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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Seconda — Alta Italia
   con circa 800 abitanti, di carattere affatto moderno, con edifici di buona architettura, taluno di aspetto signorile. Frazioni importanti, oltre Gussago, sono: Ronco, Sale, Civine, con chiese parrocchiali proprie ; Casaglio, Croce, Navezze, Valle. In questo Comune molte donne esercitano l'industria della tessitura casalinga del cotone.
   L'agricoltura è base della ricchezza economica di questo territorio fertilissimo, coltivato con cura estrema, il quale produce cereali, foraggi, frutta, gelsi e viti in grande quantità. Assai reputati sulla piazza di Brescia sono i vini delle colline di Gussago. Copiosa vi è pure l'annuale produzione dei bozzoli.
   Colt, elell, Iseo — Dioc. Brescia — P2 locale, T. e Str. ferr. a Brescia.
   Lograto (1291 ab.). — Questo Comune, già facente parte del soppresso mandamento ili Ospitaletto e, per effetto della legge 30 marzo 1890, aggregato al mandamento III di Brescia, si stende nella rasa pianura bresciana, ch'è tra il Mella e l'Oglio. — Lograto (113 ni. sul mare), capoluogo del Connine, è un grosso villaggio di carattere affatto rurale, sebbene non mancante di qualche bell'edilizio, attraversato dalla strada provinciale di Brescia per Sonano e Crema, con stazione del tram a vapore che la percorre. Numerose fattorie e belle ville nella circostante campagna completano, come frazioni, ti nucleo comunale di Lograto.
   11 territorio, ben irrigato ed intensamente coltivato, produce cereali, foraggi, lino, belle piantagioni ili gelsi e viti. L'allevamento del bestiame e la fabbricazione dei latticini hanno il primo posto fra l'industria agricola del luogo. Importante è pure la produzione dei bozzoli
   Cenno storico. — Si lui ragione di credere che questo paese fosse una delle stazioni di sedentari stabilita dai Romani della regione e ricordata negli antichi Itinerani col nome di Loms Gratas. Questo nome si riscontra pure nelle memorie cremonesi e bresciane del periodo delle lotte comunali. 11 nome latino, quasi inalterato, sarebbe sopravvissuto fra i secoli.
   Coli, elett. Leno — Dioc. Brescia — I'2 e Tr. locali, T. e Str. ferr. ad Ospitaletto.
   Maclodio (103 al).). — 11 territorio di questo storico Comune, già appartenente al soppresso mandamento di Ospitaletto, si trova come il precedente nella pianura bresciana, sulla strada provinciale per ( iiviiniovi-Soncino e Crema. — Maclodio (109 m. sul mare), capoluogo del Connine, è oggi un villaggio di modesta apparenza e di carattere all'atto rurale. Anticamente aveva un castello, del quale non rimangono piti avanzi.
   11 territorio di .Maclodio, ben irrigato e fertile, produce cereali, foraggi, lino, gelsi, frutta e viti. L allevamento del bestiame e la produzione dei bozzoli sono le sole industrie del luogo.
   Cenno storico. — Più ancora che dalla battaglia ivi avvenuta, nel 11-27, tra le truppe venete, comandate da Francesco Bussone conte ili Carmagnola, e quelle di Filippo Marift Visconti duca di Milano, il nome di Maclodio è fatto celebre e popolare in Italia dal famoso coro della tragedia manzoniana che quella battaglia descrive: uno dei più potenti ed inspirati squarci di poesia lirica che vantino le lettere italiane nel nostro secolo. Ciò non toglie peraltro che la battaglia di Maclodio, in ispecie per gli effetti politici ch'ebbe su gran parte della regione, non sia uno degli avvenimenti più importanti della prima metà ilei secolo XV.
   Passato, in seguito all'ingratitudine sospettosa mostratagli dal triste Filippo Maria Visconti, al servizio della Repubblica di Venezia, il Carmagnola fu posto al comando delle truppe venete, che dovevano operare contro il duca di Mita» m guerra colla Serenissima ed m lega coi Fiorentini. Nella prima fase (142G) eli questa guerra il Carmagnola seppe togliere al duca di Milano Brescia ed il suo territorio, persuadendo questa città a mettersi sotto il dominio protettore di Venezia. Nel secondo periodo (1427) il Carmagnola mirava fare altrettanto con Cremona e territori limìtrofi] spingendo il