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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Fig. 56. — Sinigaglia ; li Furto ed il Ponte levatoio.
lozzo Vitelli, Oliverotto Uffreducci da Ferino, già nemici del Borgia ed ora con lui rappacificati, occuparono Sinigaglia, rimasta vuota di difensori. La rocca fu tenuta invece dal celebre Andrea Boria clie non voleva assolutamente cederla. Sopragghuito lo stesso Valentino, andarono ad incontrarlo ed a fargli ossequio t quattro personaggi su nominati e, mentre volevano accomiatarsi, il Borgia li invitò a mensa, addu ce mio di dover loro discorrere di cose importanti. Obbedirono essi, non senza sospetto. Entrati in palazzo, il Valentino li fè prendere e incarcerare e le loro genti furono svaligiate da quelle del duca. Nella notte medesima, l'ultima dì dicembre del 1503, Vitellozzo e Oliverotto da Fermo furono strangolati, gli altri due subirono miseramente l'ugual sorte a Città della Pieve, dopo breve tempo. Sinigaglia fu corsa e devastata dalle genti borgiane e la rocca purè fu presa. Questa fu la strage di Sinigaglia, una delle imprese più famose del Valentino. 11 Uoscoe accusa il Maccliiavelli d'essere stato consigliere al Borgia di tanto misfatto, ma da quest'accusa lo prosciolse il Sismondi. Cesare concesse varii privilegi alla città e la conferma della celebre fiera.
Morto Alessandro VI e scossa la potenza dei Borgia, sollevaronsi i popoli e gli antichi principi tornarono nei loro Stati. Francesco Maria tornò 111 Sinigaglia che lo accolse festosamente, sebbene la rocca continuasse a tenersi pel Valentino, ma poi si arrese essa pure.
Al Borgia rimaneva ancora fedele Fano ; ma i Siuigagliesi, congiunti cou quelli di' Urbino, Pesaro e Fossombrone, l'assalirono e gli assediati chiesero aiuto ad Ancona. La guerra civile che stava per sorgere ed estendersi fu tosto sedata dal vescovo ili Tivoli, legato di Giulio IL Avvenuta l'adozione di Francesco Maria, questi, nel 1508, morto Guidobaldo, a lui successe nel ducato d'Urbino e così Sinigaglia entrò a far parte di quel ducato, restando però dominio separato, dappoiché i Roveresclii s'intitolarono: Duchi iV Urlino e Signori di Sinigaglia. La città ebbe iti questo tempo la propria zecca e restano monete fattevi coniare da Francesco Maria. Ma la pace e la tranquillità non ebbero lunga durata, che, morto Giulio II e successogli Leone X, questi mirò a creare il nipote, Lorenzo de'Medici, duca d'Urbino, Volle quindi