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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Gomitili del Circondario di Ancona
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   Callisto 111, nel 1457. L'abbazia rimane su di un poggio presso l'abitato e fu ridotta a migliore forma dalla munificenza di Paolo V che vi aggiunse un magnifico palazzo abbaziale. Un accesso pili comodo fu fatto dal vescovo Fonseca, ed il vescovo Ubaldo Baldassini fecevi dipingere belle vedute e paesaggi dal Bucciarelli. Nell'estate vi fanno dimora i vescovi di Jesi.
   Il territorio di Castelplanio è fertile di cereali, uve, olio, pascoli e agrumi.
   Coli, elolt. Fabriano — IMoc. Jesi — Pa, T. e Str. ferr.
   Mergo (907 ab.). — Piccola terra situata in amena posizione, in colle, a sud di Montecarotto. L'abitato è cinto di mura medioevali, ed liavvi un borgo esterno. Fu soggetta a Jesi, cui ogni anno portava il pallio nel giorno di San Floriano, con venticinque uomini a giurare fedeltà. Prodotti del territorio sono l'uva e i cereali Coli, elett. Fabriano — Dioc. Camerino — P3 locale, T. e Str. ferr, a Castelliamo.
   Poggio San Marcello (1448 ab.). — Soggiacque, quale feudo, al vescovo di Jesi, ed il vescovo Leonardo lo vendè al Comune di Jesi, nel 1301. Il castello, nel giorno di San Floriano, faceva omaggio del pallio a Jesi. Nel territorio era vi il forte Castellarci, antico dominio della famiglia Boldrini.
   Prodotti del luogo sono i cereali, le olive, i gelsi. Ilavvi anche lina rinomata sorgente di acqua solfurea, assai vantaggiosa nelle malattie cutanee.
   Coli, elett. Fabriano — Dioc. Jesi — P'J locale, T. e Str. ferr. a Castelplanio.
   Rosora (1288 ab.). — Cenni storici. Vuoisi che fosse anche detta Rosario, pei rossicci tufi del colle su cui siede il paese. Nell'età di mezzo, sino al XV secolo, fu sottomesso, quale feudo, a private famiglie, e nel 1249 alla famiglia. Bianchi di Rocca Contrada. Altri signori furono Guido Pietro Bianchi e Attolo Giovanni e Petrusio, suoi figli. Nel 1425 Rosora fu acquistato dal Comune di Jesi. Dopo il 1517 il duca di Urbino, muovendo guerra al Papa, prese Jesi a tradimento, cui ribellaronsi alcuni castelli meno Rosora che dal Comune di Jesi fu perciò appunto detto Rosora Jidclis e gli diede per stemma il leone coronato, dell'arma jesina.
   11 paese ha diversi e mediocri fabbricati, situati su di un colle bagnato dal fiume Egitto. Nel territorio raccolgonsi cereali, uva, frutta e foglie di gelsi per l'allevamento dei bachi da seta, che viene fatto su vasta scala.
   Colf, elett. Fabriano — Dioc. Jesi — P3, T. e Str. ferr. a Castelplanio.
   Serra de' Conti (2165 ab.). — Cenni storici. Gli scrittori locali narrano che Serra dei Conti sorgesse sulle rovine di Ostra e clic fosse uno dei luoghi dati, nel 754, da Pipino, re dei Franchi, alla Santa Sede. Il nome pare che sia derivato da qualche Conte che ni antico ne fu signore. Nel 1353 fu compresa nella lega di Giovanili Visconti, arcivescovo di Milano. Nel 1372 aderì per la riduzione della Curia della Marca ili Macerata e si sottoscrisse perciò nella supplica presentata al cardinale legato di Gregorio XI, Pietro di Stagno. Fu soggetta,, come altre terre vicine, al Connine di Jesi, cui offriva annualmente il pallio il dì della festa di San Floriano. Gli statuti furono approvati da papa Clemente VII nel 1524.
   L'abitato, composto di buoni edilizi, cinti da mura e protetti da baluardi, sorge su di amena collina. Il territorio, bagnato dal fiume Misa e dal torrente C-affarelli, produce in abbondanza cereali, uva, olio e frutta. Abbondano anche buoni pascoli e vi si fa esteso allevamento di bachi da seta.
   Coti, elett. Fabriano — Dioc. Sinigaglia — P2 locale, T. a Montecarotto, Str. ferr. a Castelplanio.
   Mandamento dì OSIMO (comprende 5 Comuni, con una popol. di 39,729 abitanti).
   Osimo (17,307 ab.). — Cenni storici. Auximum, \S;ouaov, è antichissima e quindi vi si rannodano le solite favolose leggende relative alla fondazione di tutte le vetuste
   113 — I,a a»i.lria, voi. III.