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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Gomitili del Circondario di Ancona 73
Palatino e dell'Ordine Equestre. — Girolamo Bisaccioni, rinomato nelle lettere, fu alla Corte del duca di Ferrara, nel tempo che detto principe vi teneva il Tasso ed il Gua-i'ini. — Maiolino Bisaccioni, autore di varii scritti. Fu dal re di Francia onorato della lignità di cavaliere di Santo Stefano. — Giovanni Giorgini, autore di un poema intitolato Il Mondo Nuovo, diviso in ventiquattro cantici e stampato in Jesi nel 1596, con .jli argomenti in rima di Gio. Pietro Colini ed in prosa di Girolamo Ghislieri. Vi si descrive il viaggio di Cristoforo Colombo e la conquista nel auovo mondo. Di lui si hanno inche le traduzioni di Orazio Fiacco. In patria occupò la cattedra di filosofia. — Giovanni Battista Eocchi, buon poeta, amico e contemporaneo del phiabrera, del Ciampoli e del Loredano. Pubblicò anche la Vita di San Settimio, l'Arte di scrìver lettere, la Vita di Santa Sperandia nobile di Gubbio; lasciò anche molti scritti inediti, tra i quali uno col titolo: Idea del Principe sopra la vita ìelV Altezza Serenissima di Francesco Maria della Movere ultimo duca aV Urbino. — Monsignor Crescenzio Grizio, molto illustrò la sua patria e la religione dei Minori alla quale appartenne. Fu sesto generale dell'Ordine, dopo S. Francesco. Innocenzo IV lo elesse vescovo di Assisi. — Pietro Grizio, versato nelle leggi civili, compose un dotto volume sopra le Ini- Fig. 38. — Jesi : Porta del palazzo già Amici,
prese delle nobili famigliejesine ora Honorati (da fotogr. Carloni).
e l'istoria di quella città.
Nelle armi si segnalarono: Nicolò Boscareti, Memetto Sciarra, Enea Serbelloui, 'Fabio Baldassini, Alessandro Amici, i fratelli Desiderio e Bisaccione Bisaccioni, Antonio 'Camerata de' Mazzoleni, conte di Mustoli, commendatore dell'Ordine di San Michele di Baviera. — Nella medicina assai si distinse Onofrio Buonafede, che visse con molta lode tra i suoi cittadini. — Per santità di vita va ricordato Gabriello, d'incerto cognome, denominato comunemente il Beate Gabriello da Jesi. Il suo corpo riposa nella terra di Amandola. — Nelle arti sono da ricordare: il Franco, l'Orsi, il Puglia, il Torrelli, rinomati pittori che seguirono le orme del Vasari.
Ma Jesi vantasi, sopratutto, di aver dato i natali al celebre compositore Giambattista Pergolesi, in Napoli educato al più alto magistero dell'arte musicale. Nell'età di soli anni 20 rappresentava la sua prima opera, nel chiostro di Sant'Amelio Maggiore in Napoli e fu un dramma sacro intitolato: San Guglielmo d'Aquitania. Dopo questa felicissima prova, in cui rivelò il suo singoiar pregio nell'arte melodica, il principe (Colonna di Stigliano, il duca di Maddaloni', il principe di Avellino Caracciolo divennero suoi protettori. A Roma musicò l'Olimpiade di Metastasio, opera per la prima volta
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