponte romano (da fotografia Polverigiani).
Plinio (ni, 13, 18) dice Ascoli colonia nel Piceno, assai ragguardevole; ed in che alto grado fosse la colonia è attestato dalle antiche iscrizioni. Forse fu una delle colonie di Augusto (Lib. Colon., p, 227).
Sotto l'impero viene ricordata con onore nella divisione delle provincie fatta da Augusto ed in seguito da Antonino Pio nel 152 dell'era volgare. Nel 301 Ascoli fu proclamata capitale del Piceno Suburbicario. Durante la Guerra Gotica venne presa da Potila; ma poco dopo è di nuovo ricordata da Paolo Diacono come la città principale del Piceno (I'nocop., in, 11; Pagi,. 1)iac., il, 19).
Gli Itinerarii pongono Ascoli sulla via Salaria, la quale usciva da Roma a Porta Collina, e percorrendo il corso del Velino e poi del Tronto, raggiungeva Asculum a 120 miglia circa da Roma, e giunta al lido dell'Adriatico, a Castrimi Trueniiuum (foce del Tronto) proseguiva poi lungo la costa.
11 Cristianesimo venne introdotto in Ascoli nel secolo III, sopratutto per opera del suo primo vescovo S. Emidio. Dieci anni dopo l'invasione dei Longobardi venne ni potere di costoro e fu liberata da Carlo Maglio, il quale costrinse il duca di Spoleto, che anche in questa contrada estendeva il suo dominio e la sua giurisdizione, a riconoscere l'autorità del pontefice. Fu allora che Ascoli, pur conservando le sue franchigie, si governò sotto la tutela dei proprii vescovi, i quali presero il titolo di principi, per disposizione di papa Sergio IV. I vescovi ebbero altresì il privilegio di battere moneta, diritto rimasto poi alla città sino alla fine dello scorso secolo. In seguito Ascoli non trovasi ricordata nella storia, se non al tempo della lega lombarda contro il Barbarossa.
Ascoli non partecipò alla lega guelfa che le altre città della Marca avevano stretta con Ancona, pur tuttavia, nel 1185, scosse il giogo dei vescovi, e senato e popolo, in armi, rovesciando il reggimento vescovile, salva majestate pontificia, proclamarono la repubblica e si eresse la città a libero Comune.