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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Comuni del Circondario di Ancona
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Nelle sale superiori del palazzo è la Pinacoteca comunale, la cui formazione è dovuta al conte Andrea Stellati Scala, che nel 1802 si die a raccogliere i migliori dipinti esistenti in alcune chiese e luoghi pii, e quale sindaco assegnò, a tale fine, tre sale del palazzo municipale.
Tra le opere che vi si contengono ricorderemo le più notevoli, quali sono : Nuzio Allegretto : tavola a trittico, a fondo d'oro, rappresentante Sant'Agostino, San Martino, Sant'Antonio. —-Scuola fabrianese, del XIV secolo : tavola con la Vergine avente sulle ginocchia il Bambino, ai lati due figure non determinate. — Scuola suddetta: tavola terminata a cuspide, rappresentante il Crocefisso con le Marie, e i Santi Giovanni e Pietro. —¦ Ambrogio Greco, monaco basiliano (sec. XV): tavola rappresentante il Giudizio universale. Vi è scritto a caratteri greci : Mano di Ambrogio Monaco. — Antonio da Fabriano (sec. XV): tavola in forma di arco, rappresentante il Transito della Vergine e gli Apostoli. — Scuola di Raffaello (XVI secolo): tavola alquanto guasta, rappresentante la Vergine col figlio, i Santi Pietro, Niccolò, Francesco. — Simone De Magistri da Caldarola (XVI secolo): tavola rappresentante il Presepio. Sotto il quadro leggesi : Simone De Magistri da Caldarola f. MDLXX. — Filippo Veronese: tavola con la Vergine e i Santi Pietro e Niccolò, iteca la data 1514.Cades Giuseppe: tela rappresentante le Sante Apollonia e lucia, con un Angelo recante la palma del martirio. — Dello stesso : Sant'Antonio da Padova col Bambino e il Beato Francesco Venimbeni da Fabriano, in atto di , celebrare la messa; grande tela rappreseli tante Maria col figlio, e in basso il Papa San Clemente , San Carlo Borromeo, Sant' Innocenzo Papa, i Santi Francesco e Antonio.
In altra sala è la Civica Biblioteca, istituita nel 1844, e già nel 1860 possedeva 3589 volumi; sono meritevoli di menzione 235 volumi di edizioni rare, anteriori o ili poco posteriori al 1500, tra i quali la rara edizione del Soncino, di Fano del 1502, la edizione Aldina del 1495-97, delle opere di Aristotile e varii opuscoli di S. Agostino, edizione romana del 1472. La biblioteca fu sapientemente ordinala da rnons. A. Zongln.
L'Archivio Comunale contiene importantissimi documenti, alcuni dei quali risalgono al secolo XI. Varii documenti del XIII secolo sono in carta filigrana, e ciò costituisce una certa particolarità in confronto di altri archivi ; poiché ni Fabriano la fabbricazione della carta è stata molto antica. Nonostante varii ordinamenti fatti nei secoli XVII e XVIII, l'Archivio fu con ogni cura e scienza riordinato dal predetto monsignor Zonghi. Sono da ricordare i codici delle Itiformanze, dal 1435 al 1803; quelli anteriori furono bruciati dalla plebe. Un codice membranaceo di atti e privilegi conceduti al Comune di Fabriano (1288-1549), statuti comunali e frammenti dello Statuto del 1293, statuti dell'arte della Lana, protocolli notarili, editti, leggi, disposizioni governative, ecc.
Annesso al palazzo Comunale è il Portico detto di San Francesco (tìg. 19), dalla chiesa di tal nome, ora demolita, lungo in. 85, largo C, con diciotto archi che sovrastano ad altrettante botteghe. Il disegno del vecchio portico fu dell'architetto fiorentino Bernardo Rosellini ed edificato nel 1450. Ebbe allora solo tredici logge alle quali se ne aggiunsero, nel 1636, altre quattro. L'ultima fu aggiunta sotto Clemente XIV, sostituendo all'edilizio nuovodisegno. 11 portico, nella forma che ora si vede, venne in sulla fine del XVIII secolo a sostituire l'antico che era assai più elegante.
Pala» Vescovile. •—¦ Fu anticamente residenza della magistratura comunale, costruito, quale ora vedesi, l'anno 1545, col portico di sette archi, lungo ni. 37, innanzi detto Logge nuove, ed ora portico della Posta. L'architettura del palazzo è di stile dorico, a due piani del medesimo ordine, di aspetto grandioso, cosicché può stimarsi una delle migliori fabbriche della città. Nel mezzo del portico apresi un'ampia scala che mena alla sovrastante piazza del Duomo, ora Leopardi. Trasportata, siccome a suo luogo dicemmo, nel 1547 la residenza comunale nella Corte Chiavelli, questo palazzo fu destinato, nel primo piano, ad uso dei Monti frunientarii e di pietà, nella parte superiore ad abitazione del Vescovo, l'anno 1729, ed in parte pel seminario vescovile, trasferito poscia ili via Gioberti.
Tra i mentovati palazzi, nel centro della piazza Vittorio Emanuele, è la bella fontana detta Rotonda e Sturinalto (tig. 18), alta ni. 4.60, composta di tre catini o vasi, il primo dei quali di bronzo del diametro di ni. 1.65, il secondo di pietra di in. 4.15 di diametro, il terzo pure di pietra di ni. 6.80. È forse una delle fontane più antiche delle Marche, essendo stata eretta l'anno 1088, ai tempi di papa Urbano II; ricostruita poi da Alberghetto Chiavelli nel 1135, migliorata nel 1419 con bassorilievi, rovinati poi sul principio del secolo corrente.
Degni dell'attenzione del visitatore sono anche:
Pinacoteca Format — Fu cosi detta dal fon- pinti dell'antica scuola fabrianese, a decoro della datore Romualdo Pomari, il quale raccolse di- città. Diremo brevemente di alcuni di essi :
137 — «Patria, voi. ili,