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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
41-2 Parte Terza — Italia Centrale
Uomini illustri. — In ogni tempo fiorirono Osimani celebri per santità, dotti-ina o per dignità. Sono da ricordare : San Bonfìglio, vescovo di Foligno ; San Silvestro Goz-zolini. fondatore dei monaci Silvestnni; il beato Nicolò Romani; Carlo Marcello Ditajuti, morto in odore di santità; i cardinali Anton .Maria Gallo, nel 1581; Raniero Simonetti, nel 1747; Muzio Gallo; Statilio Paolini, segretario di Clemente YIII; Nicolò de'Romani, segretario di Urbano V e di Gregorio XI. — Si segnalarono nella magistratura: Trajano Gallo, Cozzone Gozzoni. Vincenzo Galli, Carlo Sinibaldi. — Nel giure emersero: Gino Campana, avvocato concistoriale; Ditajuto Ditajuti, vicario generale: Paolo Emilio Gallo, Girolamo Garzoni, Pietro Filippo Martorelli.— Nelle lettere: Fabrizio Campana, Nicolò Ditajuti, Teodosio Fiorenzi, Aurelio Jannicoli, Bernardino Pini, Tommaso Stella, Annibale Sinibaldi, Luigi Martorelli, canonico vaticano; il sacerdote Alessandro Buttari, di cui pubblicò la vita Janicoli; il gesuita Gio. Battista Buttari. la cui vita fu, nel 1844, stampata in Loreto. — Nelle anni si distinsero: Lipazzo e Andrea Gozzolini, Nicolò Ditajuti, Federico e Muzio Campana, Lodovico Fiorenzi, Cesare e Prospero Guarnieri, Buccolino Guzzoni, Pier Domenico Leopardi, Dario e Francesco Nelli. Carlo, Sinibaldo, Pollione e Giulio Sinibaldi.
Bibliografia. — Compagnoni, Deliri orirféw e antichità di Osimo. ecc., in Antichità Picene, torno V, — Martorelli, JI/cihoi-iV hi storielle d'Ostilio. In Venezia Ì1DGCVI. — Pannelli, Memorie h istori che ili San J.eopardo. Pesaro MIlC.C.LW — Compagnoni, Memorie istorico-critiehe della Chiesa e dei Vescovi di Osiino. Roma 17SÌ-S3 — Fanciulli, l'i niellili antichi sili della Cattedrale di Osimo. Roma, Salomoni, 1S0Ó. — Ceccom Giosuè, Il duomo di Osimo illustrato. Osimo l&SH.— Honuplirius A., Vetnstiissiinae Au.riniatis l'rhis beeres uotitiiic. Maceratile, Zenobij, 1C>$:2. — (ìallo Ercole, lìrcredescrizione (lelViuitichissimu città di Osimo. Ancona 1515. — Jacopo Lauro, Uree e discorso di Osimo città dtl J'iceno. Roma 1039. — Talleoni Marc'Aiitonio, Memorie storiche della città di Osimo. Osimo, Quercelli, 1S07-1S0S.
Coli, elett. e Dioc. Osimo — P°, T. e Str. ferr.
Agugliano (2Df>l ab.). — Piccola terra situata su di un colle, in posizione amenis-sima. Della sua storia ben poco si sa e solo trovasi spesse volte nominata nella storia osiiiiana, unitamente ad altri vicini castelli di quel territorio. Il suolo è fertile di cereali, uve e ulive.
Coli, elett. U>imo — Dioc. Ancona — P* locale, T. e Str. ferr. a Cliiaravnlle,
Castelfidardo (0411 ab,). — Cenni storici. Gli scrittori di cose marchigiane attribuiscono la fondazione di questa terra ad alcuni Osimani, scampati all'assedio dato alla loro città da Belisario, 11 nonio sarebbe derivato al castello ila un tale (Riccardo o Giscardo. signore di quel luogo. Più secoli dopo il castello cambiò il nome in quello di Ficardo, che mantenne sino alla metà del secolo XV, dopo la quale epoca si chiamò costanteim iite Castelfidardo.
Cresciuti gli abitatori e con essi la forza, l'agiatezza, Castelfidardo, sul cominciare del secolo XI, potè scuotere il giogo della signoria esimami e rendersi indipendente, tenendo parlamento proprio e cominciali do a concludere alleanze coi popoli vicini, a far guerre, comporre paci. Ciò fu sentito male dagli Osìinani, i quali cercarono di soffocare in sul nascere quella nuova potenza, di qui l'origine delle gravi e interminabili contese con Osimo e con \ncona, alla quale gli Osimani contrastavano i diritti su Castelfidardo. I Fidai desi hi, sapendo bene di non far fronte alla potenza di Osimo, offrirono il castello al papa, a condizione che rimanesse sciupio nel suo stato di libertà e senza altra dipendenza che dall'alto dominio della Santa Sede. Innocenzo II, grato ai Kidardesclii, verso il 1140, innalzò all'onore della porpora il conterraneo prete Guido,
Gravi danni ebbe a patire la terra dalle armi del Rarbarossa. il cui cancelliere e luogotenente Cristiano, arcivescovo ili Magonzn, pose l'assedio alla città d' \uco.ua, siccome a suo luogo narrammo. Calmati gli odii e preparate alla concordia le varie città marchigiane, per opera specialmente del cardinale Cenci spedito dal pontefice,