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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Gomitili del Circondario di Ancona
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   ducati d'oro annui. liajazette però rifiutò, ringraziando, sembrandogli impresa non per lui vantaggiosa.
   Di tutto questo ebbe sentore Innocenzo VIII, il quale, impaurito e sentendo che. alcuni legni turcheschi scorrevano l'Adriatico, ottenne da Lodovico il Moro, grosse bande di cavalleria e fanteria. Il papa dichiarò generale delle milizie ecclesiastiche Gian Giacomo Trivulzio, di che ingelosito il duca di Milano, dopo che egli si portò sotto Osimo nel maggio del 1487, procurò distòrio dall'impresa sino a renderlo sospetto ad Innocenzo Vili e richiamando le sue truppe. Il Trivulzio allora assoldò, del suo, 1200 fanti e con l'esercito pontificio e feltresco cominciò l'assalto delle mura da porta Cavaticcio ; ma le bombarde, poco danneggiando la città, Buccolino in una sortita uccise 300 fanti e Giovanili Vitelli, primogenito di sua famiglia. Trivulzio riparò alla mancanza dell'acqua e assicurò di felice esito il cardinale Baìve, legato della Marca, mandato dal pontefice. Intanto Buccolino aspettando, domandò armistizio e partorendo la moglie una figlia ne fece compare il cardinale, per meglio illudere tutti ed allungare l'assedio. Trivulzio tornò all'assalto, e con grossi alberi recisi, innalzò forte terrapieno e castello per battere la città, allorché s'interpose Lorenzo de' Medici por Buccolino, il quale ottenne ottomila scudi e quattro carri per trasportare le sue robe, lasciando la città al cardinale e a Trivulzio che vi entrarono il 2 agosto del 1487. Buccolino passò a Firenze e poi a Milano, ove caduto in sospetto al duca, fu imprigionato e morì ignoniiniosamente il 14 giugno del 1494.
   La sua casa in Osimo fu demolita e il Trivulzio, per memoria dell'impresa, mandò a Milano due colonne scanalate e due statue, un console ed un Esculapio di bronzo. Il papa donò al Trivulzio la rosa d'oro, una spada ed un cappello fregiato di gemme, chiamandolo difensore della Chiesa. Altri doni ebbe il commissario Pier Domenico Leopardi, al quale ed ai suoi successori accordò il papa la mula bianca che cavalca-vasi dal nuovo vescovo, entrando in Osimo. Nel 1488 il papa fece erigere una nuova rocca nel recinto dell'episcopio, come luogo più dominante la città, ed a capo della piazza fu fatto un torrione. La fortezza venne poi fatta demolire da Alessandro VI, pel dispendio del presidio. L'artiglieria della demolita rocca fu da Giulio II fatta trasportare a Fano. Passarono sotto Osimo le milizie del Borbone che produssero il memorando sacco di Roma, nel 1-527, e l'esercito di Lautrec, mandato dal re di Francia in aiuto di Clemente VII ed alla conquista del reame di Napoli. Nel 1532 vi passò pure Luigi Gonzaga colle sue genti e nel 1533 convenne alla città far provvigioni per le truppe imperiali di Carlo V. Cinque anni appresso fu onorevolmente accolto in Osimo Paolo 111. Non trovatisi in seguito altre notizie degne di speciale nota. Nel 1798 la città fu occupata dai Franca® e venne restituita nel 1800 a Pio VII e seguì poscia la sorte delle altre città delle Marche, sotto le varie dominazioni, sino al 1860 in cui anche le Marche entrarono a far parte del Regno d'Italia, sotto la monarchia di Savoia.
   *
   La città siede su di un colle, in forte posizione, 8 miglia lungi dalla spiaggia dell'Adriatico, e 10 a sud di Ancona. I suoi fabbricati, riuniti nella parte più bella del colle, fanno vaga mostra, tanto più che sono recinti da solide mura romane, di magnifica costruzione e la cui parte meglio conservata ammirasi a nord della città stessa. Dal colle su cui sorge Osimo, e segnatamente dov'è il pubblico passeggio, godesi la veduta di gran parte delle Marche.
   La città ha notevoli edilizi, tra i quali ricorderemo i seguenti:
   fili osa Cattedrale. — Sopra un'ampia gradinata di travertino elevasi il portico con la sua fronte divisa in tre arcate, sorrette da due colonne. È chiuso ad occidente dal muro del pre-
   sbiterio, ad oriente da quello della chiesa, a tramontana ha, per mezzo di due porte, I ingresso alla chiesa medesima. Gli archi sono contornali da cornici intagliate e sopra ergesi la muraglia