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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Gomitili del Circondario di Ancona
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già in parte attuato. Il Vasari attribuisce a Giuliano ila Majano l'onore della costruzione della chiesa lauretana, ed invero se ne ha conferma dal Tira-boschi. Il Vogel ascrive invece l'erezione del primitivo tempio ad un tal Marino di Marco Cedrino, che in un documento della fine del secalo XV è detto architetto, maestro generale e ingegnere della fabbrica del tempio lauretano, e fu in Loreto sei anni prima di Giuliano da Majano. Si fa pure il nome di Giorgi oda Sebenico.
Sorto poi nella mente del fondatore ed in quella di Paolo II il concetto di elevare la Santa Casa a dignità di Santuario, preservandola, nel miglior modo, dalle offese del tempo e degli infedeli, la chiesa doveva nella sua pianta, e nel successivo sviluppo, rispondere adeguatamente a quel concetto. La razionalità ed il carattere specifico della sua costruzione, la disposizione delle assi, la triangolazione delle luci realizzano infatti 1 intento di rendere agevole ai fedeli ramini-razione della Santa Casa da ogni lato e comoda la circolazione nel tempio. Al primo concetto tosto si aggiunse quello della fortificazione della chiesa, di munirla cioè dei nuovi mezzi di difesa suggeriti dalla progredita scienza di guerra, facendosi vieppiù audaci le scorrerie dei barbareschi e dei pirati sulla vicina costa adriatica. Cosi fu, che nel 1480, ai 10 di agosto, il Consiglio di decanati, detto dei 20, deliberò la fortificazione del tempio lauretano. Innocenzo Vili ne diede l'incarico a Baccio Pontelli, ingegnere militare del papa. Il Puntelli munì la chiesa di un cammino di ronda, poggiato su di un ordine di beccatelli sporgenti, con piombalo!. Nel 1498 Giuliano da Sangallo immaginò la cupola quale ora si vede, che fu compita nel 1500.
Il Bramante, nominato nel 1503 architetto di papa Giulio II, disegnò le opere di consolidamento della chiesa, che furono eseguite, e cioè speroni c muri di rinforzo; furono riedificati anche i pilastri. Nel tempo stesso il Bramante concepì il disegno della facciata, mutato poi nel 1570 da Giovanni Boccalino. E per intonarsi allo stile greco-romano, il Bramante modificò le pareti laterali del tempio, ricavandone dodici cappelle minori, di guisa che venne a rendere inutile il cammino'di ronda supcriore e fu costretto a costruire, sulle due nuove ali, un altro cammino per la difesa del tempio.
L'opera di rafforzamento fu proseguita dal Sansovino per incarico di Leone X, proseguita poi, per volere di Clemente VII, da Antonio da Sangallo il giovane. Questi ideò e disegnò l'impiombatura e sutTondazione della cupola, ingrossò i piloni, costruì nuovi archi nel secondo
Fig. 40. — Loreto (Santuario) : Fonte battesimale (da fotografia).
piano e trasformò quasi la metà della chiesa da gotica ili romana.
Onde è, che nell'animo dei moderni artisti e studiosi di storici monumenti, sorse l'idea di ridonare al tempio laurclano il suo migliore aspetto, quale aveva al tempo di Giuliano da Majano e del Pontelli. I lavori, in gran parte eseguiti, furono e sono tuttora diretti dall'illustre architetto conte G. Sacconi.
Jl tempio ha forma di croce latina terminata da tre absidi, di cui la mediana sorpassa le altre in altezza e sporgenza. Le absidi, semicircolari all'esterno, sono poligone all'interno. La Santa