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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   41-2
   Parte Terza — Italia Centrale
   Nel 1442 il conte Federico di Montefeltro, guerreggiando per Eugenio IV e pel duca di Milano, contro lo Sforza, andò a Sassoferrato e rimise nella signoria 1 Abate e Luigi degli Atti. Nel 14SS insorsero contese tra Gubbio e Sassoferrato, per ragioni di contini di territorio e Guidobaldo I scrisse allora a papa Innocenzo Vili, supplicandolo acciò mandasse persona, con necessaria autorità, per troncare ogni dissidio e contesa. Il pontefice ordinò allora a Maurizio Cibo suo fratello, governatore di Spoleto, di deputare persona a tale effetto; ma tardando Maurizio nell'esecuzione dell'ordine, scoppiarono più gravi i tumulti, poiché ì Sassoferratesi non si ristavano dal provocare gli Eugubini, con scorrerie, cavalcate ed atti ostili di ogni sorta. Allora gli Eugubini persuasero il loro duca a commettere ai capitani di Gubbio e di Cagli di star pronti per cogliere i Sassoferratesi quando uscivano a far la cavalcata. E poste in agguato le loro milizie, colsero all'improvviso i Sassoferratesi e li sconfissero e si misero a scorrere il territorio nemico, facendo non solo preda di bestiame e di biade, ma tagliando anche viti ed ulivi ed incendiando le abitazioni. Sassoferrato si dolse col papa dei Feltreschi ed il papa, irritato, ne parlò risolutamente collo Staccoli agente del duca. Ma udite le ragioni che avevano mosso Guidobaldo a ciò fare, mostrò placarsi, scrisse al duca medesimo ed incaricò Eurico l'anici, uditore di suo fratello, di recarsi sul luogo insieme alla persona clic sarebbe stata deputata dal duca. Ordinò intanto fosse restituito ai Sassoferratesi il mal tolto. Guidobaldo cercò giustificarsi e protestò la sua obbedienza al papa, come buon vassallo della Chiesa. Innocenzo Vili rinnovò gli ordini a Maurizio suo fratello per la spedizione del suo uditore, il quale giunto sul luogo della controversia, dov'era Dolce dei Lotti di Spoleto, uditore e vicario generale del duca d'Urbino, questi, con l'intervento ancora di Ubaldo di Battista, deputato di Gubbio, e Marco di Ser Girolamo, deputato dei Sassoferratesi, terminarono sul luogo le differenze e posero i termini ai confini, con soddisfazione di ambo le parti, tra le quali seguì anrhe la pace.
   Nel 15» 1 Sassoferrato si trovò esposto in gravi vicende, nella minacciata devastazione da parte dell'esercito di Carlo V; ma al conte Giovanili della Genga riuscì a stornare il nembo. Imperocché, inviato al campo cesareo, al generalissimo dell'esercito conte Ottaviano, suo congiunto, colla forza della parala e coi vincoli di sangue potè persuaderlo a volgere altrove il calumino. Questa bella impressa fu ricordata al papa Leone MI della C.engn e quindi discendente del conte Giovanni, in occasione che il pubblico Consiglio di Sassoferrato deputò i prelati Messi e Santucci a manifestare al pontefice l'esultanza della popolazione per l'esaltazione sua alla cattedra di San Pietro.
   Sotto la dominazione francese Sassoferrato fece parte del dipartimento del Musone, finché, nel 1815, restauratosi il governo pontificio, fu incorporato alla delegazione di
   Macerata. ^
   * *
   Trovasi Sassoferrato in elevato colle (fig. 54), bagnato dal fiume Sentino, in clima ed aria salubre. Dividesi l'abitata in due parti? il castello ed il borgo, quello sulla vetta del colle e il borgo alle falde. Tra gli edifìzi va ricordata la chiesa collegiata di San Pietro, che alcuni vogliono fondata sino dal 1007, sotto il pontificato di Giovanni XIX. Nella chiesa di Santa Chiara si conservarono sino al 1MJO varii pregevoli reliquani, trasportati a Sassoferrato l'anno 1472 da Nicolò l'erotti, arcivescovo di Sipoiito, e depositati in detta chiesa nel 1473. Nel 1800 passarono in proprietà del Connine che li conservava nella residenza propria. Involati da ignoti ladri nella notte del 30 giugno del 1894! furono poi ricuperati, ili seguito ad accurate ed energiche disposizioni, impartite por ordine del Ministero della pubblica istruzione. Tali reliquiarn consistono in croci, teche, medaglioni e cofanetti d'argento e d'oro, alcuni ornati di pietre preziose, e in dittici d'avorio. Grandissima è l'importanza artistica di questi roliquiarii perottiaiiì.