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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Gomitili del Circondario di Ancona
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ed eseguite dal prof. Francesco Moretti di Perugia. Gli angeli ed il ciborio furono eseguili i:i modo impareggiabile dallo scultore Eugenio Mac-cagnanì. Nelle pareti il Fa usti ni, ora defunto, dipinse le ligine degli Apostoli e la Storia delia vita di San Giuseppe. Chiude l'ingresso della cappella un'alta cancellata 111 ferro battuto, disegnata dal Sacconi ed eseguita dal bravo labbro marchigiano Eugenio Matacotta. Della cappella del coro, della nazione tedesca, già abbiamo parlato. La cappella dei Francesi sarà dipinta dal francese Lameire e vi saranno rappresentati Fatti della vita di San Luigi re di Francia.
Diremo ora della decorazione della cupola e degli stupendi affreschi eseguitivi dall'illustre Maccari, senese. L'artista, ispirandosi all'epopea mariana, \i eseguì scene tolte dal concetto delle litanie lauretane. Nel cupolino è raffigurato il Mistero della Trinità, ed a partire da questo la composizione svolgesi in zone circolari concentriche, comprendenti i nove cori angelici e la Vergine assisa col Pargoletto, nella Santa Casa, in alto di benedire. Bene a proposilo scrisse il eh. prof. Facco de Lagarda : « La sublimità del concetto è resa magistralmente nel vario atteggiamento e carattere delle figure, che glorificano la Madonna. La successione degli ordini della celeste gerarchia cui sostanno i varii ordini delle podestà ecclesiastiche, patriarchi, profeti, confessori, vergini, eleva come in un impeto ili esaltazione mistica l'essenza terrena, sino alla suprema spiritualità: il Dio Uno e Trino ». L'il lustre artista sta ora dipingendo il tamburo della cupola.
Il territorio di Loreto è interamente coperto di olivi, di viti e di altre piante fruttifere. La parte che guarda l'Adriatico è sparsa di deliziose ville, di giardini e praterie. Nella parte alta, attorno al sobborgo di Montereale, abbondano le viti, i gelsi e gli olivi. Vi si fa grande commercio di corone, nastri ed altri oggetti di pietà. Le diverse accreditate fiere durante il corso dell'alino, e il concorso continuato di forestieri che visitano la Santa Casa* rendono Loreto prosperoso ed attivo.
Uomini illustri. — Il Calcagni ed i .Tacometti, scultori e fonditori, ebbero occasione, come vedemmo, di mettere a prova, nella fabbrica della basilica lauretana, le doti della loro arte ed intelligenza. Di Paolo Jacometti, oltre della suddetta fontana in piazza dei Galli, amniiransi anche buone e lodate opere a Faenza, nel battistero della cattedrale di Osim'o, nel deposito del cardinale Cenci a Macerata. Il Varetti fu tra i migliori scolari del Cignoni.
Bibliografia. — Leopardi Monaldo, La Santa Casa di Loreto. Discussioni storiche e critiche. Lugano 1841. — Fioratius Tursellìni, Lauretanae Historiue, libri V. Romae 15971 -a Zucchi Bartolomeo, Storia Lauretana. Venezia 1629. — Cesare Benzoli, La Santa Casa illustrata. Macerata 1637.
— Joannes de Brirgo.s, De Domo Lauretana. Madrid 1671. — Martorelli Pietro Valerio, Teatro istorico della Santa Casa Nazarena e sua traslazione in Loreto. Boma 1732. — Gaudenti Antonio, Storia della Santa Casa di. Loreto, esposta in dieci brevi ragionamenti. Loreto 17S4. — Lucidi, Della Casa dì Maria Vergine venerata in Loreto. Loreto 1782. — Deluca C. F,, Iter Lauretanae domus, ecc. Borrì ae 1661.
— Garratl Guglielmo, Loreto la Nuova Nazaret. Recanati 1S94-. — Eduardo Facco de Lagarda, Loreto, Monografia storico-urtisliea: VI centenario della traslazione della Santa Casa, ecc. Roma 1895.
Coli, elett. Osiino — Dioc. Loreto — P2, T. e Str. ferr.
I lavori principali riassumonsi nei seguenti: ripristinazione, alla maniera gotica, delle vòlte delle cappelle dei Tedeschi, dei Francesi e delle cappelle minori; sottofondazione dei grandi piloni della cupola ; demolizione delle finestre a sezione circolare e loro riapertura secondo le tracce delle antiche, a sesto acuto, completandole con traforo marmoreo e colonnine, e chiudendole con inferriate inferro battuto. Riapertura di sei occhialoni nei tre lati minori della croce e dodici occhi nel braccio maggiore. Piestauro di tutto il cammino di ronda costruito da Eaccio Puntelli. Aperti gli otto occhialoni nel tamburo della cupola, sulla traccia di quelli ideati da Giuliano da Sangallo. Rifatta la copertura plumbea della cupola e posta sulla lanterna la statua della Vergine, in rame dorato, come lo stesso Sangallo aveva immaginato. Incatcrianiento della cupola e del tamburo.
Cappella di San Giuseppe, dec.li Spagnuoli. — É tunica sinora completamente restaurata. L'altare, disegnato dallo stesso architetto Sacconi, è di stile gotico-veneziano, con grande sfoggio di particolari, ed è formato da una grande edicola al cui centro è la statua di San Giuseppe ed ai lati Due angeli. Magnifico è il ciborio, in bronzo, rappresentante un padiglione cui sovrasta il Padre Eterno benedicente, padiglione tenuto aperto da ambo ì lati da Angeli e fiancheggiato dalle figure degli Evangelisti e di altri Angeli sorreggenti ciascuno un candelabro. Due alti bracci, terminati a fogliami e sostenenti ognuno una lampada, chiudono ai due lati la composizione. Stupende sono le vetriate colorate dipinte