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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Gomitili del Circondario di Ancona
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di scuola veneta, in cui ò rappresentata la Crocifissione; nello sportello a destra lo Sposalizio della Vergine e l'Annunciazione, in quello a si-liistrajaffi MarcoEvangelista, Sant'Antonio Abate ed altri Santi.
Attiguo alla cattedrale è il Battistero, abbellito di pregevoli dipinti, per cura di Monaldo vescovo di Osimo (1289-1292). Di questi dipinti oggi non restano che poche tracce, essendo state coperte di bianco di calce sotto il vescovo Girolamo cardinale Verospi, nel 1651. Ciò che rende ragguardevole la chiesuola e il fonte battesimale, allogato dal vescovo osimano fra Agostino Galamini, nel 1627, agli scultori Vn-tonio e Tarquinio Jacometti. E composto di un bacino sorretto da quattro torelli e circondato da festoni di foglie e frutta, con quattro teste di angioli e bellissimi rosoni e rabeschi. Il coperchio del bacino è decorato con bassorilievi rappresentanti: il Battesimo di N. S., la Piscina probativa, la Predicazione di San Giovanni, Ramaan Siro che si monda nel Giordano. Nella divisione delle pareti, fregiate di teste di angioli e bu-cranii, sono le statue, a tutto rilievo, eli San Giovanni Battista, della Carità, della Fede e altra della Carità, con pentola e cucchiaio nelle mani. Inoltre corona il monumento una bella figura del Redentore. Tutto il lavoro costò 700 scudi, e vi furono impiegate tremila libbre di bronzo.
Il soffitto della cappella fu anche eseguito per ordine dello stesso vescovo Galamini, detto il cardinale di Aracoeli, ed è in legno, scompartito con pregevole e studiato disegno. Le pitture sono del l'oniarancio e dei suoi scolari, che vi rappresentarono i quattro Evangelisti e quattro Angioletti, aventi in mano, quale il neonato, quale gli arredi per la cerimonia del battesimo; e, negli specchi di mezzo: Moie salvato dalle acque, la Piscina probativa, ecc.
fdiiesa ili San Marco. — Vi si ammira, nel coro, un quadro in tela di granili dimensioni, rappresentante la Vergine col Bambino sedente tra
le nubi, con gloria di angeli; la Vergine dona il Rosario a Santa Caterina e il Bambino a San Domenico; stimata opera del Guerrino.
Gjliesii di San Francesco. — Nell'altare, a sinistra di chi entra, vedesi una tavola semicircolare ili cui è rappresentata la Vergine in trono col Figlio, in atto di benedire. In alto, due angeli tengono sospeso il baldacchino, e in basso vedutisi: Sant'Orsola, San Girolamo, il Battista, San Lodovico, San Bernardino da Siena, San Francesco, Sant'Agostino, Santa Maria Maddalena ed altri Santi. 11 guerriero rappresentato in ginocchio, in atto di preghiera, vuoisi clic rappresenti il celebre capitano di ventura Beccolino Glizzimi ila Osimo. Questa bella tavola da alcuni è attribuita a Gio. Pietro Veneziano, da altri fu creduta di Cristoforo Caselli, di scuola veneta, che fiori alla fine del XV secolo.
La chiesa di San Francesco è moderna, perchè rifatta verso la metà del passato secolo, sulle 10-vine di una vecchia chiesa appartenuta, sino dal XIII secolo, ai frali Francescani.
Palazzo del Connine. — Sorge sulla piazza maggiore ed è di bel disegno ed eleganti proporzioni, di cui vuoisi architetto il Bramante. Notevole è la spaziosa e magnifica scala. Vi si conservano molte iscrizioni latine e statue marmoree, che decorarono un tempo gli edilizi ed il foro dell'antica Auximum Queste sculture furono però in gran parte mutilate dai soldati milanesi nel 1487.
l'ala/,/,e, Vescovile. — E un ampio e bell'elfi tizio, ridotto alla forma presente dal vescovo cardinale Calcagnila, benché già prima di lui lo avessero ingrandito i due vescovi Sinibaldi. Occupa in buona parte, l'arca dell'antico Cassero.
Di proporzioni maggiori è l'edifizio del Seminario e celebre collegio Campana, la cui costruzione non risale al di là del 1816 e che ricevette miglioramenti dai cardinali Benvenuti e Soglia, vescovi di Osimo. Leone XII e Pio VIII furono istruiti ed educati in questo collegio.
Osimo ebbe un'antica Accademia detta dei Risorgenti, ripristinata dal cardinale Soglia e che ebbe lustro dalla direzione e per le cure del prof. Ignazio Montanari. In origine chiamavasi dei Sorgenti e fu istituita dal cardinale Bichi nel 1671. Il canonico Stefano Bellini, nel 1770, la richiamò a vita dall'inazione in cui era caduta e le die nome di Accademia dei Risorgenti.
Non mancano in Osimo istituti di beneficenza e pii e ricorderemo il Conservatorio di Sari Leopoldo per le ragazze povere, il Monte di pietà, il Monte frumentano di San Leopoldo e l'Ospedale per gli infermi, rifatto con molti e grandi comodi nel palazzo ch'era dell'appannaggio del principe di Beauharnais. L'istruzione pubblica, oltre il suddetto collegio Campana, annovera scuole elementari, tecniche e serali.
Le industrie sono assai floride e sviluppate in Osimo ed attivi sono i traffici dei cereali, dell'olio, dei vini, della seta. Vi sono manifatture di seterie, telerie, filande e distillerie di alcool, fornaci da mattoni e da calce ed officine meccaniche. Rinomati sono anche i pascoli nei quali allevasi numeroso bestiame.
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