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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
•128 Farle Terza — Italia Centrale
Mandamento di SINIGAGLIA (comprende 5 Cornimi, popol. 33,868 abitanti).
Sinigaglia (23,085 ali.). — Cenni storici. Sena, detta per distinguerla dalla Sena di Etruria, Sena Gallica, la a di Strabene, la -vn y-lìlui di Tolomeo, fu antica città umbra, situata però nel distretto conosciuto sotto il nome di territorio gallico (Gal-deus Ager), sulla costa dell'Adriatico e presso lo sbocco di un fiumieello di egual nome. Quel territorio appartenne ai Galli Senoni, dal qual popolo certamente e la città e il fiume derivarono la loro denominazione (Sil. Iial., vm. 453; I'ol., n, 19). E quindi assai probabile die fosse in origine una città gallica, della quale nulla sappiamo sino al momento della completa e finale soggezione dei Galli Senoni, nel 289 av. Cr., nel qual tempo divenne colonia romana (Poi.., il, 19; Liv., Epit., xi). Dev'essere stata però una colonia di cittadini, non essendo il suo nome ricordato da Livio tra quelli delle colonie latine, durante la seconda Guerra Punica. Fu a Sena clic i consoli Livio e Nerone unirono le loro forze, prima della famosa battaglia del Vie tauro, nel 207 av. Cr. (Limo, xxvii, 46; Appjax., Annih., 52: Yrrr., l'ir. Ulustr.,48). Il nome di Sena Gallica non ricorre più nelle istorie sino al tempo delle guerre civili tra Mario e Siila, allorché fu presa e depredata da Pompeo, luogotenente di Siila, nell'anno 82 av. Cr. (Ai'imano, Bell. Cir., ì, SS). La città continuò ad essere fiorente e notevole; sotto il Triumvirato fu accresciuta di un nuovo numero di coloni. La città è ricordata dai geografi e negli Itinerari. Trovasi altresì menzionata durante la guerra gotica, dopo la caduta dell'Impero occidentale e di nuovo al tempo della dominazione longobarda (Pnocop., Iteli. Golii., tv, 23 ; Paolo Diacono, llist. Laiu/ob., 11, 22). 11 fi inaiceli o Sena, ricordato da Lucano e da Silio Italico, pare sia il piccolo corso d'acqua oggi detto Xecola o A'/yo/a, il quale sbocca nel mare a Sinigaglia (Sil. Ital., vili, 453; Luca.w, u, 407).
Funesta fu a Sinigaglia la seconda discesa di Uarieo, perchè avendo la città opposta resistenza fu distrutta nel 409. Non corse molto toni]» e la città risorse sulle proprie rovine. Cresciuta in Italia la potenza dei Goti, 'Potila pose assedio ad Ancona, nel 551, c giungendo in aiuto di lei le navi spedite dall imperatore d'Oriente, approdarono da Ravenna e da Solona a Sinigaglia che, secondo scrive Procopio, già nfioriva d'abitatori. Stabilito l'Esarcato di Ravenna, Longino, primo esarca, stimò prudente avviso munire le città a lui soggette e commise ai capitani greci Diogene ed Aristeo di restaurare la fortificazione ili Sinigaglia compresa nei suoi domimi,
Sinigaglia fece parta della Pentapoli e continuò per circa due secoli a riconoscere la sovranità degli imperatori d'Oriente, rappresentati dagli esarchi. Ai tempi di Iaiit-prando, essendo sorte turbolenze nell Esarcato e nella Pentapoli, il re longobardo, profittando di tali torbidi, s'impadronì ili lìologna, nel 727, e scorrendo vittorioso da 1 Lini ini sino ad Osi ilio assoggettò anche Sinigaglia.
Nel 719 il re Rachis fu di nuovo sopra alla Pentapoli e occupò Rimini, Pesaro e Fano; ma Sinigaglia non fu tocca perchè, occupata Fano. Racliis si avviò a Perugia. Colla calata dei Franchi in Italia e colla celebro loro donazione ni Pontefici, cominciò anche per Sinigaglia il dominio dei papi. Desiderio invase le terre della (hit sa ed anche Sinigaglia fu devastata dallo armi di Ini, di che si dolse il pontefice Paolo J, che ne scrisse a Pipino; ed uguali lamenti mosse Adriano 1. Nel 772 reggeva Sinigaglia il duca longobardo Arioldo, ( he aveva in moglie la figlia del principe di Durazzo ed a lui successe il figlio Sergio che, nell'^00, rinunziò al suo dominio.
Nell'anno SUI Sinigaglia fu devastata dai Saraceni; ma tuie disastro, da alcuni anticipato all'anno 812, da altri ritardato alTSkS, vii ne successivamente negato da alcuni scrittori. Certo si è, che la città non fu totalmente devastata, poiché, abbiamo la serie dei vescovi che governarono la Chiesa senigalliese durante il IX secolo. Poco dopo la meta del secolo \ 111 la città fu colpita dalle censure ecclesiastiche per aver seguito le parti dei conti di Tuscolo; ma ne venne assolta, neH'SS2, da papa Martino li. per