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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
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Farle Terza — Italia Centrale
Kg, CI. — Ascoli Piceno : Ponte Maggiore (da fotografia Polvkukuani).
Fillio parte principalissima nella Guerra Sociale (anzi ne fn a capo, secondo l'antico storico, dove dicesi: domiti lune piccntes et caput geutis Ascidiiin) e l'uccisione del proconsole Quinto Servilio, del suo legato Fonteio e di tutti i cittadini romani, avvenuta entro le stesse mura, fu come il segnale delle ostilità. Fn allora Spedito da Poma Pompeo Strabene, con un esercito, per ridurre la città all'obbedienza; ma fu disfatto dai Picenti. l'ini però col cedere alla fortuna delle armi romane, dopo aver vigorosamente sostenuto il lungo assedio dì due anni, posto da Pompeo clic vinse nella stessa giornata, con duplice battaglia, i Marzi ed i Picenti Calcolasi che sotto le mura di Ascoli combattessero, in quel memorando giorno, 75,0(J0 romani e più di 00,000 italici. L'assedio cominciò nel COI- di lìoma e Pompeo ti ionio nel 005, come ne fanno fede gli atti trionfali di tale anno. I)i questo lungo assedio sono testimonianza la enorme (piantila di ghiande missili di piombo, scagliate dai frombolieri dei due eserciti, che rinvengonsi di continuo nei terreni più prossimi alla città e specialmente nel letto del litiine Castellano, ove le han trascinate le piogge dai vicini campi. Di tali ghiande ci occuperemo a suo luogo, parlando del Civico Museo Ascolano, in cui sono conservati questi cimelii preziosissimi per la storia.
Caio Vidacilio, duce dei Picenti e nativo di Ascoli, che diresse la difesa della città, si tolse da sè medesimo la vita, e l%npeo, per dare un severo esempio, fece mettere a morte i magistrati ascolani ed i principali cittadini. Tutti gli altri furono condannati all'esilio (Aitiako, Jieìl. Cii% ì, 38,47, 4S; Onos., v, 1S; Yei.i.eio Pateucolo, n, 21 ; Fumo, ni, 19; Livio, Epitom., lxkii, i xxvij. Floro lasciò scritto che l'intera città fu distrutta; ma questa è probabilmente una esagerazione, poiché la città trovasi presto ricordata da Cicerone (prò Siili, S) quale municipio, e fu uno dei luoghi che Cesare si affrettò ili prendere, appena passato il I'nbicone, e Lenitilo Spinfher. che a venia precedentemente occupata con dieci coorti, fuggì all'accostarsi di Cesare (Caes., B. C., t, 15).