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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Ancona 49
   colla fuga. Allora il Comune deliberò di prestare obbedienza alla Chiesa, previi alcuni privilegi largamente consentiti da papa Nicola V e da Giulio III. Ed allora, allo stemma del Comune, formato da sei monti, furono aggiunte le chiavi pontificie. La rocca venne dagli stessi abitanti smantellata, acciò non vi si racchiudessero nuovi usurpatori e più tardi, sulle sue mine venne eretto un monastero.
   Onorevole fu la resistenza sostenuta, per ventitré giorni continui, nel terribile assedio posto a Corinaldo, nel 1516, dal duca d'Urbino, in seguito a che il Comune meritò le lodi di papa Leone X, da cui ottenne anche particolari beneficenze.
   Corinaldo siede su d'una collina (203 in.), in amena posizione, alla destra del fiume Cesano, a 16 chilometri dall'Adriatico ed alla bellezza esterna corrisponde l'interno dell'abitato, composto di belli e comodi edilizi, con due vaste e regolari piazze, in una. delle quali trovasi il nobile palazzo del Connine e nell'altra una bella fontana.
   Belle pure sono le chiese di San Francesco, di San Pietro ed altre in cui conser-vansi pregevoli quadri di Claudio Veronese. Notevoli erano altresì tre pozzi d'acqua viva, di rara e difficile costruzione, fatti scavare, secondo la tradizione, dal tiranno Accattabti®a. Ora il paese è fornito di un grandioso acquedotto che distribuisce acqua potabile fresca ed eccellente nelle case e per le vie mediante pubbliche fontanelle. L'acqua deriva dalle sorgenti di Montesecco Antico, in territorio di Pergola, e percorre 20 chilometri. L'acquedotto fu inaugurato il 30 settembre 1894.
   Il territorio corinaldese, bagnato dai fiumi Cesano e dal Nevola continente del Misa, stendesi in colle ed in piano ed è fertile di cereali e di uve d'ottimo gusto.
   Uomini illustri. — Nelle sacre scienze diede Corinaldo i natali al Fata ed al Fenizi, vcrsatissinii nella teologia e che tanto si distinsero per dottrina nel Concilio di Trento; al l'anta, teologo del re di Polonia; al Boscarini, già vescovo di Città di Castello. — Nel giure si segnalarono: Pietro Orlandi ed un Silvio, commendati altamente dal Tintilo sciti e dal Fontana. — Nella medicina: il Bononii e l'Alessandri, lettori di questa Facoltà a Padova ed a Ravenna. — Nella letteratura: Brunoro Brunori, grande oratore; Viviano, suo figliuolo, peritissimo nelle greche e nelle latine lettere, dottore alla. Sorbona e poi bibliotecario della libreria greca alla Vaticana; Biagio Alessandrini, ve iratissimo nella letteratura ebraica e greca; il Silvestri, traduttore di Giovenale. — Nelle scienze fisico-matematiche salirono in faina il Clementi ed il Franceschiiii. — Un tal Giovanni Camillo da Corinaldo introdusse pel primo, l'anno 1442, la stampa in Napoli, facendosi compagno del tedesco Costei'. — Nell'arte militare salirono in rinomanza: Marcantonio de' Stivatili, condottiero della fine del secolo Nili;Nero Piccino,capo di parte guelfa; Livio Fontini, che nelle guerre di Francia e del Piemonte combattè a fianco di Emanuele Filiberto.
   Coli, eletta e Dioc. Sinigaglia — P'eT. locali, Str. ferr. a Sinigaglia.
   Barbara (1344 ab.). — Piccola terra edificata su di una collina (219 in.), alla destra del fiume Misa, sulla sponda di un torrente che mette nel suddetto fiume. I colli cui sta a ridosso discendono dai monti di Arcevia e fanno vaga catena tra le vallate del Misa e del Nevola. Una buona strada mette in comunicazione Barbara con Ostra Vetere.
   Nella chiesa parrocchiale di Santa Maria ammirasi una buona tavola del Roncalli, rappresentante San Nicola da Tolentino, Sant'Anna e la Sacra Famiglia, del Donienicliino ; ed il Cristo alla colonna, di Francesco Trevisani.
   Il territorio è fertile di vino, olio e cereali.
   Coli, elett. e Dioc,. Sinigaglia — P3 e T. ad Ostra Vetere, Str. ferr. a Sinigaglia.
   Casteiieone di Suasa (1852 ab.). — Cernii storici. L'odierno Castelleone tolse la denominazione dall'antichissima città umbra di Suasa, iouaca, il cui popolo (Suasani)