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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Seconda — Alta Italia
   hanno memorie scritte fin dall'anno 1159. L'attuale edifizio, sorto sulla vetustissima chiesa, data dal 1729, e di quel periodo di esagerato barocchismo riporta ampie traccie, sebbene corretto da successivi restauri. Bovegno ha istituti di carità datanti fin dal 12G0 ed un Ospedale civile, fondato nel 1606 dalla famiglia dei Brentana. Frazioni complementari di Bovegno sono: Magno (702 in.), con parrocchia propria; Piano (660 m.), Ludizzo (794- in.), Castello, Frigole e Graticcile. In queste due ultime località si mostrano due avanzi di torri antichissime ritenute del periodo romano, costruite, si dice, da Druso circa l'anno 25 dopo C.
   11 territorio di Bovegno La, sotto l'aspetto geologico e minerario, una certa importanza. Vi si trovano giacimenti ili minerale di ferro nel cosidetto servino (trias inferiore) e nel micaschisto. Le miniere di Bovegno contengono quarzo compatto e jalino, calce cristallizzata, siderosio, ematite, rame piritoso e barite. Nel porfido di Ludizzo trovansi corniole, così pure sotto il vicino santuario. Sui monti Muffetto e Colombine si trovano granati negli schisti micacei e nella miniera della Torgola, tra Bovegno e Collio, entro una massa di fluorina, si trova galena, blenda calamuia, pirolusite, aragonite. A Bovegno si trova il micaschisto ed il trias inferiore colle sue arenarie rosse, eccellente per pietre da costruzione, da affilare, da macina e refrattarie; il servino ed il cosidetto tufo, tanto leggero che durevole, com'è provato da avanzi di costruzioni romane rinvenute ili luogo e fatte di questo materiale, llavvi anche argilla, utilizzata nella fabbricazione dei laterizi.
   Nel territorio di Bovegno si trovano sorgenti di acque minerali. Importante quella ciré alle falde del monte Introvino. Ha una temperatura di 11° '/a ed appartiene alle acque acidulo-ferruginose: è consigliata ed usata nelle affezioni dell'apparato digerente e del sistema sanguigno. La sorgente trovasi a circa un'ora dal Comune di Bovegno, neJla località denominata Trodina, e scaturisce da roccie di seliisto micaceo e di quarzo metallifero, in varie polle clic vanno a versare in un bacino comune. In luogo è detta Acqua Negra — sebbene sia limpidissima — e vuoisi pel fatto che gli animali la rifiutano. La maggiore delle polle di quest'acqua dà circa 162 litri all'ora. Sul terreno in cui scorrono i rigagnoli notasi un sedimento ocraceo. Fu analizzata dal prof. Stefano Gran-doni, chimico bresciano, che la trovò non molto dissimile dalle più insigni e note acque marziali. Stante la comodità del luogo ove trovansi le polle non esiste stabilimento proprio per la cura di queste acque. Solo un porticato recinge il maggior serbatoio. Quivi si recano da Bovegno ogni mattina coloro che intendono fare la cura diretta. Altrimenti la si beve in Bovegno, ove viene portata tutte le mattine da appositi incaricati. Si assicurano alle acque di Bovegno le stesse proprietà curative delle acque di San Colombano (Collio) e Recoaro.
   11 territorio di Bovegno, che si stende in una plaga ridentissima e verdeggiante, dà per prodotti: cereali, frutta, viti e castagne; nella parte alta ha ricchi pascoli. L'allevamento del bestiame e la confezione dei latticini sono le maggiori industrie agricole del luogo. Importante è la Latterìa Sociale Alpina, inaugurata nel 1SSS, e nella quale si manipolano, a sistema razionale, da 15 a 20 quintali di latte al giorno, cavandone ottimo burro e formaggio, nonché ricotta ed altri prodotti secondari. Esistono pure due miniere per l'estrazione del minerale di ferro e nn alto forno.
   Cenno storico. — Lapidi e frammenti di costruzioni romane trovate in luogo attestano dell'antichità di Bovegno, che prima della dominazione dei Romani era il maggior centro dei Triumplini. Nel periodo romano si trovava alla testa dei Comuni confederati della vallata. Nel medioevo conservò la sua priorità sulla valle colla pieve di San Giorgio, avente giurisdizione su tutte le parrocchie circostanti. Durante il periodo comunale Bovegno appare sottoposto a Brescia, che vi mandava un podestà con giurisdizione sul territorio circostante; nel 1250 Brescia gli impose il fodro per riparare le mura cittadine; nel 1275 la stessa Brescia fa un'altra imposizione su Bovegno per costrurre